Son Moix rappresenta una sfida difficile per il Girona

Il Girona inizia l’anno di campionato con una sfida impegnativa a Son Moix, un campo che negli ultimi tempi ha rappresentato una difficoltà e che si presenta ora in un momento cruciale. La squadra ‘blanc-i-vermell’ si trova al diciottesimo posto con 15 punti e sa che un successo la porterebbe a uscire dalla zona retrocessione, un risultato fondamentale in una giornata in cui ogni dettaglio è carico di pressione.

La situazione richiede sia ambizione che cautela.

I biancorossi dovranno affrontare il match senza alcuni giocatori chiave, il che influirà sul loro approccio. Ounahi è ancora impegnato con la sua nazionale nella Coppa Africa e sia Abel Ruiz che Stuani non sono ancora pronti per il campo.

Una nota positiva è il ritorno di David López, che dopo quasi tre mesi di inattività desidera riunire esperienza e leadership in una difesa che ha faticato. Anche se Claudio Echeverri ha partecipato agli allenamenti, non potrà esordire finché non si sbloccherà un posto da extracomunitario.

Oltre alle singole assenze, la sfida è innanzitutto di squadra. Il Girona deve trasformare in punti i miglioramenti mostrati recentemente, minimizzare gli errori nelle zone cruciali – come accaduto nella scorsa stagione in questo stesso stadio – e mantenere la concentrazione per tutta la durata del match. Il margine di errore è molto ridotto e ogni incontro contro un avversario diretto assume il valore di una finale anticipata. Dall’altra parte, il Mallorca si presenta con un po’ più di serenità in classifica. Occupano la quattordicesima posizione con 18 punti, tre in più rispetto ai ‘gironins’, e stanno vivendo un buon periodo: quattro partite senza sconfitte, con tre pareggi e una vittoria che hanno rinforzato la loro fiducia. In aggiunta, affronteranno il match senza infortuni, un aspetto che aumenta la loro competitività.

Nella squadra compaiono volti noti del Montilivi, come Maffeo, Mojica e Pablo Torre, giocatori che hanno familiarità con l’avversario e che portano un elemento emotivo alla partita. Il terreno di Son Moix, inoltre, evoca memorie poco piacevoli. Il Girona ha subito sconfitte nelle ultime tre trasferte e non ha ancora registrato una vittoria in Prima Divisione contro il team insulare. Questo dato pesa significativamente, ma influisce anche sul tipo di incontro che si preannuncia: sarà un match chiuso, fisico e con spazi limitati, dove ogni particolare può fare la differenza. Senza Ounahi, l’attacco si concentra nuovamente su Tsygankov, chiamato a guidare la squadra dopo il suo importante contributo ad Anoeta. Il Girona ha bisogno di maggiore profondità, lucidità negli ultimi metri e, in particolare, di solidità difensiva contro un avversario che sa punire ogni errore e si sente a proprio agio senza possesso palla. Quella che si profila è una sfida difficile, ma fondamentale. Una vittoria non significherebbe solo ottenere tre punti: sarebbe un modo per uscire dalla zona retrocessione, interrompere una serie negativa in un campo ostile e iniziare il 2026 con un chiaro segnale di reazione. Al contrario, una sconfitta amplificherebbe la sensazione di una situazione complicata. Il Girona è consapevole di non poter aspettare oltre. A Son Moix, la lotta per la sopravvivenza è nuovamente all’ordine del giorno.

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