Il Tour de France 2026 si è concluso con un finale da brivido, dove Mathieu van der Poel ha dimostrato ancora una volta perché è considerato uno dei migliori ciclisti al mondo. La tappa finale, che ha visto il percorso modificato con l’aggiunta di tre passaggi sulla Butte de Montmartre ha offerto uno spettacolo indimenticabile.
Un finale ad alta tensione sugli Champs-Élysées
La gara è partita direttamente all’interno del circuito dei Champs-Élysées con un percorso di 88.7 chilometri divisi in sei giri del circuito storico e tre passaggi sulla Butte de Montmartre. La salita in lastricato, aggiunta dopo il successo olimpico del 2026, ha reso la corsa ancora più impegnativa.
Dopo le consuete celebrazioni per i possessori delle maglie, la gara vera è iniziata con l’attacco di Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché). Ripreso il francese, sono ripartiti Thibault Guernalec (TotalEnergies) e Xabier Mikel Azparren (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), che sono arrivati davanti al primo passaggio su Montmartre.
La battaglia finale tra Van der Poel e Pogačar
Mentre il basco rimaneva da solo a incitare la folla, dietro di lui iniziavano gli attacchi. La Alpecin-Premier Tech ha alzato il ritmo, e lo scatto di Mads Pedersen (Lidl-Trek) ha fatto la prima selezione. Alla ruota della maglia verde ci erano Vlad Van Mechelen (Bahrain-Victorious), Michael Matthews (Team Jayco AlUla), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Maxim Van Gils (Red Bull-BORA-hansgrohe), ma soprattutto Mathieu van der Poel e Tadej Pogačar.
La maglia gialla era davanti nel vivo della corsa, ma il suo compagno Isaac Del Toro è rimasto indietro a causa di una foratura. Nonostante ciò, il terzo posto e la maglia bianca non erano in discussione. La UAE Team Emirates ha comunque avuto forze sufficienti per il leadout, con un redivivo Tim Wellens a lanciare l’attacco del suo capitano al secondo passaggio.
La vittoria di Van der Poel e il podio finale
Van der Poel si è incollato alla ruota di Pogačar, e Pedersen e Remco Evenepoel sono riusciti a raggiungerli dopo la salita per formare un quartetto di campioni del mondo. Dietro di loro, la Decathlon CMA CGM ha tirato per Olav Kooij riuscendo a riprendere le quattro superstar prima di arrivare sul traguardo per l’inizio dell’ultimo giro.
Dopo una lotta furibonda per le posizioni, è stato Fred Wright (Pinarello Q36.5) a imboccare per primo l’ultimo muro. Van der Poel ha fatto la prima mossa, con Pogačar che ha dovuto dare tutto per non staccarsi. I due hanno preso circa 15″ e ne avevano ancora 7″ all’uscita del tunnel. Nel finale, sono arrivate anche NSNXDS Astana e Cofidis a tirare per i rispettivi velocisti.
All’ingresso nell’ultimo chilometro, Van der Poel si è spostato sul lato opposto della strada per sferrare l’ultimo colpo e anticipare tutti. La sparata è stata potentissima e ha tolto di ruota Pogačar, mentre Pedersen ha lanciato una volata lunghissima e ormai quasi disperata. Negli ultimi metri, il danese è stato sorpassato da Jasper Philipsen che è arrivato giusto in tempo per fare secondo dietro al suo compagno, che ha completato un’azione memorabile e ha vinto la sua seconda tappa in questo Tour.
Dietro ai due Alpecin, c’è stato il terzo posto della maglia verde, che ha preceduto Max Kanter (XDS Astana) e Kooij. Si è chiuso con un trentesimo posto di tappa il Tour de France di Tadej Pogačar dopo un’altra giornata all’attacco fino alla fine ma senza riuscire a vincere sui Champs-Élysées, come già era successo lo scorso anno.
Tadej Pogačar raggiunge il record di cinque Tour vinti
Tadej Pogačar ha raggiunto Jacques AnquetilEddy MerckxBernard Hinault e Miguel Induráin a quota cinque Tour vinti in carriera, un record assoluto. Sul podio con lui anche Evenepoel e Del Toro (maglia bianca), ma anche Pedersen con la maglia verde e con la sua Lidl-Trek per la classifica a squadre, mentre Richard Carapaz è la maglia a pois e il supercombattivo.
Premi per pochi, applausi per tutti. Mathieu van der Poel ha dimostrato ancora una volta di essere un campione, conquistando la vittoria nella tappa finale del Tour de France 2026 sugli Champs-Élysées.



