La Francia ha superato l’Italia 40-7 nella prima giornata del Guinness Women’s Six Nations giocata allo Stade des Alpes di Grenoble l’11 aprile 2026. La sfida, pubblicata il 12/04/2026, si è sviluppata su due volti: una prima frazione in cui le Azzurre hanno dato filo da torcere alle padrone di casa e una ripresa dominata dalle Bleus, che hanno segnato cinque mete nei secondi 40 minuti.
Nel finale è arrivata la meta di Gaia Buso per l’Italia.
La partita in sintesi
Il match è stato deciso dall’intensità francese nella ripresa, ma nella prima parte l’Italia ha mostrato ordine e capacità di creare pericoli nella metà campo avversaria.
Al 21′ del primo tempo la Francia ha trovato la meta con Anaïs Grando che ha portato in vantaggio le padrone di casa (5-0). Nonostante qualche rimpianto azzurro per occasioni non concretizzate, la gara è rimasta in equilibrio sino all’intervallo.
Nel secondo tempo la partita ha però cambiato volto: la Francia ha accelerato e ha sfruttato la superiorità fisica e la pulizia di gioco per rompere l’equilibrio.
Primo tempo: equilibrio e rimpianti
Nella prima metà gara l’Italia è stata moderna nel breakdown e propositiva nel gioco al largo, riuscendo a mettere pressione alla linea francese nonostante un cartellino giallo a Alessia Pilani all’8′ del primo tempo che ha lasciato le azzurre in 14 per dieci minuti. Ci sono state diverse opportunità dentro i 22 transalpini, ma alcune scelte tecniche e una gestione non perfetta dei possessi hanno impedito la finalizzazione. Il vantaggio francese è nato da una rimessa laterale trasformata in azione veloce, con Grando che ha sfruttato lo spazio per schiacciare: punteggio al riposo Francia 5 – Italia 0.
Ripresa: la differenza decisiva
All’inizio della ripresa è diventato determinante il cambio forzato per l’Italia con HIA su Silvia Turani; la Francia ha alzato i giri, rischiando spesso l’offload ma ripagando l’aggressività con mete incisive. Nei primi venti minuti della ripresa sono arrivate le segnature di Carla Arbez, Brousseau, Manae Feleu, Léa Murie e Pauline Barrat, con la trasformazione spesso a firma di Arbez, che ha costruito il margine fino al 40-0. Solo nel finale Gaia Buso ha spezzato il dominio francese con un ottimo cross-kick trasformato da Alyssa D’Incà (40-7).
Scelte e numeri
Le scelte degli allenatori hanno influito sul corso della gara: Fabio Roselli ha schierato dall’inizio Alia Bitonci in mediana insieme a Veronica Madia, dando spazio alla giovane Alessia Pilani in prima linea. Dall’altra parte François Ratier ha optato per tre debuttanti in avvio, fra cui l’estremo Pauline Barrat e l’ala Anaïs Grando. Il confronto fisico nel terzo tempo e nelle fasi statiche ha visto prevalere la Francia nella ripresa, mentre l’Italia ha puntato su tenuta difensiva e multifase per resistere.
Formazioni, debutti e panchina
Nel match sono arrivati esordi importanti: Chiara Cheli ed Elettra Costantini hanno ottenuto il primo cap con le Azzurre, numeri ufficiali 224 e 225 rispettivamente. In stagione Ratier ha lanciato anche Mathilde Lazarko e la giovanissima Anaïs Grando dal primo minuto. Fra le note di cronaca anche l’arbitro Aimee Barrett-Theron al cinquantesimo test internazionale e il cartellino giallo a Pilani. La gara è stata disputata davanti a 14.876 spettatori.
Statistiche ed episodi chiave
Dal punto di vista realizzativo le Bleus hanno raccolto il bonus offensivo grazie a cinque mete nella ripresa; la mediana transalpina ha mostrato efficacia anche nelle calci piazzati, con Carla Arbez realizzatrice di molte delle trasformazioni (5/6) mentre Alyssa D’Incà ha messo a segno la trasformazione azzurra (1/1). Il player of the match è stato indicato in Assia Khalfaoui per la solidità in mischia e il lavoro in prima linea.
Implicazioni e prospettive
Il risultato lascia la Francia con 5 punti in classifica e l’Italia ancora a zero, ma il confronto mette in luce soprattutto il gap di profondità e freschezza nel finale di gara. Per le Azzurre il messaggio è chiaro: servono maggiore concretezza nelle occasioni dentro i 22 e una gestione dei cambi che regga i 40 minuti finali. Per la Francia la partita conferma invece la capacità di accelerare nei momenti chiave sotto la guida di Ratier.
La lettura tecnica del match offre spunti per le prossime uscite del Sei Nazioni: attenzione alle rotazioni, al corretto utilizzo del gazebo in touche e a come le squadre gestiranno la pressione nei momenti decisivi. L’11 aprile 2026 a Grenoble ha consegnato alla competizione un primo verdetto netto, ma il torneo è lungo e ricco di possibilità di riscatto.