I Am Maximus conquista ancora il Grand National: Mullins e Townend al centro della scena

I Am Maximus conferma il proprio valore in una prova intensa e ricca di colpi di scena, firmata da Willie Mullins e Paul Townend

Il palcoscenico di Aintree ha assistito a un nuovo capitolo memorabile del Grand National: I Am Maximus ha riconquistato la cima del podio, firmando una doppietta che non si vedeva dai tempi di Red Rum. La prova del 2026 si è trasformata in un banco di prova per tecniche d’allenamento, strategie in gara e i cambiamenti introdotti per la sicurezza degli atleti equini e dei fantini.

Alle redini dell’impresa c’erano il trainer Willie Mullins e il jockey Paul Townend, mentre la proprietà di JP McManus ha raccolto un en plein con il secondo posto di Iroko e il brillante piazzamento di Jordans. La performance di I Am Maximus, portato al traguardo con il top weight e un rating 168, è stata la somma di preparazione, intesa tra cavallo e cavaliere e gestione tattica della corsa.

La vittoria e il suo significato

Con questo successo I Am Maximus entra in una ristretta cerchia di due volte vincitori del National, affiancando nomi storici come Abd El Kaber, The Lamb, The Colonel, Reynoldstown, Red Rum e Tiger Roll.

Il risultato sottolinea non solo la qualità del cavallo ma anche la capacità di Mullins di portare al picco la condizione in occasione delle gare più importanti. Inoltre, il trionfo consolida lo status di Paul Townend fra i fantini capaci di ripetersi in questa corsa, entrando in un’albo d’oro moderno di vincitori ripetuti.

Numeri e primati

Dal punto di vista statistico la vittoria porta con sé primati rilevanti: Mullins raggiunge un totale di vittorie a Liverpool che lo mette al pari con leggende del training, mentre JP McManus segna un nuovo record come proprietario con quattro successi nel Grand National. I dati mostrano come la combinazione di un cavallo di alto livello, una gestione professionale e una guida esperta possano sovvertire anche le difficoltà imposte dall’handicap e dal top weight.

La corsa e i momenti chiave

Il tracciato del 2026 ha offerto una prova più turbolenta rispetto alle edizioni immediate precedenti: si sono registrati diversi ritiri dovuti a cadute e sbagli, con sette fallers e sette unseats che hanno spezzato le speranze di molti favoriti. Nonostante le strutture studiate per limitare i rischi, alcune teste calde del plotone hanno evitato i compartimenti predisposti per limitare i cavalli sciolti, contribuendo a un crescendo di tensione lungo tutto il percorso.

Strategie in gara: Becher’s Brook e il finale

La fase decisiva ha visto Paul Townend calibrare sapientemente l’inseguimento: sapendo che il suo cavallo salta in modo peculiare, il jockey ha mantenuto una posizione interna e ha aspettato il momento giusto per lanciare l’attacco decisivo. Il passaggio al secondo giro del celebre ostacolo di Becher’s Brook ha creato qualche incertezza, ma la progressione finale di I Am Maximus è stata potente e precisa, dimostrando come la scelta tattica possa fare la differenza in una corsa così selettiva.

Cambiamenti nella gara e prospettive

Le riforme introdotte negli anni—riduzione del numero di partenti, adeguamenti agli ostacoli e nuove aree di contenimento—mirano a un equilibrio tra spettacolo e tutela degli animali. Queste modifiche hanno trasformato il National da una prova in cui primeggiava il più abile saltatore a una competizione dove conta l’ottimizzazione dell’handicap, la resistenza e la capacità di gestire il ritmo su lunghi tratti.

Il dibattito tra chi rimpiange l’antico test di salto e chi apprezza il nuovo corso resta vivace: i nostalgici ricordano la durezza originaria della gara, mentre i sostenitori delle riforme sottolineano come il livello medio sia aumentato, rendendo la competizione più aperta e, per molti spettatori, più avvincente. In ogni caso, Aintree continua a offrire uno degli spettacoli equestri più seguiti al mondo, capace di coniugare storia e trasformazione.

Guardando avanti

La vittoria di I Am Maximus lascia aperte diverse domande: riuscirà a presentarsi nuovamente per cercare un terzo sigillo che lo porterebbe a eguagliare definitivamente Red Rum? Come evolveranno le strategie dei trainer in risposta a una corsa sempre più tattica? Quel che è certo è che il National resta un banco di prova irrinunciabile per chi vuole misurare metodi, cavalli e uomini nel contesto più esposto della stagione.

Scritto da Viral Vicky

Maglia ciclismo ad alte prestazioni con tecnologia breathlock