20 febbraio, Target Center di Minneapolis: i Minnesota Timberwolves battono i Dallas Mavericks 122-111 grazie a una serata monumentale di Anthony Edwards e a un lavoro deciso sotto le plance.
Ritmo e svolgimento Minnesota ha preso il controllo fin dal via, sfruttando transizioni veloci e tiri dall’arco per costruire vantaggi.
Dallas ha risposto con una seconda metà più aggressiva in difesa e un parziale nel terzo quarto che ha riaperto la partita, ma nel finale i Timberwolves hanno ritrovato lucidità nei possessi decisivi, spegnendo la rimonta ospite.
La partita si è decisa negli ultimi minuti: Edwards ha messo a segno alcuni canestri pesanti che hanno spezzato l’inerzia e chiuso ogni tentativo di rientro dei Mavericks.
Prestazioni chiave Anthony Edwards è stato l’uomo partita: 40 punti con 16/30 al tiro, decisivo soprattutto negli ultimi sei minuti quando ha firmato 14 punti, compreso uno step-back da tre che ha rotto l’equilibrio. Il suo scoring e la capacità di prendersi i possessi importanti hanno determinato l’esito dell’incontro.
Sotto canestro, Rudy Gobert ha fatto la differenza: 22 punti e 17 rimbalzi, dominando le seconde opportunità e limitando quelle avversarie. Naz Reid ha contributo con 21 punti e giocate fisiche che hanno alzato l’intensità, soprattutto all’inizio del match. Il mix tra il talento di Edwards e la presenza interna ha dato a Minnesota il vantaggio necessario nei momenti concitati.
Gestione dei possessi e ruolo dei ricambi Quando la contesa si è fatta tesa, la gestione dei possessi è stata cruciale. Edwards ha saputo alternare soluzioni individuali e coinvolgimento dei compagni, mentre i titolari hanno saputo mantenere disciplina difensiva nei minuti finali. Tyus Jones ha dato ritmo nei momenti di pausa offensiva e i role player hanno svolto compiti concreti, permettendo ai leader di avere il giusto supporto.
Dallas: la rimonta e le mancanze I Mavericks hanno piazzato un 24-8 nel terzo quarto che li ha portati a due punti (77-75) e hanno mostrato buone percentuali in alcune fasi. Tuttavia l’assenza di Cooper Flagg e Max Christie ha ridotto le opzioni difensive e la profondità della panchina, costringendo i titolari a maggior fatica. In tabellino per Dallas, spiccano i 18 di Middleton, i 15 punti e 13 rimbalzi di Bagley III e i 15 di Marshall, ma non è bastato a completare il sorpasso.
Tattica e equilibrio Tatticamente Minnesota ha alternato transizioni veloci a possessi più ragionati, usando il “punto fermo” offensivo per creare spazi per Reid e gli inserimenti di Gobert. In alcune fasi l’attacco dei Mavericks ha optato per possessioni prolungate che non sempre hanno prodotto tiri efficienti; la differenza è emersa proprio nelle ultime azioni, dove precisione al tiro e disciplina difensiva hanno premiato i Wolves.
Implicazioni e prospettive La vittoria consolida la posizione dei Timberwolves in classifica e conferma il valore del nucleo interno: un leader in grado di prendersi le responsabilità e un reparto lunghi che controlla i rimbalzi. Per Dallas, il dato da leggere è la profondità del roster: senza risorse fresche nei momenti caldi diventa difficile sostenere la pressione fisica e mantenere ritmo e intensità per tutta la partita. Sul breve termine i Timberwolves possono sorridere, mentre i Mavericks dovranno lavorare sulle rotazioni e sulle soluzioni nei finali per evitare di pagare dazio nelle prossime uscite.