Jon Martín e Gorrotxategi, due fondamenta per il successo attuale e futuro

La straordinaria vittoria della Real Sociedad contro il Celta, sotto la pioggia battente di Donostia e su un campo di gioco inondato ad Anoeta, è stata sia notevole che sorprendente. È impossibile spiegare questi tre punti fondamentali per allungare la serie senza considerare il contributo di Mikel Oyarzabal, protagonista con una doppietta spettacolare.

Inoltre, l’unità mostrata dalla squadra nel lavorare, difendere, giocare e attaccare insieme, anche in inferiorità numerica, ha avuto un ruolo cruciale, supportata da 30.000 tifosi sugli spalti. L’energia collettiva che Matarazzo ha infuso nell’organico è palpabile e innegabile.

Rimane da vedere se questa grandezza si manterrà nel tempo.

Ben più probabile è la sostenibilità nel lungo periodo dell’altissimo livello di due talenti cresciuti a Zubieta, attuali stelle della squadra in questa stagione. Senza di loro, il trionfo di domenica non sarebbe stato concepibile.

I protagonisti sono Jon Martín e Jon Gorrotxategi, i due Jon, che hanno guidato la difesa e il centrocampo txuri urdin. Si sono rivelati colonne portanti e fondamentali per raggiungere la vittoria, comandando con successo la resistenza txuri urdin. Questi giocatori si sono già affermati come elementi chiave del nuovo assetto di quest’anno.

Un difensore emergente

Un nuovo talento si fa strada nella retroguardia della Real Sociedad, con Jon Martín che si è affermato come titolare. Sorprendentemente, la sua posizione ora precede quella del capitano Igor Zubeldia. Questo non è solo un aspetto futuro, ma una verità indiscutibile nel presente. Nonostante la squadra continui a subire gol, Jon Martín si sta rivelando un baluardo difensivo sempre più riconosciuto anche a livello di LaLiga. La sua prestazione contro il Celta ne è la prova: ha totalizzato dieci interventi difensivi, sei rinvii, due tiri bloccati, un perfetto 100% di duelli vinti, ha completato ogni dribbling, ha raggiunto il 95% di precisione nei passaggi, con sole due palle perse e non è stato superato.

Tali statistiche, pur impressionanti, non rendono completamente giustizia alla sua prestazione. È stato lui a servire Borja Iglesias nell’azione del gol, che non si è concretizzato a causa di una sfortunata scelta di coprire la porta in un momento in cui non pareva ci fosse un passaggio. La crescita di Jon Martín è evidente, e la sua continuità è fondamentale. È dunque un’ottima notizia che stia collezionando ben 12 presenze da titolare in campionato, tutti minuti giocati, aggiungendo anche le partite di Reus ed Elda e il tempo supplementare con l’Osasuna. Da quando è entrato in formazione sotto la guida di Sergio, dopo l’errore di Caleta-Car a Vigo, la sua presenza è diventata inamovibile. Ha già accumulato 1.381 minuti di gioco e sta per superare Kubo nel ranking della squadra, nonostante abbia iniziato la stagione come riserva. Si avvicina sempre di più a Zubeldia.

Trasformazione nei momenti difficili

L’individuo che desidera riconquistare il prestigio attuale di Jon Martín è Gorrotxategi. Il centrocampista di Eibar ha messo in scena una prestazione spettacolare ad Anoeta. Capacità di posizionamento, abilità nel gioco con il pallone, lavoro incessante senza di esso e un’intelligenza sopraffina. È determinato a ottenere un ottimo risultato nel nuovo test imposto con l’arrivo di Matarazzo. Prima, era uno dei migliori discepoli di Sergio Francisco. L’irundarre gli aveva affidato le chiavi del gioco e, per questo motivo, ha iniziato 15 partite di campionato di fila come titolare. Tuttavia, una sfortunata squalifica è coincisa con l’arrivo di Matarazzo e le ottime prestazioni di Turrientes, portandolo in panchina. Ma invece di scoraggiarsi, ha fatto un passo avanti per dimostrare il suo reale valore.

Ha già fatto la sua parte come cambi nella partita contro il Barça, ma contro i celesti ha brillato nel suo rientro da titolare. Infatti, è stato lui a rimanere in campo mentre Turrientes è stato sostituito. Con una percentuale dell’87% nei passaggi, un solo errore su 72, quattro recuperi, due tiri stoppati, due rinvii, un’intercettazione e sette contribuzioni difensive, il suo contributo è stato notevole, senza contare che ha anche avviato e preso parte all’azione del 2-1. La sua dedizione è inesausta, apportando sicurezza in mezzo al campo in ogni momento, accompagnata da una straordinaria capacità di costruire il gioco. La prestazione è stata eccezionale, una chiara dimostrazione che è un elemento indispensabile. È tra i più preziosi e tra i più forti. È il quarto giocatore per minuti giocati (1.652) per un motivo. Davanti a lui si delinea una bella sfida con Turrientes, e forse anche con Soler e Yangel, per comporre un centrocampo sempre più promettente.

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