L’allenatore del RCD Mallorca, Jagoba Arrasate, ha espresso la sua opinione sul mercato invernale dei trasferimenti, definendolo “migliorabile”. La sua analisi non si limita al mercato, ma si estende anche alla prestazione della squadra nel primo round di giochi.
“Ci siamo concentrati soprattutto sugli esterni poiché prioritari per noi. Questa fase del mercato può destabilizzare i gruppi e, anche se ho notato che ci sono margini di miglioramento, voglio sottolineare il progresso fatto dalla squadra lunedì scorso”, ha dichiarato durante una conferenza stampa.
Parlando dei recenti aggiornamenti, ha accennato a Jan Salas, dicendo che è tornato con grande motivazione, nonostante non abbia giocato molto, sottolineando che ogni esperienza lontano da casa porta insegnamenti. Per quanto riguarda Zito Luvumbo, lo ha definito un giocatore capace di portare vivacità alla squadra, sperando di ritrovare la forma che mostrava in Serie A, “è un atleta che può avere un impatto immediato”.
In vista della partita contro il Camp Nou, Arrasate ha rivelato il suo desiderio di raggiungere un traguardo mai realizzato finora. “Siamo pronti per domani; voglio vedere una squadra con una chiara identità e dobbiamo essere consapevoli dei contesti in cui ci troviamo. Lì, i match sembrano non finire mai”, ha aggiunto.
Riguardo alla squadra avversaria, ha notato i cambiamenti che il Barcellona ha apportato nel corso della stagione: “Rimane il team con la difesa più alta della Liga; il calcio evolve rapidamente e loro hanno fatto delle correzioni. Se riesci a evitare la pressione, si creano situazioni di uno contro uno in fase difensiva. Proveremo a farlo, anche se è più facile a dirsi che a farsi”.
Infine, la vittoria contro il Siviglia ha rappresentato un grande sollievo per i giocatori del Mallorca, come ha affermato il tecnico: “Era fondamentale per noi portare a casa una vittoria simile. Se riusciamo a rendere questi successi una consuetudine, le cose andranno sicuramente meglio”.
Arrasate ha comentato la situazione attuale della LaLiga nel contesto del mercato: “I club sono gli unici in grado di apportare modifiche; ritengo che il tetto salariale sia positivo, come dimostrano i risultati, ma stabilire un criterio di flessibilità è complesso”. Secondo lui, la questione principale risiede nella distribuzione: “Se si punta a una liga giusta, la distribuzione potrebbe essere diversa; se l’obiettivo è avere due o tre squadre in Champions, va bene così.”