Torino a Marassi: ballottaggio tra Zapata e Kulenovic per affiancare Simeone

Con Adams indisponibile Baroni deve scegliere il compagno di reparto di Simeone: Zapata in crescita o Kulenovic voglioso di spazio, intanto a centrocampo e difesa si valutano alternative

Il Torino si presenta al Ferraris con un problema offensivo che può incidere sulla strategia di gioco. Con Adams indisponibile per problemi muscolari, l’allenatore Marco Baroni deve scegliere il partner d’attacco di Giovanni Simeone. La decisione tra Zapata e Kulenovic coinvolge variabili tecniche, tra cui ritmo, profondità e gestione delle palle alte.

Dal punto di vista tattico la scelta determinerà anche il baricentro della squadra e le possibilità di ripartenza. I tempi di valutazione si concentrano nelle ultime sessioni di allenamento in vista dell’appuntamento fissato per domenica alle 12.30.

Scelte offensive

La sfida tra Zapata e Kulenovic non è solo una scelta di caratteristiche fisiche. Zapata offre mobilità e capacità di legare il gioco. Kulenovic garantisce maggiore presenza nelle palle alte e punti di riferimento in area. Dal punto di vista tecnico, la presenza dell’uno o dell’altro influenza la circolazione palla e l’occupazione degli spazi.

I benchmark mostrano che l’opzione aerea aumenta le chance sui calci piazzati, mentre la mobilità favorisce transizioni più rapide. Baroni valuterà adattamenti tattici in funzione dell’avversario e della condizione fisica dei singoli.

Condizione della rosa

La squadra lavora anche sul recupero dei reparti arretrati e del centrocampo. Si monitora la condizione di Ismajli in difesa, con gli staff medico e tecnico che seguiranno l’evoluzione dell’infortunio. In mediana il tecnico può scegliere tra profili diversi come Vlasic, Ilkhan e Casadei, ciascuno con caratteristiche specifiche di interdizione e costruzione. Le decisioni sulle rotazioni terranno conto della compatibilità con l’attacco e della necessità di equilibrio tra fase difensiva e offensiva.

Impatto tattico

La formazione scelta avrà ricadute sul piano di gioco e sulle variazioni durante la partita. Se prevale la soluzione di peso in area, il Torino potrà puntare su cross e palle alte. Se viene preferita la soluzione mobile, la squadra tenderà a cercare verticalizzazioni e appoggi in fascia. L’architettura offensiva si basa quindi sulla coppia d’attacco e sulle possibilità di supporto dai esterni e dal centrocampo. Le performance indicate dalle ultime sedute saranno decisive per definire il piano partita.

Le scelte definitive saranno comunicate dopo le ultime sedute tecniche, che precedono l’incontro in programma domenica alle 12.30, quando si definiranno titolari e alternative.

Il ballottaggio in attacco: profili e motivazioni

Il confronto tra i due attaccanti si concentra su caratteristiche complementari e sulle esigenze tattiche dell’incontro. Dal punto di vista tecnico, la scelta dipenderà dall’orientamento della partita contro il Genoa: un match che può favorire ripartenze rapide o il possesso palla. I segnali raccolti negli ultimi allenamenti indicano che l’allenatore valuta non solo l’intesa con Simeone, ma anche la capacità di garantire copertura difensiva e sostenere i centrocampisti nelle transizioni. Le decisioni definitive saranno comunicate dopo le sedute tecniche che precedono la partita.

Vantaggi di Zapata

Zapata appare favorito per la continuità di rendimento mostrata nelle ultime settimane. La sua capacità di tenere palla facilita il gioco combinato con Simeone e apre spazi per le incursioni dei centrocampisti. Dal punto di vista fisico, offre centimetri e forza nei contrasti, utili sui palloni aerei e nelle protezioni della sfera. I benchmark mostrano che la sua media di duelli vinti e il tempo medio di possesso per azione migliorano la costruzione offensiva. Inoltre ha dimostrato adattamento al ruolo di supporto senza rinunciare al peso specifico in area.

Perché Kulenovic può insidiare il posto

Kulenovic propone un profilo diverso ma potenzialmente decisivo. La sua freschezza atletica e la voglia di emergere aumentano la velocità delle transizioni offensive. Dal punto di vista tecnico, l’architettura del suo gioco si basa su movimenti profondi e capacità di gioco aereo, che possono risultare vantaggiosi contro difese basse o in fase di cross. Le performance indicano che può creare superiorità numerica alle spalle dei centrali avversari e offrire soluzioni alternative sulle palle alte. La scelta tra i due rifletterà l’orientamento tattico della partita e le condizioni fisiche emerse nelle ultime ore.

La scelta tra i due rifletterà l’orientamento tattico della partita e le condizioni fisiche emerse nelle ultime ore. Kulenovic è il profilo di un attaccante pronto a sfruttare una chance dal primo minuto; la sua presenza aumenta la profondità offensiva nelle palle lunghe e nelle situazioni aeree. Dal punto di vista tecnico, l’attaccante croato offre un punto di riferimento fisico utile per ribaltamenti di gioco o lanci lunghi. Questa opzione risulta particolarmente coerente contro formazioni che alternano marcature a uomo e a zona, come il Genoa.

Altri reparti sotto osservazione

In mediana la disponibilità di elementi consente a Baroni una gestione flessibile del centrocampo. Vlasic rimane centrale per qualità di creazione e capacità di collegamento tra reparti. Ilkhan e Casadei sono in competizione per offrire equilibrio tra fase di contenimento e propensione offensiva: la scelta dipenderà dalla lettura dell’avversario e dal grado di protezione richiesto alla linea difensiva. I criteri tecnici e fisici emersi negli allenamenti orienteranno la decisione finale.

Dietro la decisione sulla formazione, i criteri tecnici e fisici emersi negli allenamenti orienteranno la scelta finale. Il possibile recupero di Ismajli potrebbe influire sulla composizione della linea difensiva e sulla strategia di marcatura. Dal punto di vista tecnico, la sua presenza aumenterebbe la solidità difensiva e offrirebbe a Marco Baroni maggiori opzioni nel gioco palla. L’allenatore comunque mantiene alternative pronte qualora il recupero non fosse completo, modulando uomini e sistemi in funzione delle condizioni fisiche.

Scelte tattiche e alternative

Baroni ha mostrato flessibilità nella stagione e valuterà sia continuità sia adattamenti. Il modulo può restare il 3-5-2 classico con Simeone punto di riferimento offensivo. In alternativa, la squadra può modificare gli equilibri per inserire un attaccante con caratteristiche diverse, privilegiando mobilità o profondità. I criteri tecnici e fisici emersi negli allenamenti indirizzeranno la scelta, tenendo conto dell’interpretazione tattica che il Torino vorrà dare alla sfida a Marassi.

Il Genoa e la cornice della partita

Il Genoa si presenta con soluzioni variabili in fase di schieramento, pronto a proporre diverse configurazioni. Le scelte avversarie condizioneranno le contromisure del Torino, in particolare sulle transizioni e sulle fasce laterali. I benchmark delle ultime gare mostrano che il Genoa cerca spesso di alzare il baricentro e pressare in blocco medio-alto. L’ultimo elemento rilevante resta lo stato di forma dei singoli, che definirà le opzioni titolari per la partita a Marassi.

In vista della partita a Marassi, Genoa concentra la preparazione sulla tattica e sulle alternative di reparto. Daniele De Rossi ha provato più soluzioni in seduta, alternando il 3-4-2-1, il 3-4-1-2 e il 3-5-2. Con la rosa al completo e l’apertura dei cancelli del centro sportivo ai tifosi, lo staff tecnico dispone di opzioni per scegliere gli interpreti più adatti a contenere le soluzioni offensive granata.

Lo stato di forma dei singoli resta l’ultimo fattore decisivo per la formazione titolare. Tra le variabili tattiche emerge la possibile maglia da titolare per Baldanzi, la cui capacità di inserirsi e collegarsi con i compagni può influenzare l’assetto offensivo e gli abbinamenti con Simeone. La decisione definitiva sulla formazione sarà presa dallo staff alla luce delle condizioni fisiche e delle indicazioni tecniche emerse negli allenamenti.

Dal punto di vista tecnico, la partita a Marassi dipenderà da scelte tattiche sottili e dalla gestione delle risorse. La perdita di Adams costringe il Torino a riequilibrare dinamismo e fisicità per coprire la fascia interessata. Il Genoa punterà sulla propria versatilità tattica per mettere in difficoltà la retroguardia granata. Le ultime sedute prima del fischio d’inizio chiariranno le mosse definitive degli allenatori e le scelte di formazione.

Scritto da Marco TechExpert

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