Torino, 21 febbraio — La Final Eight di coppa italia ha voltato pagina per la Virtus Olidata Bologna: i bianconeri sono stati estromessi in semifinale dalla Bertram Derthona Tortona, che ha vinto 84-78. Una gara intensa, giocata su ritmi alterni e decisa negli ultimi minuti da una maggiore lucidità offensiva e da una difesa più solida dei padroni di casa guidati da Mario Fioretti.
Come si è spostato l’equilibrio
La contesa è rimasta in bilico fino all’ultimo quarto. All’intervallo il tabellone segnava 40-39 per la Virtus, mentre a inizio terzo periodo i felsinei erano saliti fino al +7 (47-40). Tuttavia non sono riusciti a trasformare quel vantaggio in controllo duraturo.
Tortona ha alzato l’intensità, ha infilato canestri pesanti e nel quarto finale ha piazzato un parziale decisivo di 25-16, capovolgendo così il risultato.
Perché ha vinto il Derthona
La chiave della vittoria è stata soprattutto la qualità delle scelte offensive e la consistenza difensiva nei momenti cruciali.
Prentiss Hubb è stato il fattore decisivo: 20 punti, 6/9 da tre e 9 assist, numeri che hanno aperto spazi e costretto la difesa avversaria a rimediare. Justin Gorham ha dato il contributo fisico sotto le plance, chiudendo con 18 punti e 6 rimbalzi e controllando molte seconde opportunità. La profondità del roster ha permesso a Tortona di alternare soluzioni in attacco e sfruttare transizioni, mentre dietro la squadra ha aumentato l’aggressività nel pitturato e ha forzato tiri meno precisi dall’arco.
Cosa non ha funzionato per la Virtus
Per Bologna la serata è stata segnata da problemi di organico e percentuali al tiro deficitare. Le assenze hanno compresso le rotazioni e ridotto le opzioni offensive nei momenti caldi. In particolare la prova di Carsen Edwards è stata al di sotto delle attese: appena 5 punti con 2/16 al tiro, una prestazione che ha tolto fiato al quintetto titolare. I piccoli, solitamente provvidenziali nella copertura del perimetro, non sono riusciti a incidere come in altre occasioni, lasciando spazi che Tortona ha saputo sfruttare.
Infortuni e gestione delle rotazioni
L’assenza di Pajola e Hackett ha privato l’allenatore di due guardie chiave in fase difensiva, mentre la mancanza di Smailagic ha ridotto le soluzioni interne. Costretta a schierare giocatori fuori ruolo, la Virtus ha mostrato vulnerabilità nelle coperture e nella circolazione di palla: rotazioni più corte e meno coerenti hanno accentuato i problemi sul perimetro e favorito i contropiedi ospiti.
I numeri e le prestazioni
Sul piano statistico la partita racconta due volti: momenti di pressione offensiva alternati a fasi di scarsa continuità. Per Bologna si è distinto Matt Morgan con 23 punti, ma i contributi collettivi di Tortona e le percentuali dall’arco di Hubb hanno ribaltato gli equilibri. Tra i protagonisti di Tortona sono emersi anche Vital e Strautins, capaci di entrare con energia nei momenti decisivi. Per la Virtus, oltre a Morgan, si sono visti sprazzi di Niang e Diouf, ma non sono stati sufficienti nei minuti finali.
Implicazioni per il futuro della Virtus
Questa eliminazione suona come un campanello d’allarme per il team di Dusko Ivanovic: mette in luce tensioni fisiche e qualche fragilità di assetto che vanno affrontate. L’impegno in EuroLeague pesa sull’organico e complica la gestione delle rotazioni; servono ritocchi tattici, recuperi mirati e una pianificazione attenta del reinserimento dei giocatori chiave. Il club dovrà valutare interventi sul piano tecnico e fisioterapico per ridurre il rischio di ricadute. Il prossimo match di campionato sarà la prima prova per capire se le contromisure adottate producono risultati concreti.