Abba Pineto vince la Coppa Italia A2: cronaca, protagonisti e il caso della nazionale di hockey

Abba Pineto alza la Coppa Italia A2 dopo una finale combattuta a Pordenone, con Di Silvestre MVP; intanto esplode la polemica sulla nazionale di hockey per un video e una battuta controversa

Abba Pineto alza la coppa italia di Serie A2, mentre la nazionale femminile di hockey rifiuta l’invito al Campidoglio: due notizie diverse, ma entrambe segnano giorno e ambiente sportivo in modo netto.

La partita — a Pordenone, al PalaPrata — ha premiato Abba Pineto nella finale della Del Monte® Coppa Italia Serie A2 contro Tinet Prata: 1-3 (25-22, 19-25, 21-25, 23-25).

Dopo aver perso il primo set, Pineto ha cambiato ritmo, imponendo il proprio gioco nei tre parziali successivi e ribaltando la partita con lucidità e costanza.

Protagonisti e numeri Il capitano Paolo Luigi Di Silvestre è stato eletto MVP grazie ai suoi 19 punti e alla leadership messa in campo nei momenti chiave.

Matheus Krauchuk ha aggiunto 20 punti, decisivi nelle fasi calde dell’incontro, mentre Kristian Gamba è stato il miglior realizzatore di Tinet Prata con 23 punti. Da segnalare anche Jernej Terpin, che ha toccato quota 16 punti e ha siglato l’attacco numero 2.500 nella storia della Serie A2.

La gara è durata 130 minuti, con set di lunghezze variabili (29′, 29′, 33′, 39′) che raccontano di un confronto intenso fino all’ultimo pallone.

Cosa cambia per Pineto Questo successo non è solo un trofeo in bacheca: è un passo avanti nella crescita del club. L’allenatore Simone Di Tommaso ha saputo leggere la partita e dare alla squadra una traccia tattica solida, mentre la fiducia acquisita può ripercuotersi su sponsor, mercato e programmazione futura. La società valuterà certamente il bilancio e eventuali mosse per rinforzare la rosa in vista delle prossime sfide.

Reazioni a caldo A caldo, Di Silvestre ha sottolineato lo spirito collettivo: «Siamo partiti così così, ma la voglia di vincere è stata decisiva». Dall’altra sponda, il tecnico di Tinet Prata, Alessio Alberini, ha mostrato rammarico per non aver dato al pubblico di casa una festa diversa, riconoscendo il calo della squadra dopo il primo set. Per Pineto, la coppa rappresenta uno stimolo concreto a consolidare la posizione in campionato.

La bufera nell’hockey: invito rifiutato e video contestato Nel frattempo il mondo dell’hockey vive una crepa istituzionale. La nazionale femminile ha declinato un invito ufficiale al Campidoglio dopo la diffusione di un video contenente un’uscita del Presidente giudicata offensiva da molte atlete e osservatori. La squadra ha motivato la scelta come un atto necessario per tutelare l’immagine e la dignità delle giocatrici; la decisione sarebbe stata condivisa dallo staff tecnico e dal consiglio federale.

Il filmato — pubblicato il 24/02/— aveva l’intento di celebrare il successo della nazionale, ma è stato giudicato goffo e inappropriato: critici e alcuni dirigenti hanno espresso preoccupazione sull’uso comunicativo delle immagini e sul rischio di danneggiare la percezione pubblica del movimento. Al momento non risultano denunce, ma la vicenda ha provocato richieste di chiarimenti formali e alimentato un dibattito sulle responsabilità comunicative delle istituzioni sportive.

Possibili sviluppi Dalle federazioni si parla di verifiche e, se necessario, di provvedimenti disciplinari. La storia potrebbe portare a una revisione delle procedure di comunicazione e a una maggiore attenzione nella gestione degli account istituzionali. Anche sul piano sportivo si attendono chiarimenti: la crisi d’immagine rischia di avere ricadute sul rapporto tra società, atlete e istituzioni.

I due volti dello sport oggi Da una parte c’è il trionfo di Abba Pineto, che racconta merito, lavoro di squadra e crescita tecnica; dall’altra, la controversia nell’hockey mette in evidenza quanto delicata sia la gestione dell’immagine e delle relazioni pubbliche. Entrambi i casi richiedono risposte concrete: per il club abruzzese, scelte operative su budget e mercato; per la federazione, formazione e regole chiare per evitare che celebrazioni si trasformino in problemi istituzionali.

Sullo sfondo rimane una lezione semplice ma urgente: vincere sul campo è fondamentale, ma non basta se la comunicazione e il rispetto fuori dal campo non sono curati con la stessa attenzione. Le verifiche sono in corso e le decisioni che seguiranno diranno molto sulla direzione che il movimento sportivo intende prendere.

Scritto da Elena Rossi

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