LaLiga sta reinvigorendo il progetto dell’Ufficio del Giocatore, ora guidato da Roberto Jiménez. Questo progetto, già avviato in precedenza, acquisisce una nuova rilevanza grazie al ruolo di Roberto, che ha assunto la carica a dicembre scorso.
L’ex portiere sarà il punto di riferimento tra i calciatori e LaLiga, intervenendo in caso di situazioni personali difficili (come molestie, reclami o dissensi) o quando un professionista voglia ricevere supporto per la sua formazione educativa in vista di una futura carriera dopo il ritiro dal calcio.
Questa responsabilità potrebbe sovrapporsi ad alcune delle funzioni già svolte dai sindacati o dall’AFE. Tuttavia, durante un incontro con i giornalisti, Jiménez ha sottolineato l’importanza di collaborare con i sindacati per promuovere l’unità e favorire il benessere dei professionisti del settore.
Uno dei temi discussi durante la riunione è stato il controverso incontro di Miami, che è stato annullato a causa dell’opposizione delle altre squadre e dell’AFE, proprio nel momento in cui iniziava a prendere forma il progetto dell’Ufficio del Giocatore.
Jiménez ha chiarito che “l’Ufficio del Giocatore non è una risposta all’evento di Miami”, pur riconoscendo che è suo compito informare i calciatori riguardo le questioni rilevanti per la competizione.
Inoltre, ha fatto riferimento alla funzione AVO (Assistenza a Vittime di Odio) disponibile nell’App di LaLiga, che i giocatori possono utilizzare per comunicare direttamente con l’Ufficio del Giocatore.
A partire da questo gennaio e per tutto il 2026, Roberto incontrerà vari club per illustrare questo progetto, attraverso il quale LaLiga intende anche migliorare la propria reputazione a livello internazionale.