Giro delle Fiandre 2026: come seguirla in tv e il racconto della corsa

Il Giro delle Fiandre 2026 ha fatto parlare per il tracciato aggiornato, la vittoria di Tadej Pogačar e la trasmissione esclusiva su Eurosport e discovery+; ecco tutti i dettagli tecnici e televisivi

Il Giro delle Fiandre 2026 ha confermato la sua doppia anima: fatica estrema in gara e attenzione mediatica fuori dal circuito. La classica fiamminga, giunta alla sua 110ª edizione, si è corsa il 5 aprile 2026 su un tracciato lungo 278,2 km da Anversa a Oudenaarde.

La giornata è stata caratterizzata da un equilibrio tra primi 100 km relativamente pianeggianti e una seconda metà di gara ricca di asperità, con più passaggi sui muri tradizionali e alcuni settori in pavé rinnovati rispetto alle edizioni precedenti.

Dal punto di vista mediatico la notizia ha occupato un posto a sé: la corsa non è stata trasmessa dalla Rai in chiaro, ma è stata coperta in esclusiva dal gruppo Warner Bros.

Discovery. I tifosi hanno trovato la diretta su Eurosport 1, HBO Max e discovery+, con possibilità di vedere la programmazione anche tramite i pacchetti che includono Eurosport su piattaforme come DAZN, TimVision e Prime Video. La partenza ufficiale è avvenuta da Anversa, con il segnale tv attivo già dalle 9:45.

Il percorso e le modifiche più rilevanti

Questa edizione ha presentato alcune variazioni tecniche: il tracciato è risultato circa 10 km più lungo rispetto all’anno precedente e ha introdotto nuovi settori in pavé come la Lippenhovestraat e la Paddestraat, che hanno sostituito tratti precedenti. Dopo la prima fase di corsa prevalentemente piatta, la gara è entrata nel vivo con la successione dei muri a partire dal chilometro 135, dove si trova il primo passaggio sull’Oude Kwaremont. Alcune scelte organizzative sono state dettate da lavori stradali: il settore dello Steenbeekdries è stato rimosso, mentre è stato impiegato il tratto Nieuwe Kruisberg/Hotond al posto della variante ‘Oude’.

I numeri e la distribuzione delle asperità

Nel complesso i corridori hanno dovuto affrontare 16 muri, molti dei quali fronteggiati su lastricati e brevi pendenze irregolari. L’Oude Kwaremont è salita al rango di protagonista salendo tre volte, mentre il Paterberg e il Kruisberg/Hotond sono passati due volte. Il Koppenberg è rimasto uno snodo cruciale, affrontato a circa 45 km dall’arrivo, e il doppio circuito conclusivo ha confermato la scalata in serie di Oude Kwaremont e Paterberg con l’ultima ascensione del Paterberg a soli 13,2 km dal traguardo di Oudenaarde, dove spesso si decide la corsa.

Favoriti, formazioni e dinamiche di squadra

La start list contava 25 formazioni: le 18 squadre con licenza UCI WorldTeam più 7 invitate di categoria UCI ProTeam. Tra i team di vertice figuravano UAE Team Emirates, Alpecin-Premier Tech, Team Visma-Lease a Bike, Ineos Grenadiers e Tudor Pro Cycling Team, con formazioni che hanno impostato la corsa sulle rispettive carte vincenti. Sul piano dei favoriti il pronostico ha dato per protagonisti stilati come Tadej Pogačar, Mathieu van der Poel e Wout van Aert, mentre la presenza al via di Remco Evenepoel segnava il suo atteso debutto assoluto sui muri della Ronde.

Strategie e rendimento

La tattica ha avuto un ruolo determinante: i tratti in pavé e i muri brevi hanno favorito scatti e selezioni, lasciando poco spazio per errori. Le squadre dei favoriti hanno cercato di presidiare i punti chiave della corsa, mentre la gestione della fatica sui lunghi trasferimenti finali ha richiesto continuità al ritmo di gruppo. Le condizioni del fondo e il posizionamento prima dei muri si sono rivelati elementi decisivi per la resa finale dei capitani.

Il verdetto: podio, tempi e statistiche

A conquistare la vittoria è stato il ciclista sloveno Tadej Pogačar, che ha tagliato il traguardo a Oudenaarde in 6h20’07” con una media di 43,913 km/h. Alle sue spalle si è piazzato Mathieu van der Poel a 34″, mentre la terza posizione è andata a Remco Evenepoel a 1’11”. La classifica ha rispecchiato la supremazia dei nomi di riferimento della stagione, ma ha anche evidenziato la coralità di squadra e la capacità di tenere alto il ritmo sui punti chiave.

Per gli appassionati il bilancio è stato duplice: spettacolo in gara e cambiamento nel modo di fruire l’evento, con la scomparsa della diretta in chiaro e il passaggio a piattaforme a pagamento. Tuttavia, la Ronde continua a confermarsi uno degli appuntamenti più attesi del UCI World Tour, dove tattica, forza e conoscenza del terreno restano gli ingredienti per salire alla ribalta.

Scritto da Roberto Conti

Fortunatamente non c’era il VAR, altrimenti lo assicuro, sarei saltato e lo avrei mandato a quel paese