LALIGA promuove un evento contro il razzismo e l’odio: “Vogliamo essere molto chiari”
L’organizzazione calcistica ha desiderato esprimere con fermezza i propri intenti durante il forum “Contro l’odio: politiche pubbliche, azione sportiva e impegni concreti”
Prima dell’incontro, la Generalitat di Catalogna e LALIGA hanno siglato un accordo di collaborazione volto a sviluppare nuove iniziative e strategie contro il razzismo e i discorsi d’odio.
LALIGA e il governo catalano hanno trasmesso un messaggio forte e chiaro contro la discriminazione nei luoghi sportivi, in occasione di un evento tenutosi giovedì al Palauet di Barcellona.
In apertura del dibattito, intitolato ‘Contro l’odio: politiche pubbliche, azione sportiva e impegni concreti’, le due parti hanno firmato un accordo per coordinare insieme attività di sensibilizzazione contro l’odio e la discriminazione in luoghi d’alto impatto sociale, come è stato evidente durante il recente Spagna-Egitto, dove si sono sentiti cori contro la religione musulmana.
I membri del governo catalano, Eva Menor, incaricata per le pari opportunità e il femminismo, e Berni Álvarez, responsabile per lo sport, hanno firmato l’intesa con la rappresentanza di LALIGA, guidata da Jose Montero, direttore delle relazioni pubbliche e istituzionali.
Questo accordo mira a potenziare iniziative come ‘LALIGA vs Bullismo’ e ‘LALIGA vs Odio’.
“Si tratta di un’intesa che comprende cinquanta misure, tutte orientate a collaborare con LALIGA per condividere strumenti e risorse. Il nostro obiettivo è amplificare la voce. Non possiamo tollerare che l’insulto e la denigrazione diventino la norma in una competizione sportiva”, ha dichiarato Eva Menor.
Il consigliere Berni Álvarez ha sottolineato che i recenti episodi di razzismo in Spagna hanno segnato un “cambiamento significativo” nell’ambito sportivo. “Intendiamo promuovere una forte educazione su questo tema, ma siamo anche determinati ad agire con fermezza affinché non si intensifichi ulteriormente. È chiaro che ci troviamo in una fase cruciale, e questo evento coincide con un momento in cui la questione è al centro dell’attenzione pubblica”, ha dichiarato il consigliere. “Dobbiamo agire con decisione ovunque. Coloro che compiono tali atti devono essere identificati e banditi dagli impianti sportivi, e devono sapere che saranno applicate sanzioni rigorose, consapevoli della gravità delle conseguenze”, ha aggiunto il responsabile dello sport in Catalogna.
In sintonia con quanto affermato da Álvarez, anche Jose Montero, assente Javier Tebas che si trova in viaggio in Cina, ha sostenuto la necessità di eliminare il linguaggio dell’odio “in tutte le sue forme” dagli stadi, suggerendo l’implementazione di un “sistema di conseguenze”. “Non perderemo tempo a denunciare tutto ciò che riusciamo a osservare e identificare; il nostro compito è di segnalare queste situazioni, perché l’unico modo per procedere è avere un sistema che preveda delle conseguenze. Se chi desidera segnalare un episodio di odio non percepisce che vi saranno delle ripercussioni, non riusciremo a eliminarlo. La nostra responsabilità all’interno degli stadi è garantire il benessere dei giocatori e dei tifosi; riteniamo che il linguaggio d’odio violi la dignità delle persone, e perciò ogni manifestazione che possa costituire un reato sarà portata davanti alla giustizia”, ha concluso Montero.