La pausa del calendario non è sinonimo di inattività per la Scuderia: a Maranello l’obiettivo è chiaro, ridurre il divario con Mercedes lavorando su più fronti. La SF-26 ha mostrato una base solida nelle prime gare, ma serve più velocità in rettilineo e maggiore efficienza.
Per questo motivo sono previsti test e sessioni di sviluppo che vanno dal test Pirelli a Fiorano fino al filming day programmato a Monza il 22 aprile, occasioni utili per mettere in macchina novità aerodinamiche e raccogliere dati reali.
Il lavoro include anche la revisione della power unit: a Maranello si tiene conto di un deficit stimato tra i 20 e i 30 cavalli rispetto alla unità Mercedes, ma la possibilità reale di intervenire dipende dall’iter della FIA e dall’attivazione dell’ADUO.
Nel frattempo la squadra sfrutta ogni chilometro disponibile per affinare correlazioni tra simulatore e pista e per testare comportamenti della vettura in condizioni particolari, come le prove con gomme da bagnato per la stagione 2027.
Piano evolutivo e priorità tecniche
Il pacchetto destinato a Miami punta soprattutto sull’aerodinamica con l’obiettivo di ridurre il drag senza perdere deportanza. Elementi come l’ala reverse, soprannominata Macarena, saranno cruciali per incrementare le velocità di punta. A livello di progetto la Scuderia ha scelto compromessi mirati: un motore che lavora più caldo per contenere le dimensioni dei radiatori e fiancate più compatte a vantaggio dell’efficienza aerodinamica. Queste soluzioni, se ben sfruttate, possono restituire decimi importanti sui rettilinei e migliorare la correlazione tra simulatore e pista reale.
Aerodinamica e telaio
La SF-26 nasce con una tendenza alla deportanza che va preservata ma ottimizzata: il team tecnico sta lavorando per massimizzare l’effetto positivo dell’ala e ridurre le perdite di carico. Tra le innovazioni già adottate c’è il dispositivo FTM, un piccolo flap davanti allo scarico che sfrutta il soffiaggio dei gas per migliorare l’efficienza dell’estrattore posteriore. Questo tipo di dettagli aerodinamici, insieme alla riduzione del peso di 6-7 kg auspicata dalla squadra, può equivalere a un upgrade in galleria del vento e restituire performance tangibili in gara.
Power unit, scelte progettuali e ADUO
La power unit Ferrari è il frutto di scelte condivise tra telaio e motore: puntare su un endotermico “più caldo” ha permesso fiancate più snelle ma ha lasciato margine di potenza rispetto ai migliori. L’ADUO offre una possibilità di recupero: in Florida la FIA stilerà una graduatoria delle potenze degli endotermici e, entro due gare (con riferimento a Monaco), i costruttori sapranno se e come potranno utilizzare il meccanismo per aggiornare l’endotermico. Opinioni diverse collocano il debutto di un motore evoluto tra metà giugno a Barcellona e l’ipotesi più conservativa di una valutazione a inizio luglio, ma la realtà dipenderà dai tempi tecnici e dalle approvazioni regolamentari.
Attività in pista durante la sosta
Nel periodo senza gare la Ferrari non si limita a simulazioni: la Scuderia ha svolto un TPC al Mugello con la SF-25 e i piloti di riserva, e ha programmato test a Fiorano per il comportamento degli pneumatici in bagnato. Queste sessioni offrono un doppio vantaggio: aiutano Pirelli nello sviluppo delle mescole e permettono a Ferrari di accumulare chilometri per testare setup, strategie e l’effetto delle novità aerodinamiche prima del primo GP utile per introdurle.
Cosa aspettarsi a Miami e prospettive
A Miami la strada si gioca su più elementi: oltre al pacchetto aerodinamico, arriverà un nuovo software per la gestione dell’energia che dovrebbe attenuare le perdite di potenza avvertite in alcune sessioni, come emerso a Suzuka. Lo staff di Maranello è consapevole che non basta concentrarsi su un singolo reparto: occorre sviluppare simultaneamente aerodinamica, motore, gomme e assetto. Se la curva di sviluppo sarà positiva, la Rossa può ridurre il gap e trasformare gli aggiornamenti in vantaggi concreti nel prosieguo della stagione.