LALIGA VS si impegna a combattere attivamente l’odio e il razzismo, mantenendo una posizione di totale intolleranza verso tali comportamenti

LALIGA VS: zero tolleranza contro odio e razzismo

EA SPORTS di LALIGA

Si tratta di un’iniziativa innovativa che mira a sradicare l’odio nello sport e nella società, promuovendo un ambiente di rispetto e inclusione in ogni contesto.

Alla luce degli incidenti recenti, in particolare quelli avvenuti durante la partita tra Spagna ed Egitto, è diventato sempre più urgente organizzare eventi come quello tenutosi giovedì presso il Palauet Modernist Suites di Barcellona, nel centro di Passeo de Gracia.

Con il supporto del Governo spagnolo, della Generalitat della Catalogna, del Comune di Barcellona, di Esportcat e di Mundo Deportivo, LALIGA ha presentato la sua iniziativa LALIGA VS, un programma all’avanguardia nel mondo del calcio professionistico, mirato a promuovere un vero cambiamento sociale con il tema: ‘Contro l’odio: politiche pubbliche, attività sportive e impegni concreti’.

Jose Montero, Direttore degli Affari Pubblici e delle Relazioni Istituzionali di LALIGA; Eva Menor Cantador, Assessore all’Equità e al Femminismo; e Berni Álvarez, Assessore allo Sport, hanno inaugurato l’evento condotto dalla giornalista Laura Aparicio, presente anche Santi Nolla, CEO e direttore di Mundo Deportivo.

Jose Montero ha sottolineato l’impegno della lega e dei suoi 42 club a eliminare comportamenti di questo tipo, affermando che “l’odio non dovrebbe mai essere accolto in uno stadio”. Eva Menor Cantador ha condiviso un pensiero significativo, evidenziando che “un’offesa può sembrare momentanea, ma ha il potere di alterare la vita di qualcuno”. Inoltre, Berni Álvarez ha richiesto “azioni concrete” per contrastare quella che considera una “mancanza di fermezza” che, secondo lui, non ha affatto aiutato a combattere odio e razzismo.

Istituzioni e sport contro l’odio

L’urgenza di un’azione collettiva e decisiva

Cristina Cubero, subdirettrice di MD, ha aperto le tavole rotonde, moderando gli interventi di Marta Gloria López, Procuratrice delegata della Unità per i Crimini di Odio e Discriminazione in Catalogna; Carme Bastida, direttrice del Consell Català de l’Esport; Susana Closa, manager dell’Istituto Barcelona Esports; e Jose Montero, direttore delle Relazioni Pubbliche e Istituzionali di LALIGA. Il primo argomento cruciale affrontato è stato il rafforzamento del quadro legale e la sua applicazione concreta. López ha illustrato come il discorso d’odio sia disciplinato dal Codice Penale e le modalità attraverso cui deve essere segnalato per poter essere punito. Carme Bastida ha sottolineato l’importanza del “deportista”, evidenziando il “sostegno fondamentale delle autorità” in questa direzione. Riguardo alla necessità di un’azione coordinata tra istituzioni, sport e società, Susana Closa ha messo in luce la necessità di “collaborare insieme” per sradicare l’odio e trasformare la società, e il calcio, in un contesto di rispetto e inclusione. Jose Montero ha aggiunto che “la legge deve essere più severa”, spiegando che negli stadi “sono disponibili codici QR per consentire ai tifosi di segnalare in forma anonima episodi di questo genere”.

Prevenzione e formazione contro l’odio

Un percorso già iniziato, ma con molta strada ancora da fare.

Laura Aparicio, giornalista di MD, ha guidato un dibattito affollato durante il quale sono intervenuti Noa Monràs, Direttore Generale per i diritti umani e la lotta contro il discorso d’odio; Cindy Lima, ex giocatrice di basket; Alberto Edjogo-Owono, ex calciatore e commentatore televisivo; Salvador Moya, medico e ricercatore nel campo del razzismo e della violenza nello sport, nonché direttore di Canal Sur, insieme a Carlos del Valle, responsabile di Sicurezza, Integrità ed Emergenze di LALIGA. I racconti di Cindy e Alberto sono stati particolarmente toccanti, in quanto entrambi hanno subito atti di razzismo all’inizio delle loro carriere sportive. “Se ti lamenti, vieni etichettato come un giocatore problematico”, ha sottolineato Edjogo-Owono, con il supporto di Lima. Cindy ha ricordato di avere vissuto la stessa esperienza: “Dovevo semplicemente stringere i denti e resistere”, aggiungendo un rifermento a “musulmano che non salta”. “Chi pensa che Lamine non abbia subito conseguenze a livello psicologico è totalmente fuori dalla realtà”, ha dichiarato Lima. Rispondendo a una domanda sul ruolo delle istituzioni pubbliche, Noa Monràs ha menzionato il futuro Patto Nazionale contro i Discorsi d’Odio, definendolo un “progetto trasversale” che diventerà un esempio non solo in Spagna. Carlos Del Valle, infine, ha espresso preoccupazione per il riemergere degli insulti negli stadi, sottolineando che LALIGA sta monitorando i social media per individuare gli autori di tali comportamenti.

Club di primo piano
Barça, Espanyol e Girona celebrano la gioia del calcio.

Fernando Polo, vice direttore di MD, ha avuto l’opportunità di partecipare a un tavolo di discussione insieme a Rafa Yuste, presidente del FC Barcelona, Antonio Dávila, vicepresidente del RCD Espanyol, e Delfí Geli, presidente del Girona FC. I leader dei tre club catalani della LALIGA EA SPORTS hanno espresso un’idea comune: promuovere la gioia del calcio in contrasto con le crescenti manifestazioni di odio, sottolineando la loro responsabilità al riguardo. Yuste ha affermato che “educare a partire da La Masia” è fondamentale, lamentando che, in mezzo a insulti e provocazioni, non si è mai sentita la parola “amare”. Dávila ha condiviso la stessa visione, evidenziando l’impegno dell’Espanyol “da ‘La 21’, impegnandosi a educare con valori per prevenire l’odio e il razzismo”, e ha messo in evidenza “l’importanza dei media e dei social network”.

Geli, da parte sua, ha sottolineato l’importanza di fornire un buon esempio e di inviare un messaggio forte: “una partita di calcio deve essere una festa. Siamo fortunati ad avere le migliori squadre e giocatori, e dobbiamo goderne”, ha affermato il presidente del Girona, convinto che “i giocatori siano pronti” a collaborare per organizzare eventi istituzionali congiunti prima dei derby e de ELCLÁSICO, al fine di promuovere l’armonia.

Al termine delle tre discussioni, la chiusura è stata affidata a David Escudé, Consigliere per lo Sport di Barcellona e presidente dell’Area Sport della Diputació di Barcellona, il quale ha sottolineato che “le amministrazioni devono alimentare i valori legati allo sport”.

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