Lo sport è spesso descritto come uno strumento potente per creare legami tra persone di età, culture e background diversi. Nel solco di questo principio, la LND ha presentato al grattacielo della Regione Piemonte l’iniziativa Vinciamo Insieme, un programma pensato per avvicinare l’attività sportiva a chi vive percorsi di cura prolungati o ha limitazioni nella pratica fisica.
L’idea non è semplicemente ricreativa: mira a integrare il gioco e il confronto in contesti clinici, mettendo al centro la dimensione relazionale e il benessere psicofisico.
Il progetto, già operativo in altre regioni italiane, è stato proposto in collaborazione con Casa UGI ODV Torino — attiva all’interno dell’ospedale pediatrico Regina Margherita — e con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria.
Durante la presentazione hanno preso la parola rappresentanti istituzionali e sanitari, tra cui la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, che ha evidenziato come iniziative simili incarnino valori costituzionali di accesso allo sport per tutte e per tutti. L’obiettivo principale è ridurre l’isolamento e favorire l’autostima di chi affronta terapie o lunghe degenze.
Che cosa propone il progetto
Vinciamo Insieme si concentra sull’adattamento dell’attività sportiva alle condizioni di chi non può praticare sport nella forma tradizionale. Fra le soluzioni previste ci sono le attività digitali e le forme ludiche che riproducono le dinamiche del gioco di squadra; per questo motivo il programma include anche gli eSports come strumento di partecipazione. Per chiarire, con eSports qui si intendono attività digitali competitive strutturate in modo da favorire il confronto e la socialità, non solo come intrattenimento.
Destinatari e scopi
Il target del progetto comprende bambini, adolescenti, giovani adulti in percorsi di cura o con degenze prolungate, oltre a persone con limitazioni temporanee o permanenti nella pratica sportiva. L’attenzione è rivolta alla creazione di spazi dove il gioco possa contribuire al recupero psicologico: rafforzare la fiducia in sé, mantenere relazioni sociali e offrire opportunità di partecipazione. L’intento è chiaro: garantire a ciascuno un campo — simbolico e reale — in cui sentirsi parte di una squadra.
Struttura e dotazioni nelle realtà aderenti
Le strutture che entreranno a far parte del circuito nazionale LND eSport riceveranno un’area dedicata, predisposta in collaborazione con la Direzione sanitaria. L’allestimento tipo comprende quattro postazioni per calcio digitale, un calciobalilla e un tavolo di Subbuteo, pensati per offrire diverse modalità di gioco adeguate alle esigenze di pazienti e operatori. Questi spazi non sono semplici salotti ludici: sono progettati per integrarsi nei percorsi clinici, rispettando i tempi e le necessità terapeutiche.
Aree, sicurezza e gestione
Ogni spazio viene organizzato con attenzione alla sicurezza e alla praticabilità: la collaborazione con il personale sanitario garantisce che le attività siano compatibili con i protocolli medici e con l’ordine organizzativo del reparto. L’approccio è modulare, in modo che le attività possano essere sospese o adattate in base ai valori clinici del momento. Come hanno sottolineato esponenti come Giancarlo Abete, Franca Fagioli ed Enrico Pira, si tratta di un intervento strutturato e integrabile, non di un semplice intrattenimento.
Impatto, rete e prospettive
Chi partecipa al programma avrà la possibilità di inserirsi in un circuito più ampio: le strutture aderenti potranno competere nel Campionato nazionale Vinciamo Insieme, promuovendo opportunità di confronto e cooperazione a livello nazionale. Oltre all’effetto ludico-sportivo, il progetto punta a risultati concreti in termini di inclusione sociale, miglioramento del benessere emotivo e sostegno all’autostima dei pazienti. La collaborazione con il Comune di Torino — che ha promosso il potenziamento degli spazi pubblici e delle aree verdi — è un esempio di come istituzioni e associazioni possano lavorare insieme per ampliare l’accesso alle attività sportive.
In sintesi, Vinciamo Insieme propone una visione dello sport estesa: non solo competizione fisica ma anche partecipazione, condivisione e supporto durante percorsi di cura. Portare il gioco dentro l’ospedale significa creare occasioni di normalità, relazione e crescita personale, rispettando sempre i ritmi clinici e le esigenze dei pazienti. Il progetto conferma che l’attività sportiva, declinata in forme nuove come gli eSports ospedalieri e le attività ludiche, può essere uno strumento concreto di salute, inclusione e cittadinanza.