“La Real deve mostrare maggiore efficienza”, ha dichiarato Matarazzo durante la sua presentazione. Il concetto di efficienza è in sintonia con il contributo di Gonçalo Guedes. Il calciatore portoghese ha dimostrato di essere fondamentale nel gioco e nella creazione di opportunità, segnando l’1-1 poco dopo il primo gol subito.
Attualmente, è uno dei giocatori più in forma della squadra, prendendo il posto di Barrenetxea, il quale ha dovuto fare i conti con gli infortuni, mentre Oyarzabal continua a rimanere tra i migliori della rosa. Pur non essendo ancora al livello della sua migliore versione a Valencia, sembra sulla strada giusta.
La sua dedizione è evidente in ogni partita da quando ha ritrovato la forma, e la sua attitudine a lanciarsi su ogni pallone come se fosse decisivo è molto apprezzata. Prova incessantemente, sia sulla fascia che centralmente, agendo come riferimento falso o attaccante.
Che si tratti di passaggi corti o di scatti in profondità, rappresenta una minaccia costante. Sempre concentrato sulla porta avversaria, ha la capacità di fornire assist con cross precisi e, inoltre, ha integrato nel suo gioco anche un impegno difensivo che è sempre ben accolto da compagni, staff e tifosi. La folla di Anoeta ha mostrato il proprio apprezzamento con un’ovazione e un coro al momento del suo cambio. Guedes sembra essersi integrato perfettamente nel club e nel gruppo, nonostante le difficoltà iniziali della Real in questo inizio di stagione. Al momento non ha molta concorrenza, ma è uno dei migliori acquisti dell’estate, e non solo per le sue abilità e performance, ma anche per il costo di quattro milioni più due in bonus e il rendimento praticamente immediato che il progetto necessita. Si tratta del primo grande successo di Erik Bretos nel suo ruolo di direttore sportivo, in un’estate segnata da eventi straordinari.
Quattro gol e ottime statistiche
La sua stagione attuale non presenta molte criticità, eccezion fatta per un normale periodo di adattamento dopo alcuni anni di scarsa continuità e prestazioni al di sotto delle attese al di fuori di Valencia. Anni che previsibilmente eccederà nelle statistiche nel prossimo futuro, anche con un rallentamento del ritmo e dell’efficacia. Si distingue chiaramente dagli altri giocatori. Da quando è arrivato, è stato sempre a disposizione; finora il suo stato fisico lo ha sostenuto e ha partecipato al 100% delle convocazioni di questa stagione, riposando solo durante la partita contro il Negreira e giocando tutte le altre 20 partite.
Ha saputo sfruttare le difficoltà fisiche di Kubo e l’infortunio di Óskarsson, per poi inserirsi come un elemento fondamentale, approfittando anche degli infortuni di Barrenetxea e Oyarzabal. Nella stagione precedente ha accumulato 33 presenze con i Wolves, di cui 14 da titolare, per un totale di 1.286 minuti. Due stagioni fa ha collezionato anch’esso 33 partite tra Villarreal e Benfica, con 13 titolarità e 1.406 minuti. Tre anni fa, tra Benfica e Wolves, ha raggiunto lo stesso numero di partite, ma con 17 da titolare e 1.452 minuti.
Finora in questa stagione ha partecipato a 20 incontri, di cui 13 è partito dal primo minuto, per un totale di 1.021 minuti, con ancora tutta la seconda metà della stagione davanti. È attualmente ottavo per numero di titolarità e ha messo a segno nove presenze consecutive in campionato, risultando il secondo per totalità di partite giocate e l’undicesimo in termini di minuti, nonostante la competizione con molti campioni della squadra. Deve migliorare nella capacità di giocare l’intero match, infatti ha disputato solo due incontri per intero, ma è comprensibile data l’intensità del suo ruolo. Anche per quanto riguarda il contributo offensivo, sta procedendo bene. Attualmente è il secondo marcatore della squadra con quattro gol e terzo per assist, avendone forniti due. Ha già eguagliato il numero di gol segnati nell’intera stagione 22-23 e ha superato quello della 23-24, restando a una sola rete dal totale dell’anno precedente.
Nella squadra reale, è il giocatore con il miglior rapporto gol/minuti, segnando un gol ogni 255 minuti. Questo rapporto migliora fino a 170 se si includono anche gli assist. Ha realizzato un grande gol contro l’Athletic, uno notevole contro l’Osasuna e un altro in corsa contro il Girona, e ora ha rapidamente colpito Oblak e l’Atlético. La sua presenza è essenziale per la Real. Era cruciale per Sergio Francisco e continuerà a esserlo anche per Matarazzo. Gli hanno dato un contratto di tre anni, visto che ha già 29 anni e aveva suscitato qualche dubbio in precedenza, ma potrebbe darsi che presto si rivedano le decisioni negli uffici di Anoeta. Benvenuto, Gonçalo. Speriamo che continui così fino al 2026.

