Il risultato è 0-1. Nonostante la prestazione in Coppa, l’Atlético non riesce a brillare in Liga

Simeone había anticipado que el Betis llegaba tocado. Después de recibir cinco goles y ser eliminado de la Copa del Rey Mapfre, el equipo dirigido por Manuel Pellegrini aprendió de sus errores. Así, modificó su estrategia por completo y logró llevarse la victoria del estadio de San Blas, gracias a un espectacular gol de Antony en la primera parte.

El Betis, que se presentaba muy diferente al de solo unos días atrás, contrastó notablemente con un Atlético que en La Cartuja se mostraba dinámico y colaborativo, mientras que este domingo no logró que el Betis se sintiera presionado ni pudiera disputar los balones.

En el Metropolitano, un Betis más astuto logró neutralizar las fortalezas del Atlético, subrayando sus propias habilidades.

Además, el Atlético no mostró la efectividad que se había visto en Sevilla, donde concretó seis disparos y anotó cinco goles; esta vez, volvió a su patrón habitual de crear ocasiones sin concretarlas.

La actuación en la Copa dejó entrever el potencial del equipo rojiblanco, evidenciando lo que puede conseguir cuando todo encaja. Sin embargo, el encuentro del domingo 8 de febrero en el Metropolitano hizo que los de Simeone regresaran a su trayectoria irregular. Para los colchoneros, la Liga parece muy comprometida, aunque es duro reconocerlo en este punto de la temporada.

A menos que ocurra un desastre inesperado, alcanzarán la tercera o segunda posición, cumpliendo así el objetivo mínimo de asegurarse un lugar en la Champions. A partir de ahí, deberán concentrarse en la Copa del Rey Mapfre, aguardando lo que puedan lograr en la Liga de Campeones. Aunque esta inconstancia complica las cosas.

Lookman aveva già mostrato il suo valore contro lo stesso avversario solo pochi giorni fa. Il nigeriano desiderava rivivere quelle emozioni, questa volta di fronte al suo pubblico, durante il suo debutto al Metropolitano. Spesso spostato sulla sinistra, sapeva ritornare al centro con grande intelligenza, a volte per liberarsi, altre per creare delle buone giocate. Dopo dieci minuti, mostrava un’altra delle sue numerose abilità: la sua voglia di segnare. Con un rapido gesto, lasciava partire un tiro di sinistro che sfiorava il palo. Naturalmente, la situazione era diversa rispetto alla partita di La Cartuja, dove la squadra andalusa aveva deciso di limitare gli spazi per il nigeriano, impedendogli di scattare.

Il Betis doveva certamente riflettere sull’impatto subìto in Coppa nei giorni precedenti. E non solo su questo, ma anche sulle ultime gare contro l’Atlético, che avevano sempre seguito lo stesso copione. La volontà di Pellegrini di affrontare il gioco a viso aperto gli era costata diverse pesanti sconfitte contro la squadra di Simeone. Per questo motivo, il tecnico cileno aveva deciso di cambiare approccio. In meno di quindici minuti la sua squadra aveva già creato più occasioni degne di nota rispetto a quasi tutta la partita di Coppa.

Le strategie restavano invariate: difendersi, rubare palla e ripartire velocemente. Una costruzione semplice, al massimo tre passaggi. E tanto pericolo. Marcos Llorente era già intervenuto su un’azione in cui Fornals si era trovato faccia a faccia con Oblak, solo un’anticipazione di ciò che stava per fare Bakambu poco dopo, con due ottime opportunità da gol parate magistralmente dal portiere sloveno.

La seconda azione, purtroppo, si svolse con un’altra novità del Atlético in campo. Rodrigo Mendoza, scelto da Simeone come sostituto di un Pablo Barrios infortunato, non si comportò affatto male. Già al primo minuto di gioco, il murciano aveva tentato il primo tiro in porta della partita, segno che è un giocatore che non sente la pressione né prova imbarazzo. Tuttavia, da questo a scivolare in un’eccessiva sicurezza, basta spesso un solo passaggio, come quello che al quindicesimo minuto effettuò in verticale, sfortunato, permettendo al Betis di orchestrare una controffensiva con Bakambu, il quale non riusciva a segnare grazie all’ottima parata di Oblak.

Non fu in nessuna delle due occasioni create dall’attaccante africano che si segnò, ma in quella successiva, poco prima della mezz’ora, Antony scoccò un potente tiro da fuori area, vicino al vertice. Il portiere sloveno, forse coperto o ingannato dall’idea che il tiro avrebbe cercato il palo opposto, pare reagì in ritardo. Sebbene riuscisse a toccarla, non poté evitare il primo gol degli andalusi. Prima dell’intervallo, ci furono un colpo di testa di Giménez e un tiro di Julián, l’unico tentativo in tutta la prima metà. L’Atlético si trovava quindi in svantaggio, per la prima volta in stagione, nel punteggio nella Liga.

TRE SOSTITUZIONI TUTTE INSIEME

Simeone apportò alcune modifiche alla formazione durante l’intervallo. Uscirono Almada, Ruggeri, ammonito al 25’, e Julián Álvarez, il cui rendimento continua a deludere. Entrarono invece Baena, Le Normand e Sorloth. La situazione di ‘Araña’ è allarmante e la sua sostituzione durante il riposo farà discutere. Nel primo tempo ha registrato solo un tiro, che ha ampliato a 11 la sua astinenza dai gol. Per essere più precisi, ha segnato solo una volta nelle ultime 15 partite e non ha trovato la rete in LaLiga da tre mesi.

Simeone inserì anche Griezmann al posto di Rodrigo Mendoza. Prima di ciò, Giuliano aveva già fatto sentire la sua presenza, con un tiro su punizione di Koke, colpito in modo acrobatico. In quel periodo di gioco, l’Atletico si fece più intraprendente, con un colpo di testa di Sorloth che colpì la traversa e un autogol di Diego Llorente che fu annullato per fuorigioco. Anche un tentativo di Ademola Lookman nella prima metà fu escluso per la stessa motivazione. Nonostante un periodo di maggiore intensità da parte dell’Atletico, le occasioni reali rimasero limitate e spesso si conclusero con un “vorrei ma non posso”.

Il resoconto dettagliato della partita tra l’Atlético de Madrid e il Real Betis Balompié