Il mondo degli esports continua a espandersi e solleva questioni strutturali che non possono più essere rimandate. A Roma, al Salone delle Fontane durante Ige 2026, esperti e operatori hanno messo in luce come la crescita economica e di pubblico imponga un quadro normativo più nitido.
Il tema centrale emerso è la necessità di normare aspetti che vanno dalle competizioni e partnership fino alle implicazioni tecnologiche e contrattuali, per tutelare sia i professionisti sia gli spettatori.
Oltre alla dimensione economica, il dibattito ha sottolineato aspetti di fiducia e sicurezza: il settore deve costruire processi e standard condivisi per attrarre investimenti e mantenere integrità e trasparenza.
L’intervento di riferimento è stato quello di Accenture, che ha fornito dati e prospettive globali utili a comprendere scala e urgenza delle scelte da compiere.
Numeri e prospettive di mercato
Secondo la panoramica presentata da Accenture, il movimento globale degli esports è destinato a crescere in modo significativo nei prossimi anni: il valore di mercato passa da 4,8 miliardi di dollari nel 2026 a oltre 25 miliardi nel 2035, con un pubblico stimato in 640 milioni di spettatori.
Questi numeri spiegano perché sempre più attori—dalle software house agli inserzionisti—guardino con interesse al comparto, ma evidenziano anche la necessità di coordinare investimenti, eventi e normative per sostenere una crescita sostenibile.
Dinamiche italiane
In Italia il pubblico complessivo è intorno ai 7 milioni di spettatori, un valore rilevante che però convive con un ecosistema frammentato. Questa frammentazione rende difficile creare politiche coerenti e norme che favoriscano professionalizzazione e protezione degli stakeholders. Per questo motivo la transizione verso una struttura regolatoria più chiara è considerata prioritaria per evitare comportamenti opportunistici, proteggere i talenti e attrarre sponsor di lungo termine.
Regole, sicurezza e contratti: le priorità
Dal confronto romano è emersa l’urgenza di introdurre regole condivise che riguardino aspetti sportivi, commerciali e tecnologici. Serve una cornice che disciplini le competizioni, la gestione delle partnership commerciali e i diritti dei giocatori, con contratti trasparenti e standard minimi che tutelino i professionisti. Il tema contrattuale è stato richiamato più volte come elemento chiave per garantire stabilità e credibilità: solo avendo regole chiare si può costruire un mercato sostenibile e affidabile.
Intelligenza artificiale, dati e cybersecurity
Un altro punto fondamentale è l’uso responsabile della intelligenza artificiale, la governance dei dati e la protezione informatica. Per Michela Altieri, managing director media di Accenture Italia, è imprescindibile un approccio responsabile verso queste tecnologie per assicurare il livello di trust & safety necessario a proteggere pubblico, operatori e investitori. La cybersecurity diventa così una priorità operativa: dalla tutela dei dati personali alla prevenzione di frodi e manipolazioni delle competizioni.
Il dibattito a Ige 2026: voci e proposte
Il panel “Se lo sport scommette sugli esports”, moderato dalla giornalista Giulia Di Camillo, ha visto la partecipazione di figure chiave del settore: Luca Pagano (ceo Qlash), Federico Brambilla (president & co-founder Exeeed), Luigi Ughi (ceo Giotto Better Solutions), Emanuela De Leo (docente Unisalento e formatore olimpico Coni), Cristiano Muti (segretario del Dipartimento Lnd eSport) e Giampaolo Di Marco (professore Pontificia Università). I contributi hanno spaziato dalle partnership tra player alle ricadute sociali, proponendo soluzioni concrete per la governance del settore.
Tra le proposte emerse si è insistito sulla creazione di standard contrattuali, strumenti di certificazione per eventi e operatori, e sulla necessità di iniziative formative che accompagnino la professionalizzazione. L’innovazione è vista non solo come leva di crescita economica ma come mezzo per aumentare la credibilità del comparto, favorendo regole condivise e pratiche etiche.
Verso un ecosistema più maturo
Il consenso tra gli intervenuti è chiaro: senza una regolamentazione efficace e senza investimenti in trust & safety, il settore rischia di perdere opportunità di sviluppo. Innovazione, protezione dei dati, sicurezza informatica e contratti trasparenti sono i pilastri su cui costruire un ecosistema professionale. Solo così sarà possibile trasformare le prospettive di crescita indicate da Accenture in un percorso solido e inclusivo per tutti gli attori coinvolti.