La stagione di Formula 1 è entrata in una fase delicata: i test invernali hanno mostrato non solo i livelli di prestazione delle monoposto, ma anche nuovi problemi legati alle partenze e alla gestione delle power unit. Tra risultati cronometrici e verifiche tecniche, sono emersi elementi che potrebbero influire direttamente sulla sicurezza e sull’equità sportiva.
In particolare, la rimozione dell’MGU‑H e la diversa architettura ibrida hanno trasformato rituali consolidati come la fase di avviamento in griglia. Parallelamente, alcune squadre hanno testato specifiche di motoristica non allineate tra factory team e clienti, sollevando interrogativi sul percorso di omologazione fino al Gran Premio d’Australia.
Perché le partenze sono diventate più delicate
L’eliminazione dell’MGU‑H ha cambiato la dinamica di preparazione del turbo: dove prima esisteva un supporto per mettere in pressione il sistema, oggi il pilota deve gestire manualmente un periodo di regime più elevato del motore per alcuni secondi prima dello scatto.
Questo ha reso la fase di spunto più suscettibile ad errori, soprattutto per chi occupa le posizioni posteriori della griglia.
Il problema dei tempi stretti in griglia
Dopo il giro di formazione il tempo tra il fermarsi della vettura più arretrata e lo spegnimento dei semafori è limitato: meno di dieci secondi in molte simulazioni. Quando il turbo richiede un lasso temporale simile per raggiungere la pressione ottimale, le monoposto che non ottengono quel periodo rischiano di rimanere ferme o di partire in condizioni non uniformi rispetto agli avversari.
Conseguenze in pista e richieste dei team
Le difficoltà in fase di partenza non sono solo una questione di prestazione: diventano un elemento di sicurezza. In test controllati alcune monoposto sono rimaste ferme durante le simulazioni, una circostanza che in gara, con il gruppo compatto, potrebbe sfociare in tamponamenti. Per questo alcuni team, tra cui McLaren, hanno sollecitato la FIA a rivedere le procedure o a introdurre regole che riducano il divario di rischio tra piloti.
Possibili interventi della federazione
La direzione di gara può intervenire modificando i tempi concessi in griglia o le procedure del giro di formazione, ma qualsiasi cambiamento richiede un confronto veloce con i team prima dell’inizio del campionato. Con il Gran Premio d’Australia fissato per l’8 marzo, lo spazio per decidere e applicare eventuali correttivi è limitato.
Power unit: test, specifiche e vantaggi per i factory team
Nei test in Bahrain è emersa anche una questione tecnica importante: alcune squadre, in particolare la Mercedes, avrebbero impiegato un’evoluzione della power unit non utilizzata contemporaneamente dai team clienti. Sebbene il regolamento imponga che dal primo gran premio la specifica sia uguale per tutti, la fase pre‑stagionale ha visto una gestione scaglionata degli aggiornamenti.
Vantaggio di dati più che di hardware
L’uso anticipato di una specifica più avanzata durante i test può tradursi in un vantaggio in termini di chilometraggio e conoscenza del comportamento, non necessariamente in un divario permanente dell’hardware: dal GP d’Australia i motoristi devono fornire la stessa configurazione a factory e clienti. Tuttavia, chi ha raccolto più dati avrà una migliore comprensione delle mappature e dell’integrazione con il telaio.
Strategie dei team e valutazioni finali
Alcune squadre hanno adottato programmi conservativi in Bahrain, privilegiando i long run e la raccolta di dati piuttosto che la ricerca immediata del tempo sul giro. Questo approccio può nascondere il vero potenziale in vista delle qualifiche e delle prime gare, ma è coerente con la necessità di validare componenti nuove come le power unit 50‑50.
La finestra temporale per adattare regolazioni procedurali è stretta e la prima gara utile per verificare l’efficacia delle soluzioni sarà il GP d’Australia dell’8 marzo. Nel frattempo, la priorità per i team resta la sicurezza in pista e l’omogeneità tecnica che garantisca competizione leale.
Resta da vedere se la FIA e i team riusciranno a trovare un compromesso rapido o se i primi appuntamenti della stagione offriranno un banco di prova crudo per questi cambiamenti strutturali.