Antonelli vince a Suzuka: ordine d’arrivo e classifica piloti

Antonelli supera le difficoltà iniziali, sfrutta una neutralizzazione e costruisce una vittoria che lo porta in vetta alla classifica piloti

Il Gran Premio del Giappone a Suzuka si è chiuso con la vittoria di Andrea Kimi Antonelli, che dopo una partenza complicata ha saputo rimontare e alla fine ha imposto il suo passo, conquistando la leadership nella classifica piloti. La domenica, 29 marzo, ha offerto momenti di tensione, strategie decisive e un incidente chiave che ha cambiato le sorti della corsa.

In questa sintesi analizziamo i passaggi determinanti, l’ordine d’arrivo e le ripercussioni sul Mondiale.

La gara ha messo in luce come il risultato di una corsa non sia mai solo frutto della pura velocità: il tempismo dei pit-stop, la gestione delle gomme e la capacità di mantenere un passo costante si sono rivelati elementi cruciali.

Antonelli ha concluso in 1h28’03”403, precedendo la McLaren di Oscar Piastri e la Ferrari di Charles Leclerc, ma la cronaca racconta una vittoria costruita pezzo per pezzo, con un episodio tecnico e una strategia che hanno fatto la differenza.

La partenza e la rimonta di Antonelli

Alla partenza il comportamento della vettura non ha aiutato: dalla pole Antonelli ha avuto un problema allo stacco frizione e si è trovato risucchiato nel gruppo, perdendo posizioni nelle battute iniziali. Con freddezza e continuità il pilota della Mercedes ha iniziato a recuperare senza forzare, rifinendo i propri giri e avvicinandosi gradualmente ai leader. Questo tipo di rimonta è stato possibile grazie a un combinato di ottimo feeling con la macchina e alla scelta di montare pneumatici che gli hanno consentito di mantenere un ritmo costante nel lungo stint.

L’incidente che ha cambiato la gara

Al giro 22 è avvenuto l’episodio determinante: Oliver Bearman ha perso il controllo dopo un contatto nei pressi della curva 13, finendo contro le barriere con un impatto valutato intorno ai 50G. L’uscita di pista ha reso necessario l’intervento della Safety Car, che ha rimescolato le carte sul piano strategico. La neutralizzazione ha penalizzato chi aveva appena effettuato la sosta e invece ha favorito chi, come Antonelli, non si era ancora fermato: il pit opportuno al rientro di bandiera neutrale ha consentito al pilota di rientrare in testa. È stato un colpo di scena che non ha tolto valore al risultato, ma ne ha cambiato il corso.

La gestione della ripartenza e il passo in gara

Dopo la ripartenza Antonelli ha saputo difendere la posizione con lucidità e poi ha scavato un vantaggio stabile grazie a giri veloci e regolari. Nel secondo stint su mescola Hard la sua Mercedes è risultata particolarmente competitiva: il pilota ha mostrato un muoversi da leader, controllando gli avversari e amministrando gli pneumatici. Dietro di lui, Oscar Piastri ha portato la McLaren al secondo posto e Charles Leclerc ha salvato un podio prezioso per la Ferrari; George Russell ha chiuso quarto, segnando comunque punti importanti per il team.

Le reazioni e i commenti

Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha sottolineato come la gara sia stata decisa da una combinazione di fattori: la partenza problematica, la capacità del pilota di reagire e il timing favorevole al pit durante la Safety Car. Antonelli, dal canto suo, ha ammesso di dover migliorare le partenze, ma ha rimarcato la fiducia avuta nel secondo stint e il valore del ritmo tenuto su gomme dure: una vittoria costruita tra gestione e determinazione. Leclerc e Piastri hanno riconosciuto il ruolo della neutralizzazione nella definizione degli equilibri di giornata.

Ordine d’arrivo e impatto sul Mondiale

Di seguito l’ordine d’arrivo del Gran Premio del Giappone a Suzuka: 1. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 1h28’03”403; 2. Oscar Piastri (McLaren) + 13”722; 3. Charles Leclerc (Ferrari) + 15”270; 4. George Russell (Mercedes) + 15”754; 5. Lando Norris (McLaren) + 25”037; 6. Lewis Hamilton (Ferrari) + 23”479; 7. Pierre Gasly (Alpine) + 32”340; 8. Max Verstappen (Red Bull) + 32”677; 9. Liam Lawson (Racing Bulls) + 50”180; 10. Esteban Ocon (Haas) + 51”216; 11. Nico Hulkenberg (Audi) + 52”280; 12. Isack Hadjar (Red Bull) + 56”154; 13. Gabriel Bortoleto (Audi) + 59”078; 14. Arvid Lindblad (Racing Bulls) + 59”848; 15. Carlos Sainz (Williams) + 1’05”008; 16. Franco Colapinto (Alpine) + 1’05”773; 17. Alexander Albon (Williams) + 1’32”453; 18. Sergio Perez (Cadillac) + 1 giro; 19. Fernando Alonso (Aston Martin) + 1 giro; 20. Valtteri Bottas (Cadillac) + 2 giri.

La classifica piloti dopo il terzo round vede Andrea Kimi Antonelli al comando con 72 punti, seguito da George Russell a 63, Charles Leclerc a 49, Lewis Hamilton a 41 e Lando Norris a 25. Completano la top ten Oscar Piastri (21), Oliver Bearman (17), Pierre Gasly (15), Max Verstappen (12) e Liam Lawson (10). In campo costruttori la Mercedes guida con 135 punti, davanti alla Ferrari a 90 e alla McLaren a 46; seguono Haas a 18, Alpine e Red Bull Racing a 16.

Il Gran Premio del Giappone a Suzuka conferma quanto la Formula 1 sia uno sport di dettagli: un errore alla partenza, una neutralizzazione o una finestra di pit ben sfruttata possono ribaltare una gara. Antonelli porta a casa non solo i 25 punti ma anche la consapevolezza di poter guidare il campionato se continuerà a combinare velocità e controllo nelle fasi delicate delle gare.

Scritto da Viral Vicky

Woodland guida l’Houston Open: Hojgaard a un colpo, sfida all’ultimo giro

A Venezia Esposito e Moressa protagonisti alla 10ª CMP Venice Night Trail