Åberg in testa a The Players: vantaggio di tre colpi a TPC Sawgrass

Ludvig Åberg arriva all'ultimo giro de The Players con tre colpi di margine dopo un giro in 71; errori sul finale hanno compromesso la rimonta di Cam Young e Matt Fitzpatrick

La corsa verso il titolo de The Players a TPC Sawgrass è arrivata al momento decisivo con Ludvig Åberg in controllo. Dopo un weekend iniziato con un vantaggio di due colpi grazie a un secondo giro da 63 caratterizzato da un front nine da record, il 26enne non ha mai ceduto la leadership, pur affrontando fasi difficili nel terzo giro.

Il contesto sul percorso iconico non è solo questione di distanza: esecuzione e gestione dei colpi rovinano o regalano opportunità, e ieri il campo ha messo alla prova qualitativamente diversi contendenti.

Alla vigilia dell’ultimo round Åberg è a -13, un risultato costruito con birdie importanti e qualche piccolo passo falso.

Dietro di lui si è creata una pattuglia di inseguitori che include nomi emergenti e veterani: tra questi spiccano il debutto brillante di Michael Thorbjornsen e il rientro in grande stile del World No 1 Scottie Scheffler, che ha risalito la classifica con un giro senza bogey.

Non mancano i colpi che hanno cambiato la giornata, come tripli e doppi che hanno riscritto le ambizioni di chi puntava al titolo.

Come Åberg ha costruito il vantaggio

Il terzo giro di Åberg è stato una partita di nervi: dopo un inizio in cui non ha sfruttato il par cinque del 2 e ha dovuto arrangiarsi su alcuni tee, ha trovato il ritmo con una serie di giocate efficaci sulle buche più lunghe. Un birdie seguito da un eagle sulle due par cinque gli hanno dato il controllo, nonostante un bogey finale che ha fatto registrare un parziale di 71 e l’ha portato a -13. Il percorso ha evidenziato come il posizionamento dal tee e l’approccio sui green siano stati elementi determinanti: Åberg ha premiato la strategia, evitando rischi immotivati e capitalizzando le opportunità in cui il fairway e il green erano dalla sua parte.

Momenti che hanno cambiato il leaderboard

Altri protagonisti hanno vissuto colpi di scena significativi: Cam Young è stato stabile per gran parte del giro, ma un doppio bogey all’ultima buca gli è costato la seconda posizione, facendolo scendere a -9; Matt Fitzpatrick ha chiuso con un 69 ma una disastrosa sesta alla buca finale lo ha relegato in una condivisione del quarto posto. Tra gli episodi più clamorosi c’è stato il triplo bogey di Justin Thomas, che ha segnato un sette su una buca e ha compromesso le sue possibilità. Nel frattempo Michael Thorbjornsen è emerso come una sorpresa positiva grazie a un’aquila all’11 che lo aveva temporaneamente avvicinato al leader, mentre Bob MacIntyre ha firmato il giro del giorno con un 65 che lo ha proiettato verso le posizioni alte.

Gli inseguitori e la situazione in prospettiva

La classifica comprende anche nomi come Xander Schauffele, Brian Harman, Viktor Hovland, Justin Thomas e Corey Conners, tutti a ridosso della vetta dopo prestazioni alternate tra birdie e errori. Scottie Scheffler ha recuperato 25 posizioni grazie a un 67 senza bogey, salendo a -4 e dimostrando che il campo è ancora capace di spostare gli equilibri in una sola giornata. Dall’altra parte, il detentore del titolo Rory McIlroy non è riuscito a trovare continuità e ha chiuso con un par 72 che lo lascia sopra il par totale; la difesa del titolo si complica, ma nel golf nulla è mai davvero chiuso fino al completamento dell’ultimo giro.

Cosa può succedere nell’ultimo giro

Per convertire il vantaggio in vittoria Åberg dovrà mantenere la calma sulle buche decisive e continuare a evitare punizioni dai hazard e dai rough profondi, dove molti avversari hanno lasciato colpi preziosi. Il svedese cerca il terzo titolo nel PGA Tour e la prima affermazione importante dopo il successo al 2026 Genesis Invitational; diventerebbe anche il primo giocatore dal 2019 a trasformare un 36-hole lead a The Players in trionfo, impresa non banale vista la qualità del field. Per gli inseguitori la strada passa per colpi aggressivi ma calibrati: chi cercherà la rimonta dovrà bilanciare il rischio con una gestione perfetta dei green, perché qualunque errore può costare carissimo in termini di posizione.

Scritto da John Carter

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