Il dibattito sull’area di San Francesco a San Donato Milanese è tornato d’attualità, con l’amministrazione comunale e il Milan che ridiscutono possibili alternative allo sviluppo urbanistico originario. L’appeal non riguarda solo il calcio: lo scenario ora contempla anche la realizzazione di un palasport o di un’arena multifunzionale in grado di ospitare eventi di alto livello.
Sul tavolo ci sono valutazioni tecniche, stime economiche e rapporti contrattuali ereditati dalle consultazioni avviate dal club nel 2026.
Il confronto coinvolge più attori: il Comune, la società proprietaria dell’area e potenziali investitori internazionali interessati al progetto NBA Europe. Pur senza decisioni definitive, le discussioni riguardano la fattibilità tecnica, i costi e la capacità dell’area di trasformarsi in un polo sportivo capace di soddisfare requisiti professionali e esigenze locali, come impianti per le giovanili e per il settore femminile del club.
Numeri, vincoli e accordi pregressi
La superficie disponibile è consistente: circa 300.000 metri quadrati che, secondo il Comune, presentano una naturale vocazione sportiva. Nel progetto originario il Milan aveva ipotizzato la costruzione di uno stadio da 70.000 posti nell’area, ma il mutato scenario ha aperto altre possibilità.
Sul piano economico è stata prevista una tutela amministrativa: in caso di mancata edificazione, il club si sarebbe impegnato a rimborsare le spese di consulenza fino a un massimale di 220.000 euro; la richiesta formale del sindaco ammonta invece a 74.360 euro, cifra nettamente inferiore al massimo previsto.
Costi stimati e fattibilità
Per l’ipotesi di un palasport o di un’arena multifunzionale il Comune indica un costo indicativo intorno ai 400 milioni di euro. Tale cifra tiene conto degli standard imposti per ospitare competizioni internazionali e di adeguamenti strutturali necessari a garantire funzionalità e sicurezza. Dal punto di vista tecnico, l’area disporrebbe dei requisiti di spazio, ma restano questioni da verificare su viabilità, impatti ambientali e tempistiche autorizzative.
Il ruolo di RedBird e la spinta verso NBA Europe
Un elemento che ha rilanciato l’ipotesi palasport è l’interesse di gruppi internazionali come RedBird, che potrebbe partecipare al progetto legato alla nascente NBA Europe. Secondo fonti locali, la holding guidata da Gerry Cardinale dovrebbe decidere se presentare un’offerta preliminare per entrare nel progetto della lega continentale; la scelta è attesa entro la fine di marzo. Se la partecipazione si concretizzasse, verrebbe posta l’esigenza di un impianto conforme agli standard professionali, cosa che escluderebbe alcune sedi storiche come il Forum di Assago e impianti non omologati come quelli previsti per Santa Giulia.
Perché San Donato appare strategica
L’area di San Francesco è già nelle mappe del Milan e risulta corredata da permessi e disponibilità territoriale: per questo motivo è una delle opzioni più concrete per ospitare una nuova struttura. La trasformazione da lotto pensato per uno stadio a arena comporterebbe minori investimenti rispetto a uno stadio di nuova generazione, ma non elimina la complessità finanziaria e progettuale. Inoltre, l’ipotesi include la possibilità di ampliare gli impianti per il settore giovanile e per la squadra femminile del club, rafforzando la componente multidisciplinare del progetto.
Implicazioni sul territorio e prossime fasi
Dal punto di vista locale la proposta apre opportunità di sviluppo economico e sportivo, ma richiede un percorso condiviso tra amministrazione, club e eventuali investitori internazionali. L’amministrazione comunale dichiara apertura a proposte alternative per valorizzare i 300.000 metri quadrati, pur sottolineando l’importanza di studi di fattibilità, garanzie finanziarie e tempistiche precise per l’ottenimento delle autorizzazioni. Tra le questioni aperte rimangono la copertura dei costi, l’impatto sulla mobilità e il coinvolgimento della comunità sportiva locale.
In sintesi, l’area di San Francesco potrebbe evolvere in un polo sportivo significativo per il territorio e per Milano: la decisione finale dipenderà dall’esito delle valutazioni di investitori come RedBird, dalle scelte del Milan e dalla capacità del Comune di conciliare ambizioni internazionali con esigenze locali. Nei prossimi mesi si vedranno le mosse decisive che determineranno se il progetto diventerà realtà o se resterà un’opzione sul tavolo delle istituzioni.