Il nuovo anno porta con sé la necessità di una nuova era, specialmente per la Real. Non si tratta solo del cambiamento nella guida della squadra con l’uscita di Sergio Francisco e l’arrivo di Pellegrino Matarazzo, ma anche di altri elementi che dovranno scuotere le fondamenta del club per ottenere risultati migliori e allontanare l’ansia che attualmente pervade il settore realista.
Il 2025 ha segnato, nonostante un inizio promettente, un deterioramento nella fase finale del lavoro di Imanol. Ora, “Rino” deve invertire questa tendenza. Ci saranno modifiche significative nel modo di giocare, nelle figure chiave della rosa, nelle routine quotidiane e persino nelle conferenze stampa, che d’ora in poi saranno condotte con traduzione.
Ci sono somiglianze, seppur con un certo numero di differenze, con l’arrivo di David Moyes nel 2015, quando Erik Bretos era il suo assistente e traduttore. I cinque cambiamenti apportati da Aperribay durante la stagione passata hanno avuto un impatto positivo sul team, anche se con variazioni e successi diversi, riuscendo comunque a mantenere la situazione sotto controllo.
Questo è il primo incarico di Matarazzo in LaLiga e con la Real, che attualmente si trova in sedicesima posizione con appena 17 punti, a rischio di retrocessione a soli due punti. La tifoseria chiede risultati immediati, ma anche una sensazione di stabilità e la capacità di esprimere il gioco desiderato, oltre a un rilancio di alcuni calciatori che non stanno rendendo come dovrebbero. Pellegrino Matarazzo punterà a proseguire la tradizione positiva dei recenti allenatori della Real al loro debutto. Anche se il noto proverbio “allenatore nuovo, vittoria assicurata” non si avvera sempre, si trova sicuramente nelle vicinanze.
Nella storia recente della Real, nessun tecnico, che sia stato interinale o a contratto definitivo, ha subito una sconfitta nell’incontro d’esordio o nel caso di un ritorno dalla stagione 2007. In quell’anno problematico, mentre la squadra militava in Segunda, Chris Coleman cedette con un 0-2 al Castellón nel suo debutto. Da quel momento, i 13 cambi di allenatore hanno garantito alla Real un passaggio in Coppa e 28 punti su 36 disponibili in campionato, mantenendo l’imbattibilità. Questo si traduce in un bilancio di nove vittorie e quattro pareggi. Eizmendi inaugurò la sua esperienza con un 1-3 a Córdoba nel 2008, mentre Juanma Lillo si impose 2-1 contro l’Hércules nello stesso anno. Nel 2009, Martín Lasarte esordì con un pareggio per 1-1 contro Las Palmas in trasferta, e Phillippe Montanier conquistò un’importante vittoria nel Molinón, battendo lo Sporting 1-2. Jagoba Arrasate superò il Getafe con un netto 2-0 nel 2013, e Asier Santana, assistito da Imanol Alguacil, ottenne un 2-1 contro l’Atletico nel 2014. David Moyes fece registrare un pareggio (0-0) contro il Deportivo in Riazor nel 2015, mentre Eusebio Sacristán cominciò trionfando 2-0 contro il Sevilla. Imanol Alguacil, nel suo primo incarico interinale, iniziò con un 0-0 a Ipurua contro l’Eibar nel 2018. In quello stesso anno, Asier Garitano espugnò El Madrigal con un 1-2, seguito dal secondo esordio di Imanol, che ottenne una fantastica vittoria al Bernabéu per 0-2. Nella stagione attuale, Sergio Francisco ha cominciato con un pareggio a Mestalla (1-1), mentre Ansotegi ha conquistato un’insperata vittoria in Coppa a Elda (1-2). Per via delle tempistiche e delle circostanze, il secondo debutto di Imanol può essere paragonato a quello attuale di Matarazzo.
Dopo pochi giorni di allenamenti natalizi, si trova a dover affrontare una grande sfida, a seguito di un periodo deludente nel mese di dicembre che ha portato alla conclusione prematura del progetto. Matarazzo ora si trova nella possibilità di ripetere questa esperienza, ma questa volta in casa contro l’Atletico. L’allenatore americano avrà il suo terzo esordio a metà stagione. Potrebbe creare un equilibrio, dato che nel primo caso ha ottenuto risultati molto positivi nelle prime partite, mentre nel secondo le cose sono andate male. Nella stagione 2019-2020, con il Stuttgart, dopo pochi giorni di preparazione, riuscì a vincere quattro delle prime cinque gare, pareggiando l’altra e rimanendo imbattuto. Nella stagione 2022-2023 con l’Hoffenheim, invece, ha avuto meno tempo e perse le prime cinque partite, anche se poi riuscì a rimettersi in carreggiata. Adesso, con la maglia txuri urdin, affronta un inizio complesso, con un calendario sfidante a gennaio, dove dovrà giocare contro l’Atletico, il Barcellona, il Getafe e il Celta, oltre a una partita di coppa e un possibile derby per concludere il mese, di cui manca ancora l’annuncio della data. È tempo di apportare cambiamenti e di realizzare i buoni propositi per il nuovo anno.

