Il momento decisivo con Turrientes

Non è sicuramente un avvio ideale per guidare la Real Sociedad in un momento in cui mancano due fondamentali come Zubeldia e Gorrotxategi, entrambi sotto squalifica. Pellegrino Matarazzo è chiamato a selezionare i suoi uomini preferiti e a trovare al momento dei sostituti provvisori per questi due calciatori.

In questo contesto, si fa strada la figura di Beñat Turrientes, pronto a cogliere l’opportunità, a meno di colpi di scena con Aguirre o spostamenti inusuali di Soler o Marín. Sarà il giocatore di Beasaindarra a dirigere il centrocampo della squadra bianco-blu domani ad Anoeta contro un’importante Atlético.

Il momento di Turrientes è arrivato, e sembra opportuno. Dopo aver avuto un ruolo marginale con Sergio Francisco e nessuna presenza sotto Ansotegi, circolavano voci su un possibile trasferimento a gennaio per trovare un po’ di spazio e crescere. Tuttavia, nonostante fosse disponibile praticamente sempre, Turrientes ha ricevuto poche chance in questa stagione.

Questa situazione, con alti e bassi, riflette in parte anche il suo percorso nel primo team, nonostante fosse considerato tra le principali promesse futuribili del club (già attuali). Con un contratto rinnovato fino al 2030 e indossando il numero ‘8’, avrebbe dovuto fare un salto di qualità, prima senza Merino e poi senza Zubimendi, ma così non è stato. Probabilmente per sua mancanza di incisività, ma anche per una gestione della sua continuità difficile da comprendere. Si potrebbe addirittura dire che ha fatto un passo indietro, nonostante il livello generale sia calato e quello del centrocampo, pur con vari nomi, non sia stato all’altezza. È stata una scelta quella di lasciarlo come candidato per il ruolo di pivote, permettendo a Urko di partire, oppure di interiorizzare a causa dell’arrivo ritardato e problematico di Yangel Herrera.

Questa stagione segna il diciottesimo periodo in cui il giocatore ha accumulato minuti, contando 454 in totale. È posizionato dietro Zakharyan e davanti a Sucic, che ha visto ridotto il suo impiego. Degli 454 minuti, solo 279 sono stati giocati in campionato contro squadre della medesima categoria. Questi minuti sono stati distribuiti su otto partite, di cui solo tre come titolare. La sua ultima apparizione dal primo minuto risale al 28 settembre contro il Barcellona a Montjuic. In quella occasione, Sergio ha optato per un cambio di strategia, includendo Turrientes tra gli undici iniziali, schierandolo come interno, mentre lui aveva iniziato la stagione come pivote. Ha disputato le partite contro Valencia e Espanyol in casa da titolare, tempo necessario per il recupero di Gorrotxategi dall’infortunio sostenuto nel finale di preparazione, prima di prenderne il posto in modo definitivo. Inoltre, ha collezionato soli 12 minuti a Oviedo, 26 contro il Mallorca, 21 contro il Sevilla, 5 con il Villarreal e 13 contro il Girona. Ha anche giocato nelle prime due ronde della coppa contro avversari di categorie inferiori, insieme ad altri riserve, segnando un gol notevole a Negreira. Il rilancio di Gorrotxa, il quale ha mostrato notevoli progressi, ha limitato il suo impiego come ‘4’; ma, nonostante l’assenza di Yangel, all’inizio è stata la volta di Marín e successivamente di Soler, con Sucic che ora si ricandida per quella posizione.

Domani rappresenta un’opportunità significativa per lui di ritagliarsi un posto in questa nuova Real, o di avvicinarsi all’idea di dover cercare altre soluzioni. Sarà fondamentale capire come si comporterà Matarazzo con la Real, visto che in passato aveva già gestito bene il ruolo di pivote durante l’infortunio di Zubimendi, contribuendo alla qualificazione della squadra per l’Europa League. Tuttavia, da allora sono passati molti eventi significativi. È il suo momento.

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