Una partita da brividi quella del Coliseum, dove la Real Sociedad ha conquistato un’importante vittoria contro il Getafe all’ultimo respiro, con il gol decisivo di Aramburu al 96’. Questo avviene dopo che Juanmi, un ex giocatore della Real, aveva pareggiato al 90’ con un tiro su punizione dai 30 metri.
Matarazzo ottiene così il suo primo successo da allenatore, portando la squadra a un percorso senza sconfitte che dovrà affrontare un calendario impegnativo per la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Quest’anno la Real sembra essere abituata a questi finali tirati; se il risultato è così, che ben venga, ma è stata davvero dura.
GETAFE: Soria; Femenía, Iglesias (Bekhoucha, 78′), Nyom, Diego Rico; Mestanza (Sancris, 57′), Milla, Arambarri, Liso (Juanmi, 57′); Javi Muñoz (Joselu, 78′), Mario Martín (Montes, 64′).
REAL SOCIEDAD: Remiro; Aramburu, Jon Martín, Caleta-Car, Sergio Gómez (Aihen, 83′); Brais Méndez (Sucic, 58′), Turrientes (Gorrotxategi, 65′), Soler (Marín, 83′); Kubo, Oyarzabal, Guedes (Barrenetxea, 58′).
Marcatori: 0-1 Brais (36’); 1-1 Juanmi (90′); 1-2 Aramburu (96′).
Arbitro: Francisco Hernández (C. extremeño). Amonizioni: Nyom e Bekhoucha per il Getafe, Aramburu per la Real.
Pubblico presente: 7.497 tifosi.
Stessa formazione del domenica
C’erano interrogativi su come Matarazzo avrebbe gestito la sua seconda formazione, ma ha deciso di mantenere la continuità. L’allenatore americano ha voluto valorizzare la buona prestazione offerta contro l’Atlético, schierando lo stesso undici a Getafe, anche se si trattava di “una sfida del tutto diversa”. Notevole è stata l’assenza di Zubeldia nella formazione titolare. Non tornava da un infortunio, ma da una squalifica. La coppia di difensori centrali è rimasta composta da Jon Martín e Caleta-Car. A centrocampo, nulla di nuovo. Turrientes ha riconfermato la sua posizione da ‘4’ per un altro incontro, supportato da Soler e Brais, nonostante il rientro in lista di Gorrotxategi, anch’egli di nuovo disponibile non per infortunio, ma per squalifica. In attacco, si è continuata la line-up. Kubo e Guedes avevano mostrato una buona forma e Barrenetxea ha dovuto attendere in panchina.
La magia di Brais
Non ha sorpreso affatto vedere una partita bloccata e poco spettacolare, con poche azioni offensive. Era il massimo che il Getafe poteva esprimere con un organico così rimaneggiato, composto da quattro terzini, cinque centrocampisti e senza difensori puri né attaccanti di ruolo. Hanno cercato di difendersi con un 4-4-2 compatto, rendendo difficile il gioco e bloccando il match, il che ha limitato in gran parte le incursioni pericolose della Real. L’attesa per la prima occasione è stata lunga, ed è arrivata tra l’altro da parte dei padroni di casa, evidenziando il carattere della squadra e del campo. Dopo un quarto d’ora senza emozioni, il Getafe ha creato il primo pericolo con un colpo di testa impreciso di Mestanza, su un cross di Femenía dalla destra. Ha concluso troppo liberamente.
La squadra della Real ha iniziato a controllare il gioco in modo sempre più deciso, raggiungendo momenti di oltre il 75% di possesso. Ha tentato fino a nove cross, senza però fortuna. I giocatori di Matarazzo sapevano che era fondamentale fermare le transizioni e Turrientes ha fatto un buon lavoro in questo, con alcune falli e recuperi. Iglesias ha respinto il primo tiro dei baschi, proveniente da Oyarzabal, rinvenendo il pallone dopo che il ’10’ aveva toccato il pallone nella sua area dopo un bell’assist di Sergio. La squadra della Real si stava mostrando in miglioramento, anche se mancava ancora precisione da un lato e un po’ di creatività dall’altro.
Il colpo di scena è avvenuto al 36’, quando un mago esperto ha tirato fuori dal cilindro un classico trucco con l’aiuto del suo assistente. Oyarzabal, sfuggente, ha preso parte al gioco, il Getafe ha perso il possesso e il ’10’ ha avanzato, passando e lasciando il pallone libero dopo un rimpallo con un difensore, che è rimbalzato nella zona frontale. E lì è intervenuto Brais Méndez, pronto a colpire con una splendida volee con il suo sinistro, battere Soria con grande classe. Il giocatore di Mos ha così messo a segno il suo quarto gol della stagione. Ciò che contava in un campo come quello del Coliseum era trovare il vantaggio. Erano i primi minuti della nuova Real e dovevano essere più intelligenti e solidi. Il punteggio è rimasto inalterato fino all’intervallo, anche se Remiro ha dovuto effettuare una bella parata su un tiro rasoterra di Iglesias durante il recupero.
Il secondo tempo ha visto la Real decollare, intensificando la pressione in avanti, recuperando palloni e creando buoni contropiedi. Un’occasione notevole è stata una palla recuperata da Kubo, che ha portato a un tiro di Guedes da fuori area, il quale è finito vicino al palo dopo un rimbalzo. Bordalás ha deciso di innestare forze fresche, inserendo Juanmi e Sancris, mentre Matarazzo ha anticipato di poco il suo cambio (al 58’) portando Barrene in campo al posto di un Guedes acciaccato e Sucic al posto di Brais, autore del gol. Nella fase di ripresa, la Real è andata vicina a raddoppiare. Ricó, sotto la pressione di Kubo, ha servito involontariamente Oyarzabal, che ha mancato clamorosamente la presa. Poco dopo, Sucic ha cercato di colpire di testa verso la porta, ma Kubo ha avuto una seconda chance per servire Oyarzabal davanti a Soria, il cui tiro è risultato debole e centrale, con Barrenetxea affianco che non ha capitalizzato il rimpallo. La Real stava perdonando queste occasioni favorevoli. Bordalás, notando lo spazio a disposizione, ha deciso di inserire un difensore in più con Montes. Al 61’, Turrientes ha accusato un fastidio, lasciando il campo a Gorrotxategi. Kubo ha costruito bene un’azione sulla destra, dando palla indietro, ma il tiro di Barrene è stato bloccato.
Finale da brivido
Il Getafe ha iniziato in modo energico con due buone occasioni dall’ala. Nella prima Juanmi non è riuscito ad arrivare per un soffio, mentre nella seconda Arambarri ha strappato un colpo di testa, ma l’ha messo fuori sul cross di Sancris. La Real ha dovuto resistere, subendo tiri da lontano, e per rafforzare la difesa sono entrati Marín e Aihen. Oyarzabal ha tentato due conclusioni centrali, mentre Remiro ha rischiato di combinare un guaio su un cross di Milla che gli è sfuggito di mano. La Real, pur mostrando una certa solidità, stava comunque facendo dei passi indietro pericolosi. Ancora una volta, come era accaduto contro il Rayo, il Getafe ha pareggiato al 90’ grazie al gol dell’ex giocatore della Real, Juanmi (che non segnava dalla stagione 23-24), con una punizione dal centrocampo difesa in modo disastroso: un duello perso, una linea difensiva errata, mancanza di marcature e una brutta uscita di Remiro. È stato un colpo duro. Fortunatamente, però, questo non è stato il colpo finale, poiché la Real si è gettata in attacco nel recupero alla ricerca della vittoria e ha trovato un gol straordinario all’ultimo secondo, realizzato con un colpo di testa eroico di Aramburu al 96′ su un corner battuto da Kubo che Soria non è riuscito a parare. Una fine di partita incredibile che ha portato a un successo inaspettato. Tuttavia, è fondamentale smettere di subire gol.

