Il Girona ha smesso di lottare per la sopravvivenza: ora compete. E quando è necessario, resiste. La vittoria contro l’Osasuna ha rappresentato molto più di tre punti; è stata una dimostrazione di coraggio, di impegno collettivo e di passione sincera. Un successo che non si basa sulla brillantezza, ma sul sacrificio, sull’unità e sulla determinazione di un gruppo che ha scelto di non cedere.
I dati confermano questa sensazione: nove punti su dodici disponibili, con l’unica sconfitta contro l’Atlético de Madrid, testimoniano che l’inizio dell’anno ha portato una nuova energia. Per i ‘gironins’, il 2026 è iniziato con una rinascita. Non è un modo di dire, ma una realtà visibile sul campo.
Contro i rojillos, la squadra ha dato il massimo. Ha difeso quando era necessario, ha premuto anche quando le forze erano al limite, e ha compreso le dinamiche della partita con urgenza. Non è stata una vittoria semplice, ma sicuramente genuina.
Di quelle che forgiano il carattere e rafforzano il gruppo. L’impegno non è stato messo in discussione nemmeno per un istante, e quando le energie sono venute meno, è emerso l’apporto del Montilivi, proprio come Míchel aveva chiesto nelle settimane precedenti. Lo stadio ha sostenuto i momenti più critici, trasformando ogni contesa in una lotta collettiva, e alla fine è diventato un alleato in campo. L’immagine conclusiva ha detto tutto: una connessione perfetta tra i tifosi e la squadra, i giocatori festeggiando con il pubblico, saltando, scaricando la tensione e condividendo un sollievo accumulatosi da mesi. Nel frattempo, lontano dai riflettori, si stava vivendo un’altra situazione significativa. Míchel, Gazzaniga e membri dello staff tecnico si sono preoccupati di Lass nei momenti finali, contrassegnati da un alterco e dall’espulsione del giocatore. Un gesto che riflette l’unità del gruppo, la protezione e la solidarietà, anche nel caos. La classifica sta già iniziando a cambiare il racconto.
Il Girona si trova attualmente al dodicesimo posto. Pur mantenendo un atteggiamento realistico, i giocatori alzano lo sguardo verso traguardi più ambiziosi. Sono solamente a tre punti dalla zona europea, una situazione che sembrava inimmaginabile solo poco tempo fa, a dimostrazione che la squadra ha superato le proprie paure e ha ritrovato fiducia. Non c’è eccessivo entusiasmo né proclami pomposi. C’è dedizione, orgoglio e un pubblico che si rispecchia nuovamente nella squadra. Pur non facendo promesse, i giocatori affrontano ogni match come se fosse una finale. Spesso, questo è ciò che fa la vera differenza.

