Míchel ha dichiarato: “I calciatori hanno affrontato una situazione difficile, dimostrando grande carattere.”

Míchel si è presentato dopo la vittoria contro l’Osasuna con un mix di sollievo, autocritica e soddisfazione. L’allenatore del Girona ha apprezzato l’impegno della sua squadra in un contesto che ha descritto come estremamente sfidante, ha valutato il rendimento del primo girone e ha affrontato sia l’episodio finale che la sua responsabilità all’inizio della stagione.

Ha enfatizzato il carattere dimostrato dai suoi giocatori in una situazione difficile. “Sono molto orgoglioso perché i ragazzi hanno reagito a una situazione complicata con carattere, anche nei momenti in cui eravamo in una posizione bassa in classifica”, ha dichiarato.

Ha messo in evidenza la crescita del gruppo. “Sento che i giocatori hanno fatto un passo decisivo, sia a livello individuale sia collettivo”, ha aggiunto, evidenziando un aspetto cruciale del match. “Nei duelli abbiamo tifato per superare l’Osasuna, e questo è merito di giocatori con grande spirito”, ha sottolineato.

Il tecnico ha concluso questa riflessione con soddisfazione. “Sono molto contento per loro, ora siamo al di fuori della zona retrocessione e, dopo un inizio di stagione difficoltoso, ce lo meritiamo”, ha affermato. Guardando al futuro, Míchel ha sottolineato che il percorso è ancora lungo. “Per il secondo girone dobbiamo continuare a migliorare e puntare ad almeno 42 punti per rimanere in Prima Divisione”, ha ricordato. Nonostante ciò, ha riconosciuto il valore del momento attuale. “C’è ancora molto da fare, ma siamo in una buona posizione”, ha fatto notare. L’allenatore ha anche dato una valutazione a sé stesso e alla squadra in modo diretto. “Ritengo che il nostro rendimento sia appena sufficiente, ma con notevoli meriti. Un sufficienza per me e un buon voto per i giocatori”, ha specificato. Míchel ha spiegato la sua autocritica con chiarezza. “Ritengo che i giocatori meritino un buon voto in quanto hanno affrontato situazioni molto difficili”, ha concluso, prima di riflettere su se stesso.

Il tecnico ha commentato positivamente la sua personale approvazione, sottolineando come sia riuscito a gestire le problematiche emerse nelle prime partite, mostrando sostegno a ciascun giocatore per favorire il miglioramento del gruppo. Riguardo all’avvio di stagione, ha ammesso di aver commesso degli errori nelle prime cinque gare. Sotto il profilo individuale, ha elogiato Vanat, notando le sue abilità nel lavoro, velocità e capacità di finalizzazione. Ha evidenziato che, a causa dell’assenza di diversi giocatori, Vanat ha partecipato a tutte le partite, ammettendo che non è semplice mantenere sempre un livello ottimale. Riguardo a Witsel, il tecnico ha adottato un approccio cauto. Ha rivelato che il belga ha una lesione al soleo, ritenendo rischioso il suo impiego contro l’Espanyol, pur affermando che non avverte dolore. Tuttavia, non si correranno rischi. Anche la questione della finale di ieri ha ricevuto attenzione, con il tecnico che ha voluto scusarsi pubblicamente. Ha espresso che le sue scuse vanno a Osasuna e a Aimar, affermando che la squadra non è solita comportarsi in quel modo, mentre ha confermato l’errore di Lass e chiarito la situazione. Ha espresso incertezze sull’episodio specifico, notando che Aimar ha trattenuto Lass due volte, pur riconoscendo che ciò non giustificava l’azione. Míchel ha voluto tutelare il suo giocatore, spiegando che è giovane e molto energico, ma ha utilizzato la sua energia in modo inappropriato. Ha anche rammaricato le conseguenze sportive della situazione, evidenziando la mancanza di giocatori a centrocampo e l’opportunità persa da Lass di guadagnare minutaggio. Si è concluso con sincere scuse, affermando che il club non ha l’abitudine di comportarsi in quel modo, e ha concluso parlando in modo leggero della sua celebre promessa.

“Ho già detto che ho mangiato il torrone grazie al club”, ricordò sorridendo. “Farò qualcosa di positivo per guadagnare la loro fiducia, ma il mio unico obiettivo è lavorare per il bene del club”, dichiarò. “Nient’altro”, concluse.

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