La seconda tappa della 61ª Tirreno-Adriatico ha trasformato San Gimignano in un teatro di sport e tensione: il traguardo in Piazza Duomo ha chiuso 206 km partiti da Camaiore il 10 marzo 2026, con circa 170 corridori di 24 squadre impegnati su un percorso che ha toccato la provincia di Siena e la Valdelsa.
La pioggia ha reso decisivo il passaggio nel tratto sterrato, un elemento tecnico capace di selezionare la fuga e di complicare il posizionamento prima dello strappo finale sul lastricato. L’arrivo nel centro storico, patrimonio Unesco, ha unito spettacolo sportivo e valorizzazione del territorio, trasmesso in diretta da RaiSport, Rai2 ed Eurosport.
Al termine di una frazione resa nervosa dal meteo e dal fondo, il successo è andato a Mathieu Van der Poel, che ha regolato in uno sprint ristretto Isaac Del Toro e Giulio Pellizzari. La volata è arrivata dopo un tratto di sterrato percorso in progressione, dove il gruppo di testa si è formato già prima dello strappo finale; la tensione è aumentata quando alcuni protagonisti, tra cui Filippo Ganna, hanno perso contatto sullo sterrato e sono transitati con distacchi importanti.
Questa tappa ha confermato come il mix di terra, saliscendi e maltempo sia un test per la tecnica oltre che per la forma.
Lo sviluppo della tappa e il finale a San Gimignano
La corsa, lunga 206 km chiusi in 4h53’23” con una media oraria di 42,129 km/h, è stata animata da scatti e dalla selezione imposta dal fondo sterrato che precedeva il centro storico. Sul finale il gruppo di testa si è ridotto a pochissimi corridori: il duello decisivo si è consumato negli ultimi metri sul lastricato, dove Van der Poel ha trovato lo spunto vincente. In conferenza stampa il vincitore ha sottolineato come la gestione del posizionamento fosse cruciale a causa della pioggia che rendeva scivoloso il passaggio, e ha ammesso di aver rischiato la caduta prima di chiudere la volata con successo.
Il ruolo del terreno e delle condizioni meteo
Il tratto sterrato di San Gimignano ha giocato il ruolo di spartiacque: qui si è consumata la selezione che ha condotto alla fuga definitiva. La pioggia ha aumentato l’importanza della tecnica di guida e della scelta delle traiettorie, mettendo alla prova anche corridori noti per la potenza su asfalto. Le biciclette, il set-up e la capacità di adattamento hanno fatto la differenza; non a caso corridori abili su terreni misti hanno saputo creare vantaggi e resistere agli attacchi fino al lastricato finale in centro storico.
I protagonisti del podio e la classifica generale
La vittoria in tappa è andata a Mathieu Van der Poel, davanti a Isaac Del Toro e Giulio Pellizzari. Grazie agli abbuoni Del Toro ha vestito la Maglia Azzurra di leader della classifica generale, con Pellizzari staccato di 3″ e Magnus Sheffield a 13″. Filippo Ganna, invece, ha perso terreno nello sterrato e ha tagliato il traguardo con 1’04” di ritardo. Le maglie di giornata vedono inoltre Ganna con la Maglia Ciclamino (classifica a punti) e Van der Poel aggiudicarsi la Maglia Verde del Gran Premio della Montagna; la Maglia Bianca dei giovani è assegnata a Del Toro ma indossata da Pellizzari secondo le regole di gara.
Impatto sull’ambiente locale e iniziative collaterali
L’arrivo nel centro storico di San Gimignano non è stato solo gara: l’evento ha coinvolto la comunità attraverso attività dedicate alle famiglie e ai più giovani. In Piazza Pecori si è svolto il progetto “Giocociclismo”, rivolto ai bambini dai 3 ai 12 anni, realizzato con il Comitato Regionale della Federazione Ciclistica Italiana, che ha proposto giochi e lezioni di educazione stradale per avvicinare le nuove generazioni alla bicicletta. L’evento ha dimostrato come una prova WorldTour possa essere occasione di promozione territoriale, turismo sportivo e crescita della cultura ciclistica a livello locale.