GP d’Australia 2026: Mercedes in testa, la Ferrari risponde ma restano dubbi sulle regole

Doppietta Mercedes a Melbourne, Ferrari sul podio e numeri che riaccendono il confronto sulle nuove regole: un punto di partenza pieno di indicazioni per il Mondiale 2026

Il Gran premio d’Australia ha aperto il Mondiale 2026 con una prova che ha lasciato più di qualche interrogativo: la Mercedes ha firmato una doppietta con George Russell e Kimi Antonelli, mentre la Ferrari è tornata competitiva ma non è riuscita a ribaltare la gerarchia.

Il risultato ricorda, per certi versi, i periodi iniziali dell’era ibrida di dodici anni fa, quando una scuderia sembrava staccare tutti. Questa sensazione di salto nel passato convive però con elementi nuovi introdotti dalle direttive tecniche e con evidenti problemi di affidabilità per alcune squadre.

La gara sull’Albert Park è stata condizionata da modifiche al layout regolamentare: il vecchio DRS non è più presente nella stessa forma e al suo posto sono previste aperture alari e una modalità sorpasso attivabile nei rettifili. In partenza la Ferrari di Charles Leclerc ha preso il comando, poi sostituita dalle mosse tattiche e dai sorpassi di Russell.

Non sono mancati incidenti e inconvenienti: la McLaren ha perso Oscar Piastri prima della partenza per un crash nel giro di allineamento, mentre Fernando Alonso e altri hanno dovuto ritirarsi per problemi tecnici o scelte conservative dei box.

Cosa è successo in pista

La corsa ha avuto momenti chiave che hanno determinato la classifica finale. La partenza ha visto Leclerc prendere il comando ma non a lungo: Russell ha sfruttato un punto favorevole per sorpassare e costruire un margine gestito fino al traguardo. I pit stop e le finestre strategiche hanno giocato un ruolo importante, con la Ferrari che ha optato per una strategia one-stop mentre la Mercedes ha sfruttato un diverso timing per i suoi doppi interventi. Nel mezzo la gestione delle gomme e il tema del graining all’anteriore sinistra per Russell hanno tenuto banco: un problema presente ma ritenuto controllabile dal team campione.

Le lotte tra piloti

I duelli in pista hanno offerto spunti tattici e tecnici. Lando Norris ha tenuto a distanza per buona parte della gara avversari come Max Verstappen, che partito molto indietro (dalla 20ª piazza) ha risalito fino al sesto posto dimostrando ritmo e capacità di rimonta. La battaglia per il piazzamento ha visto protagonisti anche Oliver Bearman e Arvid Lindblad, con scambi serrati per la zona punti. A metà gara Hamilton ha pressato Leclerc nel tentativo di insidiare il podio, ma alla fine la gerarchia è rimasta quella con Russell primo, Antonelli secondo e Leclerc terzo.

Implicazioni tecniche e preoccupazioni regolamentari

L’esito del GP riapre il dibattito sulle novità regolamentari: la percezione diffusa tra gli addetti ai lavori è che le vetture reagiscano in modo molto sensibile alle variazioni di setup, rendendo la lettura delle simulazioni un esercizio spesso difficile. L’adozione delle aperture alari e della modalità sorpasso ha cambiato gli equilibri nelle fasi di rettilineo, ma non ha automaticamente prodotto una spettacolarità di sorpassi come auspicato. Inoltre, alcune squadre hanno pagato in termini di affidabilità: guasti alle power unit e richiami al muretto per preservare componenti hanno inciso sul risultato finale e gettano ombre sulla tenuta a lungo termine delle nuove soluzioni.

Cosa cambia per i team

Per la Mercedes questa prova conferma il vantaggio prestazionale ma non annulla le incognite: la gestione del graining, la scelta delle mescole e la strategia in gara restano elementi sensibili. La Ferrari esce rinfrancata per la competitività mostrata e per i podi conquistati, ma dovrà migliorare la capacità di sorpasso in assetto da gara. La rimonta di Verstappen segnala che la Red Bull non è spacciata, soprattutto se riuscirà a risolvere i problemi di affidabilità emersi, mentre la McLaren dovrà fare i conti con l’assenza di Piastri e con l’impatto che questa mancanza può avere nel cammino del costruttore verso un altro titolo.

Classifica, punti e prospettive

Alla fine del GP la prima graduatoria del campionato vede George Russell in testa con 25 punti, seguito da Kimi Antonelli con 18 e Charles Leclerc con 15. Lewis Hamilton occupa la quarta posizione con 12 punti, Lando Norris è quinto con 10 mentre Max Verstappen guadagna 8 punti. Più indietro si sono piazzati piloti come Oliver Bearman, Arvid Lindblad, Gabriel Bortoleto e Pierre Gasly, tutti portatori di segnali utili ma con margini da limare. Il calendario proseguirà in Cina e sarà la prima occasione per verificare se la gerarchia vista a Melbourne avrà continuità o subirà variazioni.

Conclusioni

Il GP d’Australia ha consegnato una giornata di contrasti: da un lato la Mercedes dominante, dall’altro squadre come la Ferrari e la Red Bull pronte a rispondere. Le nuove regole tecniche hanno colorato la corsa di nuove incognite e hanno rimesso al centro la discussione su competitività e spettacolo. Se da un punto di vista cronologico si può parlare di una partenza in stile «ritorno al passato», dal punto di vista tecnico e tattico il Mondiale 2026 si annuncia più incerto e interessante, con molte risposte che arriveranno già dalle prossime gare.

Scritto da Sofia Rossi

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