Paola Egonu e il calendario intasato: una proposta per alleggerire la Serie A1

Egonu lancia un appello: troppe partite tra club, Champions e Nazionali rendono la stagione estenuante

Nell’immediato dopo partita che seguiva il convincente 3-0 ottenuto a Scandicci, Paola Egonu ha riacceso il dibattito sul peso del calendario nella pallavolo femminile italiana. In un contesto di festa per la squadra ospite, la sua osservazione ha spostato l’attenzione dalla vittoria al tema della sostenibilità degli impegni: tra campionato, coppe europee e la stagione delle Nazionali le atlete sono chiamate a un ritmo serrato che, secondo lei, mette a rischio tanto la performance quanto il benessere fisico.

La questione non riguarda solo i grandi nomi: la concatenazione di impegni rende la programmazione annuale una sfida per tutte le società. A monte ci sono scelte internazionali e nazionali che hanno ampliato le finestre di gioco e compressi i calendari dei club, modificando la tradizionale alternanza tra partite e pause.

Il risultato è una stagione in cui le protagoniste giocano con frequenza quasi quotidiana per lunghi periodi.

Il nodo del calendario e i numeri della stagione

Nel dettaglio, la regular season della Serie A1 prevede 26 giornate: il torneo si concentra in un arco relativamente breve, con la stagione dei club che va da ottobre a metà febbraio per poi lasciare spazio ai playoff.

I playoff, con quarti al meglio delle tre e semifinali e finali al meglio delle cinque, moltiplicano gli impegni per le squadre di vertice. Contemporaneamente la FIVB ha ampliato la finestra estiva delle Nazionali, prolungando il periodo di attività internazionale fino a fine settembre, con la Volleyball Nations League e poi gli Europei o altri tornei continentali.

Conseguenze pratiche

Il risultato è che le atlete di punta si trovano spesso a giocare ogni due o tre giorni, tra campionato, Champions League, Coppa Italia, Supercoppa e manifestazioni internazionali. Questa densità non solo aumenta il rischio di infortuni, ma può incidere sulla qualità dello spettacolo: partite ravvicinate tendono a produrre prestazioni meno brillanti e meno recupero fisico e mentale. Egonu ha chiesto esplicitamente una riflessione su possibili soluzioni, proponendo di tornare a schemi con meno incontri ravvicinati, magari privilegiando «una partita a settimana» e spazi maggiori per le competizioni europee e nazionali.

La situazione dei club: il caso Savino Del Bene e il calendario ravvicinato

Un esempio concreto della sovrapposizione di impegni è la Savino Del Bene Volley: dopo il successo per 3-0 contro il Fenerbahçe Medicana Istanbul in Champions League, la squadra di coach Marco Gaspari ha dovuto riaccendere l’attenzione sul campionato, preparando la semifinale contro la Numia Vero Volley Milano in gara-1 prevista per sabato 14 marzo 2026 alle ore 20.30 al Pala BigMat di Firenze. Per le toscane si tratta della 46ª partita stagionale e della quarta gara disputata nel solo mese di marzo, un carico che illustra bene quanto le competizioni europee e nazionali si intreccino.

Precedenti e formazione

Il confronto tra Savino Del Bene e Vero Volley è ormai classico: il match di sabato sarà il trentasettesimo tra le due società e il bilancio storico evidenzia la supremazia milanese, con 20 successi su 36 precedenti. Milano arriva ai playoff forte di una regular season con 20 vittorie e 6 sconfitte e della partecipazione ai quarti di Champions, mentre la Savino Del Bene ha raccolto risultati importanti e, nel corso della stagione, ha dimostrato resilienza e qualità in più competizioni.

Il fronte Nazionale e le varianti tattiche

Sul piano della Nazionale, l’Italia arriva da un periodo di risultati eccezionali: Oro a Parigi 2026, trionfo mondiale nel 2026 e doppio successo nella Nations League, con una striscia di 36 vittorie ufficiali consecutive. Il ct Julio Velasco sta ragionando su cambiamenti tattici interessanti, tra cui la possibilità di impiegare Ekaterina Antropova come schiacciatrice per affiancare la forza d’attacco di Egonu, evitando così di limitarla al solo doppio cambio. La novità potrebbe alterare equilibri in ricezione ma aumentare le opzioni offensive, a patto che palleggiatrici come Alessia Orro trovino i tempi e gli spazi giusti per alzare due attaccanti di alto livello.

Scelte individuali e tutela delle atlete

Velasco ha concesso a giocatrici come Egonu, Orro, Sylla e Danesi la libertà di decidere se partecipare subito ai raduni estivi, riconoscendo implicitamente il problema del carico. Questo approccio mette al centro la volontà delle atlete di gestire il proprio corpo e la propria carriera. L’appello di Egonu riporta così l’attenzione su una domanda più ampia: club, Lega e federazione sapranno trovare un equilibrio tra interessi economici e tutela fisica e mentale delle protagoniste?

La discussione è aperta e coinvolge ogni livello del sistema pallavolistico. Ridurre il numero di partite, ripensare le finestre internazionali o ridurre le squadre in A1 sono ipotesi sul tavolo: qualunque soluzione dovrà bilanciare sostenibilità, qualità tecnica e valore economico per costruire una stagione credibile e meno faticosa per le atlete.

Scritto da John Carter

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