Carlos Espí, attaccante di quasi due metri e solo 20 anni, rappresenta una potenziale sorpresa per il futuro della nazionale spagnola. Attualmente gioca per il Levante, dove ha segnato sei reti nelle ultime quattro gare. Nel frattempo, la Spagna è in pausa internazionale mentre si prepara per amichevoli contro Serbia ed Egitto.
Il ct Luis de la Fuente ha convocato molti talentuosi attaccanti, tra cui Barrenetxea, Baena, Victor Muñoz, Lamine Yamal, Oyarzabal, Borja Iglesias, Yeremi Pino e Ferran Torres, lasciando fuori nomi come quello di Álvaro Morata.
In questo contesto, il nome che sta emergendo con forza è proprio il giovane Carlos Espí, una vera e propria risorsa per la sua squadra.
Fino ad ora ha realizzato sette reti in sedici partite, con un exploit di sei gol nelle ultime quattro, conquistando così un posto da titolare. Originario di Tavernes de la Valldigna, ha sostituito Etta Eyong e si sta dimostrando un attaccante formidabile, dotato di ottima capacità di muoversi nello spazio, un eccellente gioco spalle alla porta e una padronanza aerea impressionante.
Any pallone alto sembra essere suo, rifinendo i cross con la precisione di un martello. Recentemente ha messo in difficoltà anche Lejeune del Rayo Vallecano, mostrando la sua forza fisica.
In aggiunta, ha esteso automaticamente il suo contratto con il Levante fino al 2028, avendo raggiunto determinati obiettivi. Nonostante il suo alto rendimento, il suo valore di mercato rimane proporzionalmente accessibile, con una clausola di 25 milioni che diminuirebbe a quasi la metà in caso di retrocessione, dato che la squadra attualmente si trova penultima, come riferito da ‘Radio Valencia Cadena Ser’.
Nella nazionale spagnola, la sua fisicità ricorda quella di Fernando Llorente ai tempi d’oro. Questo giocatore, nonostante la sua altezza, mostra una buona coordinazione e potrebbe rappresentare una risorsa notevole per un team composto per lo più da calciatori di piccola statura. Se si affianca a talenti come Lamine Yamal, Nico, Barrene e Víctor Muñoz, la presenza di un “tank” come lui potrebbe generare situazioni molto promettenti. Sebbene il Mondiale si avvicini e la sua partecipazione sembri difficile al momento, con un attuale rendimento realizzativo così elevato, non si può mai dire. Potremmo vederlo come una versione aggiornata di Fernando Llorente, un’opzione simile a quella di Mateo Pellegrino, ma con un’età ben inferiore.