Classiche del Nord 2026: calendario, favoriti e scenari

Scopri calendario, protagonisti e scommesse per le classiche dal 25/03 al 26/04, secondo Luca Gregorio

Dopo l’epico trionfo di Tadej Pogačar alla Milano-Sanremo, il grande ciclismo sposta il suo baricentro verso il Nord: un mese di corse che mescolano storia, tecnica e imprevedibilità. Questa tradizione prende vita su pavé, muri e côtes, luoghi dove la competizione si trasforma in spettacolo e dove ogni dettaglio può cambiare l’esito di una gara.

Prima che le ruote scaldino i settori più durevoli, abbiamo parlato con Luca Gregorio, voce di riferimento su Eurosport, per tracciare una mappa di aspettative, pronostici e osservazioni tecniche. Dalle preferenze personali ai nomi da tenere d’occhio, l’intervista aiuta a comprendere perché questa fase della stagione è così determinante.

Il calendario e l’atmosfera della campagna

Il programma delle classiche è compatto e intenso: 25/03 Ronde Van Brugge (ex Tre Giorni di La Panne), 27/03 E3 Saxo Classic, 29/03 In Flanders Fields (Gand – Wevelgem), 01/04 Dwars door Vlaanderen, 05/04 Giro delle Fiandre, 08/04 Scheldeprijs, 12/04 Parigi-Roubaix, 17/04 De Brabantse Pijl, 19/04 Amstel Gold Race, 22/04 Freccia Vallone, 26/04 Liegi-Bastogne-Liegi.

Questo itinerario crea una sorta di campagna che mescola eventi professionistici e la partecipazione dei cicloamatori, amplificando il senso di festa e competizione.

Prime sfide e rodaggio

Le gare di apertura, in particolare la E3 Saxo Classic e la Ronde Van Brugge, sono spesso indicatori di forma: la E3, con i suoi oltre 200 chilometri e numerosi muri, funziona come un preambolo affilato al momento clou. Gregorio sottolinea che, nonostante qualcuno possa riservare energie, queste corse raramente vedono cali di intensità significativi: le squadre cercano conferme e i leader testano risposte tattiche e meccaniche.

Le grandi rivalità: Fiandre e Roubaix

Il Giro delle Fiandre rimane una delle prove più rispettate: richiede resistenza, potenza, tecnica e senso tattico. L’iconografia è legata a muri come il Vecchio Kwaremont, che spesso decide la resa dei conti. Nel confronto moderno dominano due nomi: Pogačar e Van der Poel. Secondo Gregorio, quando questi due sono al via la corsa ruota intorno a loro, ma fattori come la condizione di Wout van Aert o la forma della squadra possono ribaltare i pronostici.

Chi può interrompere il duello?

Oltre ai due fenomeni, nomi come Van Aert e corridori in ripresa come Mads Pedersen (ancora da valutare dopo l’infortunio) restano carte importanti. Gregorio azzarda un pronostico romantico — Van Aert, Van der Poel, Pogačar — ma avverte che la realtà del ciclismo spesso scarta le previsioni più belle, soprattutto su un terreno dove la fortuna e la gestione delle forature possono cambiare i piani in pochi chilometri.

Parigi-Roubaix, pietre e spettacolo

La Parigi-Roubaix è famosa per la sua durezza: 258,30 chilometri, 30 settori in pavé per un totale di 54,8 chilometri di pietre. È una prova dove cadute, forature e condizioni atmosferiche possono decidere la corsa in pochi minuti. Il velodromo di Roubaix rimane una cornice unica che aggiunge pathos all’arrivo: vincere lì è entrare nella leggenda.

Favoriti e sorprese

Van der Poel è l’uomo delle pietre per eccellenza, ma Pogačar ha dimostrato grande adattabilità e ambizione anche su questo terreno. Gregorio spera in un risultato di Mads Pedersen, corridore perfetto per le caratteristiche della Roubaix se avrà recuperato al meglio dall’infortunio. Sul versante italiano, il nome di Filippo Ganna resta interessante: ha le qualità tecniche e la forza per essere protagonista, ma gli manca spesso quella scintilla che traduce il potenziale in vittoria in una Monumento così caotica.

Ardenne, Liegi e il finale di campagna

Terminata la parentesi del pavé, il calendario vira verso le Ardenne, dove cambiano i protagonisti: bastano meno velocisti e più uomini da dislivello. La settimana comprende Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi, tre corse che richiedono gambe diverse e strategie calibrate. Pogačar sogna un tris storico, mentre nomi come Remco Evenepoel e Julian Alaphilippe sono sempre elementi di grande pericolo.

In chiusura Gregorio resta realistico sulla situazione italiana: dopo successi come quelli di Alberto Bettiol e Matteo Trentin in anni recenti, non individua una formazione costante di specialisti pronti a lottare ogni anno per le vittorie. Tuttavia, la natura delle classiche resta imprevedibile: una giornata favorevole, una squadra aggressiva o un colpo di genio possono ancora regalare emozioni e risultati a sorpresa.

Scritto da Giulia Lifestyle

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