A Son Moix, la serata si è rivelata speciale. Mentre i Re Magi si preparavano a portare i loro doni, il Girona ricevette anticipatamente un regalo tanto atteso: uscire dalla zona retrocessione. Dopo quattro mesi e mezzo, esattamente 133 giorni, la squadra riuscì finalmente a respirare lontano dalla zona rossa, conquistando non solo tre punti, ma anche una nuova determinazione e serietà che erano mancate per troppo tempo.
L’inizio del 2026 si presentò come un momento simbolico. Non solo la vittoria, ma anche il chiaro desiderio di riscrivere la propria storia, caratterizzò la prestazione del gruppo. Si mostrò come una squadra riconoscibile, saldo e concentrato, in grado di mantenere la strategia per lunghi tratti e di resistere sotto la pressione.
In un campo storicamente ostile e contro un avversario diretto, il team di Míchel rispose con maturità. Se ci fu un tocco di magia, giunse dall’Est: Viktor Tsygankov e Vladyslav Vanat agirono come Re Magi anticipati, ognuno contribuendo con un gol che illuminò il cammino del Girona.
Il primo, già un punto di riferimento emotivo e sportivo, intervenne quando la partita lo richiese, mostrando qualità e personalità. Il secondo, festeggiando il suo compleanno, si fece carico della responsabilità dal dischetto, dimostrando di non lasciarsi intimorire dal contesto. Due reti ucraine per una vittoria carica di significato e leadership. Ma al di là delle individualità, fu l’insieme della prestazione collettiva a lanciare il messaggio più forte. Il Girona seppe quando dominare, quando rallentare e quando soffrire. Difese con ordine e passione, un aspetto che era rimasto trascurato durante il difficile 2025. Anche quando il match si fece caotico e i minuti di recupero aumentarono la tensione, la squadra rimase compatta. Resistenza, competizione e fiducia furono le loro armi.
Uscire da una fase difficile non è l’obiettivo principale, ma rappresenta sicuramente uno stimolo. Si tratta di un confine psicologico che la squadra ha osservato da un lungo periodo. Averlo superato dopo 133 giorni offre una spinta, da una sensazione di liberazione e rafforza un concetto: questa squadra non è finita. Anzi, ha affrontato l’inizio dell’anno con la serietà richiesta dalla situazione e con la consapevolezza che un cambio di rotta non è solo un’illusione. La scena finale mostrava un gruppo che festeggiava con moderazione, consapevole che la strada da percorrere è lunga, ma anche che qualcosa è cambiato. I Re Magi arriveranno a breve nelle case; a Girona, il primo dono è già presente. Adesso è fondamentale prendersene cura e mantenerlo. Con determinazione, impegno e un pizzico di magia, anche le storie più complesse possono essere riscritte.

