Rapporto MD: I dati supportano le affermazioni di Simeone riguardo a Julián Álvarez?

La partita dell’Atlético de Madrid contro la Real Sociedad ad Anoeta ha nuovamente evidenziato una performance deludente da parte di uno dei giocatori chiave della squadra. Sebbene non si possa dire che abbia giocato male, dato che si è impegnato e ha creato occasioni, ha finito per non segnare.

Questo è particolarmente significativo, considerando il suo status di uno dei migliori attaccanti al mondo. Inoltre, il tecnico Diego Pablo Simeone ha deciso di sostituirlo precocemente, una scelta che ormai non sorprende più. Su 81 partite disputate con la maglia rojiblanca, ha completato solo 30 di esse, il che corrisponde a un 37% del totale.

Le statistiche riflettono chiaramente la stagione altalenante dell’argentino, che ha siglato gol in sole quattro delle 19 partite del girone di andata in Liga, di cui tre sono stati realizzati su calcio di rigore o da fermo. Pur essendo un dato che può colpire, è importante considerare il contesto.

Indagando più a fondo, si osserva che, sommando le altre competizioni, ha raggiunto un totale di 11 reti e cinque assist, cifre comunque rispettabili. A titolo di confronto, nella stessa fase della stagione scorsa, si trovava a soli un gol di distanza, con un totale di 12, per quanto riguarda la Liga la differenza attuale è di due gol, avendone realizzati cinque. Questo solleva interrogativi che, sebbene attuali, potrebbero non risultare completamente in linea con la realtà dei numeri. “Se si richiede tanto da lui, è perché ha già dato molto. La richiesta c’è e capisco le preoccupazioni. Lui stesso sa (di non essere al massimo), si tratta di processi”.

Ci sono calciatori che vivono situazioni simili a quella attuale del giocatore in questione, ma non lo vedo privo di corsa, di impegno o di determinazione. Non si trova nel miglior stato, sia per lui che per gli altri, ma chi commenta lo fa perché ha dato ottime prestazioni da quando è arrivato, affermava l’allenatore dell’Atletico Madrid al termine della partita, sostenendo quanto indicano le statistiche.

UN ANALISI APPROFONDITO

Se analizziamo i dati medi del giocatore confrontando questa stagione con la precedente in Liga, emergono risultati molto interessanti. In effetti, le affermazioni di Simeone sono supportate dai numeri: le performance del calciatore sono sostanzialmente in linea, con alcuni parametri addirittura migliorati. È più efficace nei tiri da posizione favorevole, mantiene il numero di assist e di gol in casa, ha incrementato le occasioni create per partita (2,3 rispetto a 1,5 della scorsa stagione), ha una percentuale di passaggi riusciti più alta (84,06% contro 78,52%), effettua più cross (4 di media contro 2,5), partecipa maggiormente ai duelli a terra (6,9 contro 6,8), interagisce di più con il pallone (49,2 contatti rispetto a 47,5), perde meno palloni (13,3 contro 13,7) e commette meno fuorigioco. Anche nei parametri dove aveva performato meglio nell’anno precedente, mostra dati simili. Ad esempio, i tiri (2,3 nella stagione 24/25 contro 2,1 attuale), i gol decisivi (0,3 contro 0,2), la media di gol a partita (0,7 contro 0,5), i duelli vinti (2,9 contro 2,7) e i palloni recuperati (2,7 contro 2,4); infine, i contrasti effettuati e vinti (0,9/54,84% rispetto a 0,8/42,86%).

Dove si trova la questione cruciale? La chiave è nell’efficacia, dove si evidenzia la sostanziale differenza. Nella passata stagione di LaLiga, il tasso di realizzazione dei gol era del 27,42%, mentre attualmente si attesta al 22,58%. Questo significa una variazione di quasi il 5%. Tuttavia, c’è un dato interessante da notare. Julián Álvarez si posiziona come il sesto giocatore con la maggiore correlazione tra gol realizzati e gol attesi nella competizione. Attualmente avrebbe dovuto segnare 6,29 gol e, invece, ha già messo a segno sette reti. Si trova quindi leggermente al di sopra delle aspettative. Solo Lamine Yamal, Lewandowski, Muriqi, Ferrán Jutglà e Mbappé offrono performance migliori in questo ambito.

Caleta-Car sarà sotto osservazione durante la partita contro il Getafe

Uno dei primi cambiamenti apportati da Matarazzo nella Real riguarda la fase di riscaldamento