Alexis Sánchez ha confermato il suo attaccamento al Sevilla, smentendo le notizie diffuse in Brasile riguardo a un suo accordo con l’Internacional per unirsi al campionato Brasileirao. Ha anche espresso sostegno per il suo allenatore Matías Almeyda, sottolineando che pochi tecnici avrebbero accettato la sfida che lui ha accettato.
“Se avessi voluto andarmene, non sarei venuto qui. Ho avuto proposte sia per il Brasile che per il Cile, ma ho scelto di restare. Non sono qui per motivi economici. Se avessi cercato denaro, avrei avuto altre opportunità”, ha dichiarato il calciatore cileno, che a 37 anni continua a giocare con grande entusiasmo.
Il ‘Niño Maravilla’, di fronte alle difficoltà della squadra e ai primi scetticismi verso Almeyda, ha deciso di difenderlo. Il tecnico aveva già lamentato la diffusione di voci infondate riguardo a un suo presunto desiderio di lasciare il club. A tal proposito, il cileno ha fornito un esempio chiaro: “Matías sta lavorando molto bene.
Chiedete a Guardiola se accetterebbe un incarico qui, sapendo che il club sta lottando per non retrocedere e senza risorse finanziarie. Credo che ci penserebbe due volte. Non è facile arrivare al Sevilla senza avere la possibilità di ingaggiare giocatori di talento. Solo io sono venuto, diteglielo a Guardiola. Matías invece ha deciso di venire”, ha chiarito.
“Ho suggerito a Isaac di calciare il rigore”
Alexis ha anche commentato l’episodio del rigore calciato da Isaac nel match contro il Levante, che ha sollevato molte polemiche tra i sostenitori. “Agoumé ha preso il pallone come fa di solito, alla fine ho calciato io. Gli ho chiesto se voleva tirarlo, e lui ha detto di sì, che si sentiva sicuro. Parte del calcio è anche commettere errori. Isaac è del club, proviene dalla nostra cantera, e se non impara adesso, dovrà farlo in futuro.”
L’attaccante cileno ha sottolineato che gli attaccanti possono sbagliare i rigori: “Anch’io ho sbagliato un penalty al Mondiale, ma successivamente ho realizzato il rigore più importante della mia carriera. Questo non mi influenzerà, ma per lui sarà diverso; dovrà migliorare e imparare. Era giù di morale. Gli ho detto che fa parte del gioco e che questo errore gli sarà utile in futuro; è del Sevilla, proviene dalla cantera, quindi è a casa sua. A lui servirà di più, dato che è ancora giovane e ha molto da apprendere. Per questo motivo ho voluto incoraggiarlo. Se avessimo pareggiato a 1-1, l’avrei tirato io”, ha precisato.

