Il ritorno dell’Atlético de Madrid alla Supercoppa di Spagna dopo due anni non ha alleviato il loro disagio, tanto meno in un torneo che sembra sfuggire di mano da quando si tiene in Arabia Saudita, soprattutto quando a sfidarli c’è il Real Madrid.
Anche lontano dal Metropolitano, le loro prestazioni in trasferta continuano a non soddisfare, andando oltre il semplice risultato. A Jeddah, è stato nuovamente eliminato, nonostante abbia mantenuto il possesso del pallone, avuto maggiori occasioni e si sia dimostrato sempre in partita.
Due errori fatali – uno nella barriera da parte di Jan Oblak e un altro nella fase difensiva, in particolare da parte di Robin Le Normand – hanno influito sull’esito. La sconfitta è stata, in effetti, un colpo allo stesso Atlético, ancora una volta contro il Real Madrid.
È successo in tre delle quattro occasioni in cui la squadra ha preso parte a questo torneo dopo la sua traslazione verso l’Oriente. In questa edizione, ha subito una sconfitta per 1-2 con le reti di Fede Valverde e Rodrygo Goes, mentre Alexander Sorloth ha segnato per i Colchoneros. Nel 2024, era stato eliminato in semifinale dal suo storico avversario, come nel 2020, quando aveva perso in finale dopo i tempi supplementari con un punteggio di 5-3. Sei anni fa, nella finale, si era visto privato del titolo ai calci di rigore contro lo stesso avversario dopo un pareggio senza reti nei tempi regolamentari e supplementari. Nell’unico altro incontro in Arabia, l’Atlético si era scontrato con l’Athletic Club, che aveva contribuito ad aumentare le loro delusioni in questa Supercoppa. Anche in quell’occasione, era stato sconfitto con un punteggio di 1-2 in semifinale. Il successo in questa competizione sfugge loro dal 2014, anno in cui, sotto un format differente, aveva battuto il Real Madrid con gare di andata e ritorno.
Non si tratta solo delle ultime prestazioni della squadra in questa competizione, ma anche del rendimento dell’Atlético quando gioca lontano dal Metropolitano. Fuori casa, il team non riesce a replicare l’efficacia mostrata nel proprio stadio, dove a settembre ha sconfitto il Real Madrid con un punteggio di 5-2 in un match di LaLiga. I dati di questa stagione parlano chiaro: l’Atlético ha ottenuto undici vittorie su dodici partite disputate al Metropolitano, con un solo pareggio contro l’Elche a agosto e nessuna sconfitta. Tuttavia, le prestazioni in trasferta sono state deludenti, con il club che ha conquistato solo cinque vittorie nelle quindici gare lontano da casa, accompagnate da quattro pareggi e sei sconfitte, il che ha compromesso la sua posizione in LaLiga e causato l’eliminazione dalla Supercoppa di Spagna. Martedì prossimo, il team affronterà la Coppa del Re a Riazor. Intanto, nel derbi, è emerso che Simeone sta definendo un undici quasi definitivo. Tra i titolari c’è Marc Pubill, che ha guadagnato spazio grazie ai suoi progressi; Robin Le Normand non è stato convocato, mentre José María Giménez è atteso per tornare. Inaspettatamente, Matteo Ruggeri si sta affermando come terzino sinistro, avendo giocato titolare per cinque partite consecutive nonostante i dubbi iniziali. David Hancko ha stabilito la difesa come centrale sinistro. Con Pablo Barrios infortunato, Conor Gallagher ha preso il suo posto in un centrocampo che ha visto poche variazioni nelle ultime partite, affiancato da Giuliano Simeone, Koke Resurrección e Álex Baena. Anche l’attacco, composto da Julián Álvarez e Alexander Sorloth, è rimasto costante, in attesa di rivedere in campo Nico González, un elemento fondamentale della formazione. Gallagher, pur avendo iniziato la partita giovedì, non è un titolare abituale nel gruppo.
Al termine del primo tempo, Simeone apportò una modifica, sostituendo Llorente con Le Normand e spostando Llorente a centrocampo, mentre Pubill assunse il ruolo di terzino destro. La squadra si trovava in svantaggio per 0-1, a causa della rete di Fede Valverde, che aveva cambiato le sorti del match in un solo minuto.

