Il prodigio della ‘Horda Amarilla’ ha colpito persino Guardiola

Mercoledì 28 gennaio, l’Atlético de Madrid affronterà il Bodo/Glimt, una squadra che ha guadagnato rapidamente notorietà nel panorama calcistico europeo. Negli ultimi anni, il club della città immersa nel Circolo Polare ha attirato attenzione grazie alle sue eccellenti prestazioni in diversi tornei, soprattutto in Europa League.

Ciò che colpisce di più è il loro approccio audace e offensivo al gioco, che offre uno spettacolo affascinante e coinvolgente per gli spettatori. È straordinario vedere un modesto team del nord della Norvegia competere con club storici, infliggendo loro sconfitte e portando entusiasmo in questa piccola località norvegese.

La squadra è supportata da un pubblico caloroso che la segue ovunque. Un esempio evidente è il fatto che oltre 3.000 tifosi gialli viaggeranno fino alla capitale spagnola per assistere all’incontro contro l’Atlético. Considerando che la popolazione della città è inferiore a 50.000 abitanti, questo corrisponderebbe a mobilitare 210.000 sostenitori del club madrileno per un match in Finlandia.

Impressionante. I tifosi della ‘Horda Amarilla’, come sono conosciuti, rappresentano con orgoglio il Bodo/Glimt, una squadra centenaria che ora sta vivendo il suo periodo più glorioso. Per dare un’idea del cambiamento, fino al 2019, il club oscillava tra la Prima e la Seconda divisione norvegese, nonostante avesse conquistato due Coppe del Nord e due Coppe di Norvegia (1975 e 1993). Non era affatto considerato tra le squadre di punta del paese. Tuttavia, l’arrivo di Kjetil Knutsen nel 2018 ha segnato una svolta decisiva.

Il tecnico ha imposto una chiara identità al club, caratterizzata da un gioco orientato al possesso del pallone, da una forte pressione e da un approccio molto offensivo. Questo stile di gioco ha portato a conquistare quattro titoli nel campionato norvegese nell’arco di cinque anni (2020, 2021, 2023 e 2024). Nel contempo, la squadra ha guadagnato visibilità a livello europeo, arrivando alle semifinali della Conference League nella stagione 21/22, dove ha inflitto una pesante sconfitta alla AS Roma, guidata da Mourinho, con un punteggio di 6-1. Altri club illustri, come Celtic, Besiktas, Porto e Lazio, hanno subito la stessa sorte contro i ragazzi di Knutsen, specialmente all’accogliente Aspmyra Stadion, dove la squadra ha capitalizzato anche il vantaggio del campo in erba artificiale. Tuttavia, il risultato più sorprendente è avvenuto solo una settimana fa, quando il Bodo/Glimt ha avuto la meglio su un gigante del calcio europeo, il Manchester City, con un punteggio di 3-1, in una partita che ha ricevuto elogi persino da Pep Guardiola, allenatore della squadra inglese. Guardiola ha dichiarato: “So cosa dice la gente: ‘Come hai potuto perdere contro il Bodø?’. Sì, rispetto chi sottovaluta la squadra norvegese. Hanno raggiunto le semifinali dell’Europa League la scorsa stagione”, ha aggiunto. “Sono abbastanza sicuro che coloro che dicono ciò non abbiano mai visto una partita del Bodø/Glimt. È una squadra eccezionale, soprattutto in casa, dove hanno pareggiato contro il Borussia Dortmund”, ha continuato. UN CRESCITA IMPRESSIONANTE L’espansione del club è stata straordinaria. Per rendersene conto, basta notare che nel 2017 il suo budget era di circa 4,2 milioni di euro, mentre oggi supera i 60 milioni, un incremento superiore a dieci volte. Questo aumento è stato influenzato non solo dai proventi delle competizioni europee, ma anche dalla rivalutazione dei giocatori, simultaneamente al loro ottimo rendimento.

Negli ultimi anni, il club ha registrato notevoli trasferimenti, proporzionati al valore della sua squadra. Tra le operazioni più significative, ci sono state quelle di Jens Petter Hauge, ceduto all’Eintracht per quattro milioni, e Patrick Berg, trasferitosi al Lens per la stessa cifra. Anche Victor Boniface è passato al RUSG per sei milioni. Tuttavia, è stato il passato recente a risaltare maggiormente. Faris Moumbagna è stato venduto al Marsiglia per otto milioni di euro, mentre Albert Gronbaek è andato allo Stade de Rennes per ben 15 milioni di euro, rappresentando il trasferimento più costoso nella storia del club. Curiosamente, i tredici più importanti trasferimenti sono avvenuti dal 2019, segnando il momento in cui la squadra ha iniziato a emergere.

Uno indossa il tuta mentre l’altro è in abito elegante; tuttavia, il gruppo risulta indebolito