L’Atlético di Madrid si prepara ad affrontare una sfida decisiva per accedere tra le otto migliori squadre della Champions League, contro un avversario che rappresenta una delle rivelazioni del calcio europeo negli ultimi anni. Il successo del FK Bodø/Glimt è indissolubilmente legato al suo allenatore, Kjetil Knutsen, che ha segnato una svolta nel calcio norvegese.
Dal suo arrivo nel 2018, la squadra ha vissuto un periodo di grande splendore, con solo quattro trofei vinti in quasi un secolo di storia prima della sua gestione, di cui due a livello nazionale. Sotto la sua guida, il club ha raggiunto le semifinali della Conference League, conquistato quattro titoli di campionato e ha una nuova possibilità di brillare in Champions, guadagnandosi anche il rispetto della scena calcistica europea per il suo gioco audace e attraente.
Pur non avendo avuto una carriera memorabile da calciatore, Knutsen si è affermato come un tecnico di successo. Ha iniziato la sua avventura da allenatore nel 1995, nel modesto TIL Hovding di quinta divisione, per poi passare rapidamente a Fyllingsdalen e Åsane, con il quale ha ottenuto la promozione in seconda divisione.
Il suo approccio al gioco, basato su un forte senso di identità e uno stile di gioco offensivo, ha attirato l’attenzione del Bodø/Glimt, dove è arrivato nel 2018. Inizialmente subentrò ad Aasmund Bjørkan nel 2017 e, un anno dopo, divenne ufficialmente il tecnico. I suoi successi parlano chiaro: ha portato la squadra a vincere quattro campionati, garantendo loro la partecipazione alla Conference League (2021/22) e alla Champions League (2024/25), raggiungendo anche i quarti di finale dell’Europa League (2024/25).
Si parla di un team con un chiaro marchio di origine. Infatti, è conosciuto con diversi soprannomi come “Superequipo”, “Horda Amarilla” o “Fútbol Ártico”, che si riferiscono a un modo di interpretare il calcio dove prevalgono intensità e verticalità. Alcuni lo definiscono come una combinazione della pressione esercitata dal Liverpool di Jurgen Klopp, unita ai movimenti tattici dei calciatori norvegesi. La sua disposizione preferita è il 4-3-3, focalizzandosi su un elevato possesso palla, che in Eliteserien supera il 60%. In fase offensiva, la squadra mira a superare le difese avversarie con passaggi interni o lanci lunghi, utilizzando ali strategiche che attirano i difensori per creare spazi e facilitare la manovra. Centrocampisti e laterali sono attivamente coinvolti nella costruzione del gioco, sfruttando cambi di gioco e movimenti per creare superiorità e collegarsi con gli attaccanti.
Per quanto riguarda la psicologia, Knutsen è un allenatore meticoloso, dedicato alla preparazione delle partite e alla gestione dell’intero team. Ha integrato la psicologia sportiva nel suo approccio, avvalendosi di un ex pilota di combattimento nel suo staff, che funge da “coach” e si concentra sull’ottimizzazione della presa di decisioni in situazioni di pressione durante il gioco. In Norvegia, è considerato il miglior allenatore tattico della storia della liga, capace di trasformare giocatori poco noti in talenti riconosciuti a livello internazionale. Alcuni aspetti del suo approccio sono simili a quelli di Simeone. Il concetto argentino di “giocare con il coltello tra i denti” si riflette nelle parole di Knutsen: “Non è fondamentale vincere. La cosa essenziale è il rendimento. Se diamo il massimo, la vittoria sarà una conseguenza naturale. Dobbiamo essere molto intensi”.
Knutsen ha attirato l’attenzione di squadre di Premier League, oltre a club come l’Ajax e il Celtic FC, evidenziando le sue capacità come allenatore. È probabile che presto lo vedremo guidare una squadra di maggiore prestigio. Nel frattempo, le vittorie contro avversari come il Manchester City gli hanno conferito grande reputazione e rispetto tra i colleghi. “È una squadra straordinaria, abbiamo perso contro uno dei gruppi meglio preparati d’Europa. Sono estremamente ben organizzati e mostrano un’intensità notevole,” ha dichiarato il tecnico catalano.