Marc Casadó ha dichiarato: “Il mio obiettivo è indossare la maglia del Barça e farò di tutto per raggiungerlo”

Marc Casadó è stato uno dei protagonisti del programma “FanZone” su TV3, dove ha parlato della situazione attuale del FC Barcelona, esprimendo chiaramente il suo desiderio di continuare a indossare la maglia della sua squadra del cuore. Il centrocampista ha festeggiato in particolare il raggiungimento della qualificazione diretta del Barça tra le prime otto della fase a gironi di Champions League, grazie alla vittoria per 4-1 contro il Copenaghen, un obiettivo fortemente voluto dal gruppo.

Casadó ha ammesso che l’inizio dell’incontro non è stato facile, ma ha sottolineato l’importanza del risultato: “Ciò che contava era ottenere i tre punti e evitare un ulteriore turno. Vista la pesantezza del nostro calendario, risparmiare due partite è cruciale per poterci riposare”.

“Flick ci ha chiesto di dare di più”. Ha poi aggiunto che Hansi Flick non era completamente soddisfatto all’intervallo, dato che la squadra era in svantaggio di 0-1, e ha richiesto maggiore intensità. “Non era contento”, ha ammesso il calciatore riguardo al morale del tecnico dopo i primi 45 minuti.

“Ci ha chiesto di intensificare il nostro gioco. Gli avversari ci conoscono già, ma il nostro obiettivo è farli correre e prevalere nel secondo tempo”, ha dichiarato il giovane.

Casadó ha anche condiviso come ha percepito la sconfitta del Real Madrid contro il Benfica, che ha escluso la squadra dalla zona di qualificazione. Al termine della sua partita, già si sentivano festeggiamenti sugli spalti e la notizia gradualmente giungeva sul campo. “Ci informavano su come stava andando e quando ho saputo il risultato, ho pensato che fosse meglio risparmiarsi due partite in più”, ha detto con serenità. Sul piano personale, il centrocampista ha parlato della gestione del tempo di gioco quando è chiamato a partire titolare dopo un periodo di minor continuità. Ha giocato tutti i 90 minuti contro l’Oviedo e ha avuto anche l’opportunità di scendere in campo nella seconda metà della partita europea contro il Copenaghen.

“Quando ritorni in campo dopo un po’ di assenza e giochi per novanta minuti, la sensazione è diversa; tuttavia, queste partite aiutano a ritrovare il ritmo per le prossime”, ha dichiarato. Ha anche ammesso che non sempre ha la certezza di essere titolare: “Quando l’allenatore ti comunica che sei in campo, è una gioia immensa. Ti prepari in modo diverso nella mente. A volte lo puoi percepire negli allenamenti, ma non è mai una garanzia”. Un momento divertente è stato quando ha ricordato l’incidente accaduto nell’ultima partita contro l’Oviedo, in cui un suo gesto è stato frainteso dalla panchina. “Hanno pensato che stessi chiedendo il cambio dopo dieci minuti”, ha scherzato, chiarendo che in realtà il gesto era rivolto a Lamine. “Era Lamine a voler cambiare dopo dieci minuti, non io”. Infatti, uno dei suoi compagni è dovuto intervenire: “Eric ha urlato e fortunatamente l’hanno sentito, perché stavo per essere sostituito. Non era così difficile capirlo!”, ha detto ridendo. “Continuerò a combattere”. Riguardo ai trasferimenti nel mercato invernale e all’interesse di diverse squadre come l’Atlético Madrid e il Galatasaray, Casadó ha dichiarato con fermezza: “Il mio sogno è sempre stato quello di giocare nel Barça e finché avrò questa possibilità continuerò a lottare”. Il giovane talento ha insistito anche sull’importanza del sostegno ricevuto dai tifosi, che rappresenta una motivazione in più: “Sentire questo affetto è motivo di grande orgoglio”. Ha poi sottolineato che competere con giocatori anch’essi provenienti da La Masia, che costituiscono la maggioranza nella squadra, conferisce una forza speciale al gruppo: “Quando provi tanto affetto e orgoglio per questa maglia, questo ci motiva ulteriormente a combattere e continueremo a farlo, per vincere la Champions”.

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