Il Girona ha subito la sua prima sconfitta del 2026 contro l’ultimo in classifica. L’Oviedo, che non riusciva a vincere dalla settima giornata, è riuscito a predominare con un gol di Ilyas Chaira –ex calciatore del Girona– al 75esimo minuto, alimentando così le speranze di salvezza.
Con un solo cambio –Arnau al posto di Hugo Rincón–, la squadra guidata da Míchel è scesa in campo con la determinazione di mantenere una striscia positiva che l’aveva accompagnata all’inizio di quest’anno. Sebbene il Girona avesse un possesso palla limitato, ha dominato nel gioco rispetto all’Oviedo.
I giocatori di casa hanno considerato questa sfida come una ‘finale’, ma hanno faticato a ingranare in un clima dove alcuni hanno ricevuto applausi e altri son stati oggetto di fischi. Mentre il tabellone luminoso inquadrava Santi Cazorla –in attesa sul panchina–, il pubblico si è dimostrato fiero.
La situazione è stata ben diversa quando le telecamere hanno ripreso i dirigenti del club, accolti da fischi sin dall’inizio del match. La pazienza dei tifosi sta esaurendosi, soprattutto per l’assenza di rinforzi data l’urgenza della situazione e la mancanza di punti. Quello che è mancato ai ‘blanc-i-vermells’ è stato decisamente il fiuto del gol. Nonostante una buona circolazione della palla, movimenti e pressioni efficaci, faticavano a concretizzare nel terzo finale del campo. Vanat, che ha dato il massimo in ogni azione, ha avuto l’occasione più chiara, ma un errato controllo ha vanificato tutto, mentre l’Oviedo, con meno possesso, ha risposto agli attacchi catalani con un tentativo in porta prima dell’intervallo. Non è stato un tempo caratterizzato da azioni pericolose, ma le cose sono cambiate dopo una breve pausa.
In pochi minuti, la squadra di Almada si è risvegliata, mostrando un atteggiamento molto più aggressivo rispetto ai primi 45 minuti e creando varie occasioni, sebbene nessuna di esse si sia concretizzata. È solamente grazie agli allenatori, che hanno apportato alcune modifiche, che si sono evidenziate le necessità della squadra. I locali si sono resi conto che il pareggio non sarebbe stato sufficiente, così Cazorla e i suoi compagni hanno tentato di cambiare le sorti del match, riuscendo nel loro intento a quindici minuti dalla conclusione. Chaira ha fatto valere la famosa ‘legge del ex’ per finalizzare una splendida azione iniziata sulla destra, servita da Thiago (74’). Il Carlos Tartiere è esploso di gioia per il gol. Gli ospiti di Girona, per contro, hanno dovuto riorganizzarsi, e Míchel ha immediatamente deciso di inserire Stuani, cercando un’iniezione di energia e una risposta immediata. La difesa ovetense, tuttavia, ha mantenuto la concentrazione, dimostrando grande determinazione e resistenza. I giocatori catalani hanno tentato di trovare spazi con cross laterali, ansiosi di un’azione eroica, ma la fortuna non ha sorriso a un attacco che ha visto il centravanti uruguagio prendere il comando. Le occasioni più ghiotte sono arrivate nel recupero, con una punizione laterale che ha costretto Escandell a una parata spettacolare e un corner in cui Àlex Moreno ha mancato il colpo di testa per un soffio. La fortuna sembrava non essere dalla parte dei ‘gironí’, che in diverse situazioni hanno sfiorato il gol. Dall’altra parte, il pubblico di Carbayón ha risposto alla grande, festeggiando ogni azione come se fosse una vittoria, che è infine arrivata al termine di un finale palpitante. E così è andata.
Dopo tre minuti di recupero, l’Oviedo ha conquistato una vittoria, interrompendo così la straordinaria serie del Girona, che durava da mesi. Questo successo ha rinvigorito le speranze della squadra, avviando una fase positiva nel tentativo di garantirsi la permanenza. Ora, i ragazzi di Almada sperano in un assaggio di fortuna, confidando che gli avversari non riescano a ottenere risultati, in modo da mantenere il distacco di sei punti dalla salvezza. Dall’altro lato, la squadra di Míchel è saldamente collocata a metà classifica, sebbene con un margine ridotto rispetto ai posti a rischio retrocessione e senza possibilità di avvicinarsi all’ottavo posto.