Míchel si è presentato ai microfoni dopo la sconfitta di Oviedo con un chiaro senso di delusione. L’allenatore del Girona ha sostenuto che la sua squadra ha avuto il controllo della partita, ma ancora una volta non è riuscita a concretizzare.
“Penso che abbiamo gestito il gioco, ma abbiamo parlato delle aree e dobbiamo essere più incisivi e precisi”, ha commentato, chiaramente frustrato per non aver sfruttato questo predominio in occasioni da rete. Il tecnico ha inoltre riconosciuto che, nonostante il dominio, l’esito finale non è stato soddisfacente.
“Abbiamo la sensazione di essere in forma, ma le opportunità sono risultate insufficienti rispetto al controllo che abbiamo avuto. Me ne vado un po’ abbattuto, poiché con un tale dominio non riusciamo a tirare in porta”, ha sottolineato, evidenziando la mancanza di finalizzazione come una delle principali criticità della squadra in questa stagione.
“Ci manca la capacità di finalizzare, un aspetto che fa la differenza nei risultati”, ha aggiunto.
Míchel ha insistito sul fatto che ci sono momenti di gioco in cui la squadra deve essere più determinata, evitando eccessi di costruzione. “C’è un punto in cui non bisogna cercare di passare ulteriormente, ma essere più aggressivi con la palla e nei tiri”, ha spiegato, ammettendo che si tratta di un problema ricorrente. “È vero che possiamo lavorare su questo e stiamo affrontando questa situazione durante tutta la stagione”, ha dichiarato, menzionando le partite contro Oviedo e Getafe come esempi. “Sono due incontri in cui non siamo riusciti a vincere nonostante avessimo il controllo. Dobbiamo cambiare qualcosa e diventare più incisivi”. Riguardo al mercato, l’allenatore ha evitato di mettere pressione alla dirigenza, esprimendo comunque apprezzamento per alcuni momenti della partita. “Se arrivasse qualcuno in grado di migliorarci sarebbe fantastico, ma non chiedo nulla alla dirigenza perché la prima mezz’ora è stata davvero ottima”, ha concluso.
Nonostante ciò, ha ripetuto la stessa mancanza. “Ci sono occasioni in cui dobbiamo cambiare l’approccio, perché sembra che ci stiamo assestando”, ha commentato, concludendo con un concetto chiaro: “Non possiamo segnare se non tiriamo in porta. Quando ci avviciniamo all’area avversaria ci è mancata determinazione”.