Toni Martínez si afferma come punto di riferimento per l’Alavés, dimostrando un’abilità aerea paragonabile a quella dei top club europei

Toni Martínez sta vivendo il periodo più florido della sua carriera. Convinto di essere il centravanti ideale per la sua squadra, il giocatore di Murcia ha fatto un passo in avanti in questa stagione, affermandosi come un leader naturale sia per le sue prestazioni che per i suoi numeri: si è dimostrato uno dei migliori attaccanti nel gioco aereo delle cinque principali leghe europee ed è il capocannoniere del Deportivo Alavés.

“Non è sufficiente quanto fatto finora. Sono felice di contribuire con gol e assist, ma voglio segnare di più”, afferma un calciatore in piena maturità competitiva.

Una dichiarazione chiara sin dall’estate
Tutto ha avuto inizio durante la preparazione estiva. Toni ha intrapreso un esercizio di autovalutazione e di richiesta di maggiore impegno, un atteggiamento non comune tra i calciatori.

Ha lavorato con dedizione verso l’Alavés, con un obiettivo preciso: vivere una stagione di successi in termini di reti, crescita personale e prestazioni eccellenti. Questa volontà si è tradotta in azioni concrete fin dal primo giorno.

La sua dedizione quotidiana, il modo in cui si allena e la capacità di affrontare momenti complessi sono state chiaramente visibili.

Eduardo Coudet ha saputo apprezzare il suo approccio e la squadra ha percepito la sua presenza. Toni si è messo a disposizione del gruppo, mostrando sacrificio, maturità e una comprensione profonda del significato di indossare la maglia del Deportivo Alavés.

Reti, risultati e tenacia
La stagione è iniziata con un impatto notevole. Goal contro Levante, Mallorca ed Elche hanno fruttato sette punti cruciali per la squadra. Successivamente, si è presentata una fase più difficile, caratterizzata da una certa stagnazione e affaticamento, in cui il vero obiettivo era resistere, non arrendersi e mantenere il proprio ruolo all’interno del gruppo.

La fine del 2025 è stata impegnativa, ma il duro lavoro ha iniziato a dare i suoi frutti all’inizio del nuovo anno. I gol in Coppa del Re e una rete fondamentale contro il Real Betis hanno confermato che Toni è pronto, in una posizione di rilievo, per affrontare i momenti cruciali della stagione, mentre l’Alavés cerca di allontanarsi dalle zone basse della classifica.

Il prossimo incontro contro il RCD Espanyol arriva dopo una prestazione eccezionale, sia a livello di intensità che di forma, contro il Real Betis. Una sconfitta in tale occasione sarebbe stata devastante e avrebbe potuto compromettere gravemente la squadra. È allora che si è fatto sentire Toni, comunicando con i fatti sul campo, senza bisogno di discorsi: “Non è sufficiente quanto fatto finora. Sono felice di contribuire con gol e assist, ma desidero segnarne di più.” Un chiaro segnale di ambizione, una mentalità solida e il desiderio di continuare a progredire.

Il rilascio della tensione, la frustrazione e il superamento
Una delle sue celebrazioni più discusse è avvenuta in Coppa contro il Rayo, quando ha chiesto silenzio agli spalti. Toni ha chiarito senza giri di parole: “I calciatori sono esseri umani. Era pura frustrazione, non era rivolto a nessuno.” Un messaggio interno, un’uscita emotiva dopo settimane di alta pressione su se stesso.

Le mancate realizzazioni contro il Real Madrid e, in particolare, contro l’Osasuna, hanno pesato su di lui, soprattutto un’occasione che sentiva di dover trasformare in rete. Il gol contro il Villarreal, sebbene senza conseguenze sul risultato, gli ha permesso di sbloccarsi. Successivamente ha siglato il gol contro il Rayo in Coppa, mantenendo vivo l’Alavés nella corsa per le semifinali contro la Real Sociedad a Mendizorrotza.

Leader offensivo e abilità nel gioco aereo
Attualmente, Toni Martínez è il capocannoniere della squadra, con sette reti in tutto il torneo: quattro in Liga e tre in Coppa. Inoltre, è l’attaccante con il maggior numero di minuti giocati, un dato che evidenzia la sua importanza all’interno del gruppo.

C’è un aspetto del gioco di questo calciatore che lo distingue nettamente: il gioco aereo. È il giocatore che, nella Liga, partecipa a più duelli aerei, con una media di oltre otto per incontro, e si posiziona secondo per vittorie in duelli, subito dopo il noto esperto Vedat Muriqi del RCD Mallorca. Tra le cinque principali leghe europee, solo Ludovic Ajorque (Stade Brest, 1,97 m) supera le sue statistiche in questo ambito.

Questa abilità si traduce direttamente nel punteggio. Due dei suoi quattro gol in campionato sono stati realizzati di testa: uno decisivo contro il Betis e l’altro che ha dato il via alla stagione, segnato con un forte colpo di testa su corner contro il Levante.

Uno stato di quiete e leadership
L’inizio del 2026 ha confermato il suo progresso. Nel mese di gennaio ha segnato tre reti in quattro partite, raggiungendo già i numeri realizzati nella stagione precedente. È un elemento fondamentale per Coudet, che lo considera un pilastro nel suo gioco, e un atleta sempre più apprezzato dai tifosi, che applaudono il suo impegno, la sua tenacia e la sua affidabilità.

In grado di agire come punta unica o di collaborare efficacemente con Lucas Boyé, con il quale riesce a creare una splendida intesa, Toni ha disputato contro il Betis una delle sue partite più complete degli ultimi anni: gol, prestazioni fisiche notevoli, intensità, gioco spalle alla porta e una costante pressione sulla difesa avversaria.

Un confronto carico di significato con Kike García
La sfida contro l’Espanyol aggiunge una dimensione emotiva. Dall’altra parte del campo ci sarà Kike García, suo amico e connazionale, che è stato un simbolo per i tifosi dell’Alavés. La sua partenza ha creato un vuoto che Toni sta cercando di colmare, con l’inestimabile supporto di Boyé.

Toni Martínez si trova ad affrontare un semestre decisivo per la sua carriera. Ha l’opportunità di diventare il ‘9’ di cui l’Alavés ha bisogno: un leader forte in area e pronto a prendersi la responsabilità in momenti cruciali della stagione.

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