Ngonge ha individuato in Cristiano Ronaldo un modello da seguire per avere successo con l’Espanyol

Cyril Ngonge, un esterno belga di 25 anni, è stato presentato oggi come nuovo ingaggio dell’Espanyol. Arriva in prestito dal Napoli fino alla conclusione della stagione, con un’opzione di acquisto fissata a 16 milioni di euro. Ngonge rappresenta l’unico acquisto effettuato durante il mercato invernale per la squadra catalana, poiché, sebbene siano stati ceduti Koleosho e Javi Hernández e Javi Puado non giocherà più per il resto dell’annata, non ci sono stati ulteriori rinforzi per Manolo González in questo gennaio particolarmente complicato per i risultati e con pochi arrivi.

Il CEO Mao Ye e Unai Ezkurra, uno dei collaboratori di Fran Garagarza nella direzione sportiva, hanno assistito Ngonge durante la sua presentazione come giocatore dell’Espanyol. Il belga ha espresso grande entusiasmo per questa nuova fase della sua carriera, desideroso di riscattarsi dopo un periodo deludente al Torino, e ha affermato di essere pronto a scendere in campo contro il Villarreal lunedì prossimo, se il tecnico lo riterrà opportuno.

“Sono molto felice di far parte di questo grande club. Le sensazioni sono positive e affronto questa nuova avventura con grande entusiasmo,” ha dichiarato l’esterno, aggiungendo di preferire giocare sulla fascia destra o dietro l’attaccante. Ha anche rivelato di ammirare Cristiano Ronaldo, il suo idolo, sia in ambito europeo che in LaLiga.

Di seguito, la conferenza stampa completa di Ngonge: – Tornare a essere il calciatore che ero dopo una stagione difficile “È vero che, passando dal Verona al Napoli, per vari motivi le cose non sono andate come speravo.”

Nei primi incontri sembrava che tutto stesse andando per il verso giusto, ma poi, durante una partita di Champions contro il Barcellona, ho subito un infortunio che mi ha tenuto lontano dai campi per un mese e il ritorno è stato difficile. Quella stagione è stata la peggiore per il Napoli negli ultimi dieci anni, quindi non è stata affatto semplice. Il mio stile di gioco non si adattava perfettamente a quello della squadra. Abbiamo vinto il titolo di campioni d’Italia, un traguardo di cui sono molto fiero, ma ammetto di non aver giocato quanto avrei desiderato. Ora mi sento molto motivato ad arrivare all’Espanyol, poiché è un club che pratica un calcio intenso e, dalle mie osservazioni, credo di poter ritrovare le stesse sensazioni avute a Verona.

Riguardo alle aspettative sulla mia prestazione, noto che le persone hanno più aspettative su di me di quanto non sia il contrario. I miei obiettivi sono quelli di allenarmi duramente, dare il massimo, contribuire in attacco e segnare gol, creando anche situazioni di pericolo.

Sebbene sia mancino, la mia posizione preferita è sulla destra, anche se posso giocare come trequartista dietro l’attaccante. Riguardo alla pressione nel momento difficile che sta attraversando l’Espanyol, riconosco che è una parte quotidiana del calcio. Quando le cose non vanno come sperato, il nostro impegno rimane invariato. Continuo a lavorare sodo, cercando di trarre il massimo dalle circostanze. Nel mio club precedente non era semplice, ora sono in una nuova realtà con obiettivi nuovi e vedo solo aspetti positivi all’orizzonte. Non voglio focalizzarmi sugli aspetti negativi.

Infine, al pubblico voglio dire che non vedo l’ora di dare il mio contributo, segnare e fornire assist. Voglio aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi prefissati. L’importante è andare avanti e cercare di avere la migliore stagione possibile. Riguardo a come mi descrivo, sono una persona diversa sia dentro che fuori dal campo. Fuori dal terreno di gioco sono tranquillo e legato alla mia famiglia; mi piace passare il tempo con i miei cari. In campo, invece, divento un’altra persona.

“Sono una persona molto istintiva e tecnica, con un occhio attento alla porta; da bambino giocavo come attaccante. La mia imprevedibilità è una delle mie caratteristiche.” – Riguardo all’opzione di acquisto, si prevede un prolungamento dopo la cessione? “Se dopo sei mesi non fossi qui, l’opzione di acquisto non esisterebbe. Il mio intento è di dare il massimo; se il club decidesse di acquistarmi sarei felice di restare.” – Su come lo ha accolto la squadra: “Ho ricevuto un’accoglienza calorosa sia dai compagni che dall’allenatore. C’è una predisposizione ad insegnarmi le tattiche e ad aiutarmi nella comunicazione con l’allenatore… è un ambiente estremamente positivo e ne sono molto contento.” – È questa la sua opportunità per brillare e ambire al Mondiale? Potrebbe risultare una grossa sfida? “Non vedo questo come un ostacolo insormontabile; è piuttosto un obiettivo che mi sono prefissato dall’inizio della stagione. A Torino desideravo giocare, e adesso sento l’urgenza di dimostrare il mio valore per essere considerato dal selezionatore.” – Chi erano i suoi modelli quando era giovane? “Fin da piccolo, il mio idolo è sempre stato Cristiano Ronaldo, specialmente durante il suo periodo al Manchester United. Ho sempre apprezzato la sua dedizione e il suo stile di gioco.” – Riguardo al suo stile di gioco: “Posso adattarmi a giocare in spazi ampi o in situazioni più affollate. A volte è preferibile affrontare duelli individuali sulla fascia, ma mi piace anche giocare centralmente. Sono in grado di affrontare entrambi i tipi di gioco con buoni risultati; non ho preferenze.”

Antonio Cordón ha escluso l’idea di aggiungere un difensore centrale: “La nostra principale necessità era quella di ingaggiare un attaccante.”