Il Real Madrid ha affrontato domenica la pressione del vivace Barcellona con più difficoltà che successi. Senza Bellingham e Rodrygo infortunati e Vinicius squalificato, l’intero carico offensivo è ricaduto su Mbappé, che ha esteso la sua straordinaria striscia realizzativa collezionando il nono gol nelle ultime sei partite ufficiali.
Il francese ha chiuso i conti (0-2) nei minuti di recupero, ma a sbloccare il punteggio è stato un difensore, Álvaro Carreras, che ha aperto le marcature.
Nonostante la pesante sconfitta nella Copa del Rey contro l’Athletic, l’atmosfera a Mestalla era elettrizzante.
In assenza di Vinicius, il pubblico ha riservato anche un forte fischio al tecnico Carlos Corberán quando è stata annunciata la formazione tramite megafono.
Arbeloa ha schierato una difesa esclusivamente spagnola con il giovane David Jiménez nel ruolo di terzino destro, in quella che è stata la sua prima partita da titolare in campionato con la squadra bianca, permettendo così a Fede Valverde di tornare a giocare a centrocampo.
Una scelta significativa da parte del tecnico salmantino, che ha deciso di lasciare in panchina Carvajal e Trent, assieme ad altri difensori internazionali come Rüdiger e Alaba.
Nella coppia centrale di difesa si sono presentati il diligente Asencio e un Huijsen sempre più in difficoltà, che è costato al club una cifra considerevole, ma che continua a trasmettere grande insicurezza. È diventato una presenza poco rassicurante. La retroguardia “made in Spain” è stata completata da Carreras sulla fascia sinistra. Il galiziano ha ridato slancio alla sua squadra segnando un gol celebrato con grande fervore dopo aver trascorso la partita precedente contro il Rayo senza un minuto di gioco, pur essendo stato in panchina.
Dopo il gol subito, mentre il match si avviava verso la conclusione e il pubblico si diradava, Mestalla ha urlato “Corberán, dimissioni!”, con fazzoletti bianchi che si agitavano nella sezione del tifo stanco, vista la posizione pericolosa della squadra, solo un punto sopra la zona retrocessione.
Il tanto decantato ‘metodo Pintus’, rientrato in gioco dopo l’allontanamento di Xabi Alonso, non ha ancora prodotto i risultati sperati, con i giocatori che mostrano poca vitalità. Questo Madrid manca della grinta necessaria per conquistare i propri sostenitori e di fantasia (Arda Güler è l’unica ‘luce’ debole in una squadra che ha più fisicità che gioco).
Arbeloa farebbe bene a concentrarsi unicamente su come risolvere i problemi e a migliorare le performance del suo team, piuttosto che continuare a sbraitare in pubblico il logoro messaggio imposto dalla dirigenza del Bernabéu riguardo al ‘caso Negreira’.