Best Village Roma, sport ed esports uniti per promuovere l’inclusione

Due giornate del Best Village a Roma hanno coinvolto oltre 30 giovani con e senza disabilità in tornei, attività multisportive e momenti educativi promossi dal progetto BEST ed Erasmus+ Sport

Il Best Village Roma ha messo insieme, in due giorni intensi, il mondo degli esports competitivi e le pratiche sportive tradizionali con l’obiettivo di rendere lo sport più accessibile e inclusivo. L’iniziativa rientra nel progetto europeo BEST – Breaking Barriers Through Esports, co‑finanziato dall’Unione Europea tramite Erasmus+ Sport, e ha coinvolto giovani, famiglie e accompagnatori in attività pratiche, momenti formativi e occasioni di incontro.

Le tendenze di mercato mostrano un crescente interesse per eventi ibridi che uniscono digitale e movimento: progetti come questo sembrano favorire partecipazione giovanile e inclusione sociale, attirando anche l’attenzione di investitori istituzionali interessati a contenuti sportivi integrati con tecnologie digitali.

La prima giornata, al GAMM Game Museum
Sabato 28 febbraio 2026 il GAMM Game Museum è stato il palcoscenico principale. Il torneo di FIFA, organizzato in gironi con finale e premiazione, ha bilanciato competitività e partecipazione, permettendo a chiunque volesse di mettersi in gioco.

Dopo le sfide, i partecipanti hanno seguito un tour guidato del museo: tra console d’epoca e installazioni multimediali, si è raccontata l’evoluzione tecnologica del videogioco e il suo valore culturale. L’idea è stata chiara sin dal mattino: connettere il piacere del gioco competitivo alla riflessione sul ruolo del digitale nella società.

Gioco responsabile e gestione delle emozioni
Nel corso della giornata non sono mancati momenti educativi: workshop sull’uso consapevole delle piattaforme digitali, strumenti per gestire emozioni e tensioni in gara e pratiche per prevenire comportamenti nocivi online. I formatori hanno lavorato su regole condivise, rispetto reciproco e strategie concrete contro l’hate speech, trasformando il torneo in una palestra di cittadinanza digitale. L’obiettivo era semplice ma ambizioso: fare del divertimento un’occasione di crescita personale e collettiva.

Domenica: sport adattato e inclusione al Centro Sportivo Italiano
La seconda giornata, domenica 1 marzo 2026, si è svolta presso il Centro Sportivo Italiano – Comitato di Roma. Qui il programma si è concentrato su attività pratiche adattate: pallamano, sitting volley e un percorso a ostacoli pensato per diversi livelli di abilità. Gli istruttori hanno calibrato gli esercizi per favorire cooperazione, comunicazione e partecipazione attiva, privilegiando metodologie inclusive che abbattano barriere e valorizzino ogni contributo.

Percorsi accessibili e metodologia partecipativa
Le discipline proposte sono state modificate sul posto per risultare più accessibili: tempi, regole e spazi sono stati ripensati in funzione della massima partecipazione. I facilitatori hanno puntato su esercizi collaborativi piuttosto che competitivi, promuovendo il fair play e mettendo in luce le competenze trasversali come leadership, ascolto e lavoro di squadra. Il risultato è stato un clima di condivisione dove lo sport ha agito da motore sociale oltre che ricreativo.

Info point, supporto alle famiglie e continuità del progetto
Durante entrambe le giornate era attivo un corner informativo sul progetto BEST: operatori e volontari hanno spiegato gli obiettivi del programma, le opportunità offerte da Erasmus+ Sport e le possibili ricadute educative di unire sport ed esports. Famiglie e accompagnatori hanno potuto ottenere materiali di approfondimento e consigli pratici per riportare a casa le idee e trasformarle in percorsi quotidiani di inclusione.

Chiusura: premiazioni e condivisione
La manifestazione si è chiusa con premiazioni e momenti di festa che hanno riconosciuto l’impegno dei partecipanti e valorizzato lo spirito di gruppo. Erasmus+ è stato presentato come leva per iniziative che combinano formazione, innovazione e inclusione sociale, contribuendo a ridurre le barriere alla partecipazione e a rafforzare il tessuto della comunità.

Un modello replicabile
Nel complesso il Best Village Roma ha mostrato che integrare attività esports e discipline sportive in percorsi educativi mirati può favorire relazioni positive, sviluppare competenze trasversali e offrire opportunità concrete di cittadinanza attiva per i giovani. Il formato sperimentato appare scalabile: con piccoli adattamenti può essere riproposto in altre comunità per promuovere inclusione, partecipazione e scambio intergenerazionale.

Scritto da Sarah Finance

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