Emozioni e gomme: il libro che celebra i 500 Gran Premi di Pirelli

Un libro che intreccia immagini, testimonianze e dati per raccontare la relazione tra Pirelli e la Formula 1

La capacità di una fotografia di evocare movimento in una scena statica è al centro di questo racconto: il volume curato dalla Fondazione Pirelli e pubblicato da Marsilio Arte propone una sequenza di immagini e testi che attraversano la storia dei Gran Premi.

Il libro celebra il ruolo di Pirelli nel mondiale sin dall’esordio a Silverstone del 13 maggio 1950 e unisce scatti d’epoca ad un reportage contemporaneo, offrendo al lettore una percezione mista di memoria e attualità. Tra foto in bianco e nero e immagini a colori, il progetto vuole restituire non soltanto la velocità dei bolidi ma anche il lavoro nascosto che rende possibile ogni gara.

Le fotografie non sono solo estetica: sono documenti che rimandano a nomi, scelte tecniche e gesti umani. Nel volume trovano posto ritratti di campioni come Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Ayrton Senna, Lewis Hamilton e Max Verstappen, ma anche testimonianze di chi lavora dietro le quinte: ingegneri, meccanici e tecnici che interpretano la gomma come componente centrale della performance.

La sezione contemporanea comprende un reportage inedito di Darren Heath realizzato al Gran Premio di Silverstone per il settantacinquesimo anniversario del campionato, che stabilisce un ponte visivo tra passato e presente.

Un archivio visivo della corsa

Il libro funziona come un archivio narrativo: le immagini provengono anche dall’Archivio Storico Pirelli e sono accompagnate da testi che fanno da cornice storica e tecnica. Le fotografie sono organizzate per temi e momenti: sorpassi, partenze, box, volti e dettagli delle vetture. Qui il lettore può apprezzare come la fotografia trasmetta il senso del contatto tra pneumatico e asfalto, la progressione delle mescole e l’evoluzione progettuale. Le didascalie e i saggi che accompagnano le immagini spiegano concetti tecnici con linguaggio accessibile, mostrando come il rapporto tra innovazione e competizione sia costante nella Formula 1.

I protagonisti nelle immagini

Le pagine ospitano ritratti che vanno oltre la cronaca sportiva: vengono raccontati i caratteri e le scelte dei piloti, la loro relazione con il limite e il rischio. Accanto ai campioni leggendari appaiono storie tragiche come quelle di Ayrton Senna, Gilles Villeneuve o Jules Bianchi, che ricordano la tensione estrema insita nello sport. Al tempo stesso emergono figure meno celebrate ma decisive, tecnici e team manager il cui lavoro quotidiano traduce dati e prove in strategie di gara. Questi ritratti multidimensionali trasformano il libro in una mappa emotiva e tecnica della Formula 1.

La tecnologia e l’officina a cielo aperto

Il volume non è soltanto immagini: comprende contributi istituzionali e interviste con personalità come Jean Todt, Stefano Domenicali, Mario Isola e altre voci del paddock che spiegano l’evoluzione della ricerca sui pneumatici. Il testo racconta la Formula 1 come una officina a cielo aperto dove innovazione e competizione procedono insieme, e mette in evidenza il ruolo della gomma come elemento che assorbe, rilascia energia e condiziona il comportamento della vettura. Le sezioni tecniche illustrano il lavoro di laboratorio, i test in pista e le scelte strategiche che accompagnano ogni weekend di gara.

Tre fasi di presenza di Pirelli

La storia del rapporto tra Pirelli e la Formula 1 si sviluppa su tre periodi distinti: la prima fase dal 1950 al 1958, il ritorno tra il 1981 e il 1991 (con alcune eccezioni) e la ripresa dal 2011 in avanti, quando Pirelli è stata nominata Global Tyre Partner del campionato. Questa articolazione cronologica è ricostruita tramite immagini, dati e aneddoti che mostrano come la tecnologia degli pneumatici e le regole sportive si siano influenzate reciprocamente nel tempo, determinando evoluzioni di stile di guida, strategie e perfino la fisionomia delle piste.

Perché questo libro è importante

Il volume si presenta come un ponte tra ricordo personale e storia collettiva: la lettura invita a riascoltare i telecronisti nella memoria, a confrontare stagioni diverse e a consultare le infografiche finali che condensano chilometri, vittorie, record e statistiche. Curato da una realtà aziendale insieme a un editore d’arte, il libro mette in dialogo fotografia, cultura d’impresa e passione sportiva, offrendo sia al tifoso sia al lettore curioso chiavi diverse di lettura. Si chiude il libro con la sensazione che un’immagine possa ancora sorprendere, trascinando il lettore al prossimo giro di pista.

Scritto da Max Torriani

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