La finale della Supercoppa italiana maschile si è giocata a Trieste domenica 1° marzo alle 15. Perugia (Sir Susa Scai) ha battuto Verona (Rana) 3-1, rimontando dopo aver perso il primo set. È stata una partita intensa, con cambi di ritmo continui, scelte tattiche decisive e conferme importanti sia per il collettivo umbro sia per la squadra veneta, che continua a crescere.
La gara è stata trasmessa in diretta su Rai 2 e in streaming su Rai Play e VBTV, raggiungendo un ampio pubblico. Come osserva Elena Marchetti, dietro ogni incontro c’è sempre una trama fatta di persone, strategie e sviluppo dei talenti: questo verdetto rafforza il buon momento di Perugia e lascia aperte prospettive competitive per Verona nella stagione.
La cronaca
Verona ha iniziato meglio, imponendo un ritmo aggressivo e chiudendo il primo set 27-25 grazie a battute incisive e ricezioni solide. Dal secondo set però la partita ha preso un’altra piega: Perugia ha alzato il livello in difesa, migliorato la concretezza in attacco e controllato meglio i cambi palla.
I parziali successivi sono stati 25-22, 25-21 e 25-22 per i Block Devils, che così hanno ribaltato l’inerzia del match.
Il turning point
La svolta è arrivata quando Perugia ha stretto il muro e complicato la costruzione dell’azione avversaria. La regia di Simone Giannelli ha trovato soluzioni efficaci per smarcare gli attaccanti e la squadra ha mostrato freddezza nei momenti chiave, chiudendo i finali di set con scelte precise. In quei frangenti la solidità a muro e la lucidità offensiva hanno fatto la differenza.
Protagonisti e numeri
Tra i protagonisti spicca Oleh Plotnytskyi, autore di 17 punti e decisivo nelle fasi conclusive. Al suo fianco, Wassim Ben Tara ha dato spalle solide in attacco, mentre il reparto centrale—guidato da Roberto Russo e Federico Crosato—ha garantito consistenza a muro e coperture difensive efficaci. Complessivamente Perugia ha dimostrato una rosa bilanciata, capace di alternare esperienza e ricambio generazionale.
Le formazioni
Perugia si è presentata con giocatori di livello internazionale, tra cui Giannelli e Kamil Semeniuk, mentre Verona ha risposto con l’attacco potente di Noumory Keita e Darlan Souza, supportati dalla regia di Micah Christenson. Anche i centrali veronesi, come Lorenzo Cortesia e Aleksandar Nedeljkovic, hanno dato il loro contributo, mostrando che la squadra veneta può competere su grandi palcoscenici.
Il valore del trofeo
La vittoria a Trieste aggiunge un altro capitolo alla lunga storia di successi di Perugia: è la quinta Supercoppa consecutiva e l’ottavo titolo nelle ultime dieci edizioni. Più che un singolo trofeo, il risultato certifica la solidità di un progetto societario fondato su investimenti mirati, gestione tecnica attenta e un percorso coerente di sviluppo dei giocatori. Sul campo si è visto il lavoro quotidiano: metodo, qualità degli elementi e cura dei dettagli che poi si trasformano in risultati.
Implicazioni per la stagione
Questo successo consegna a Perugia lo status di favorita per il prosieguo dei campionati e dei playoff. Verona, dal canto suo, esce dalla sconfitta con la conferma di poter lottare ad alto livello — del resto la squadra ha già conquistato la Coppa Italia in stagione. Il confronto ha ricordato quanto possano pesare servizio efficace e solidità muro-difesa nei match d’alta classifica: saranno proprio questi fattori a fare la differenza nelle prossime settimane.
Osservazioni tattiche
Dal punto di vista tecnico, Perugia ha sfruttato una regia attenta per variare gli schemi offensivi e leggere con accuratezza le situazioni di cambio palla. Verona ha confermato la propria incisività al servizio e la capacità dei suoi attaccanti di ribaltare l’inerzia, ma la mancanza di continuità nei momenti decisivi ha pesato. Nei prossimi appuntamenti conteranno profondità di rosa e capacità di mantenere il rendimento quando la pressione aumenta.
Bilancio
Il 3-1 finale ribadisce lo stato di forma di Perugia e la bontà del modello adottato dal club. Resta da vedere se questa continuità tattica e fisica verrà confermata nel lungo periodo: la tenuta nei turni infrasettimanali e l’adattamento agli avversari più quotati saranno gli elementi su cui si misurerà l’evoluzione della stagione.