Vittoria della Turchia a Belgrado e duri attacchi di Ataman al calendario internazionale

Dopo il 78-82 a Belgrado l'allenatore Ergin Ataman ha accusato FIBA ed EuroLeague per un calendario che, a suo avviso, mette a dura prova squadre e staff

La nazionale turca ha ottenuto una vittoria esterna a Belgrado imponendosi sulla Serbia con il punteggio di 78-82. Il successo è arrivato in una partita valida per le qualificazioni alla Coppa del Mondo 2027 e, oltre al risultato sul tabellone, ha attirato l’attenzione per le dichiarazioni dell’allenatore turco Ergin Ataman in conferenza stampa.

Al centro delle sue osservazioni c’è stata una critica serrata rivolta agli organi che programmavano le competizioni: FIBA ed EuroLeague. Ataman ha sottolineato come il calendario renda difficile mantenere energie e concentrazione, accusando gli enti di aver messo squadre e staff in condizioni problematiche.

La partita e il contesto sportivo

Il confronto a Belgrado si è concluso con la Turchia avanti di quattro punti, un margine che riflette una gara combattuta. Il risultato di 78-82 certifica la capacità della selezione turca di gestire momenti di pressione in trasferta, ma non cancella le difficoltà logistiche e fisiche lamentate dal tecnico.

In questo contesto, la qualificazione alla Coppa del Mondo assume importanza strategica per entrambe le nazionali, con ogni partita che pesa sul percorso verso la fase finale.

Impatto del risultato

Oltre al valore in classifica, la vittoria all’esterno dà alla squadra turca fiducia e dimostra la profondità del roster. Tuttavia, il successo è arrivato in una fase in cui molti protagonisti arrivavano da impegni intensi con i rispettivi club: questa sovrapposizione di impegni è ciò che Ataman ha voluto denunciare come un problema sistemico.

Le critiche di Ataman a FIBA ed EuroLeague

In conferenza stampa l’allenatore non ha usato mezzi termini: ha dichiarato di essere «stanco» e di aver trovato i giocatori allo stesso livello di affaticamento. Questo stato d’animo, secondo Ataman, è il frutto di un calendario folle che pone oneri significativi su chi deve conciliare impegni di club e nazionale. L’accusa principale è che la sovrapposizione degli appuntamenti aumenti le responsabilità e riduca la qualità del lavoro tecnico e fisico.

Le parole chiave della sua contestazione

Ataman ha indicato tre aspetti chiave nella sua contestazione: la quantità di impegni ravvicinati, la gestione dei tempi di recupero e la difficoltà logistica nel passare da impegni di EuroLeague a partite di nazionale. Secondo l’allenatore, la combinazione di questi elementi crea una situazione in cui né staff né giocatori possono operare nelle migliori condizioni.

Reazioni e implicazioni per il futuro

Le affermazioni di un tecnico di alto profilo come Ergin Ataman tendono a mettere sotto i riflettori la questione del calendario internazionale. Se altre voci nel mondo della pallacanestro dovessero seguire lo stesso filone critico, potrebbe aprirsi un confronto tra federazioni, leghe e club su come armonizzare gli impegni. Per i tifosi e per i giocatori, l’obiettivo condiviso rimane la tutela della qualità delle competizioni e la salvaguardia della salute atletica.

Possibili scenari

Tra le possibili strade percorribili ci sono la revisione delle finestre internazionali, una migliore coordinazione tra FIBA e le principali leghe europee e misure specifiche per garantire periodi di recupero adeguati. Ogni intervento di questo tipo richiederebbe negoziazioni complesse, ma l’attenzione sui temi sollevati da Ataman può accelerare il dibattito pubblico e tecnico.

La vittoria turca a Belgrado rimane un risultato sportivo di rilievo, ma il post partita ha trasformato la partita in un’occasione per discutere questioni più ampie. Le parole di Ataman hanno messo in luce il nodo della gestione del calendario, un elemento che tocca la sostenibilità della stagione per club e nazionali. In attesa delle eventuali risposte degli organismi interessati, la scena internazionale della pallacanestro dovrà fare i conti con la necessità di bilanciare competitività e tutela dei protagonisti.

Scritto da Elena Rossi

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