Simy: “Ho cominciato a giocare per strada”

"Sono qui da cinque anni e ormai mi sento crotonese".

Nwankwo Simy, attaccante del Crotone, ha concesso una lunga intervista a SportWeek, partendo dalle offese ricevute diventate virali. “Davanti a cose di questo tipo, senza senso, io rido. Mia moglie sente, si avvicina, legge. Si preoccupa. Le dico: stai tranquilla, sai quanto ci vuole bene la gente di Crotone.

Ho scoperto poi che l’autore del messaggio non è un tifoso della mia squadra, e neanche un calabrese. Dopo però ho pensato che gli insulti ci stanno, noi calciatori siamo abituati a riceverli quando i risultati non arrivano, ma questa persona aveva passato il limite. Aveva toccato la mia famiglia. Allora ho deciso di trovare un modo per educarlo e fargli capire che aveva sbagliato”.

“Non ero arrabbiato, ma un messaggio del genere non può arrivare: a me come a nessuno.

Così ho risposto, in modo che tutti leggessero: “facciamolo diventare famoso perché se lo merita”. Dopo cinque minuti il mio telefono esplodeva di messaggi di solidarietà. Il giorno dopo mi ha chiamato il sindaco per comunicarmi che avrebbe dato la cittadinanza onoraria a mio figlio. È stato un gesto importante, che mi ha reso orgoglioso. Sono qui da cinque anni e ormai mi sento crotonese. E i tifosi, la gente, mi hanno sempre fatto sentire uno di loro”.

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